Lunedì 10 dicembre alle ore 20.30 il flautista Emmanuel Pahud apre il suo ciclo di concerti per la stagione di LuganoMusica. Dopo aver ospitato il pianista russo Daniil Trifonov e la violinista tedesca Julia Fischer, LuganoMusica affida la residenza artistica per questa stagione al flautista che, a soli 22 anni, è stato scelto da Claudio Abbado come prima parte dei Berliner Philharmoniker. Pahud, rappresentante di una «nuova generazione di sconvolgenti strumentisti francofoni» (Sunday Times, 2017), affianca da sempre un’intensa attività solistica e cameristica al suo importante ruolo in un’orchestra attenta a lasciare che i suoi musicisti sviluppino un’originale personalità musicale: «l’arte del suonare con i Berliner è molto particolare, qui lavoriamo da pari a pari, ciascuno con la sua voce (Emmanuel Pahud, 2008)».
Per il primo dei tre concerti della sua residenza al LAC, con Kristian Bezuidenhout al cembalo e Jonathan Manson al violoncello, Pahud sceglie un programma tutto dedicato a Bach, autore con si è cimentato sin dall’inizio della sua carriera: «Non sono mai stato interessato a studiare Bach in modo accademico. L’esperienza di improvvisazione che ho scoperto nel jazz mi ha più di ogni altra cosa aiutato a leggere e capire la sua musica». Del 2008 è l’incisione delle sonate per flauto (Warner Classics), al fianco di Trevor Pinnock e Jonathan Manson.

Il programma esplora la musica strumentale, dalla suite in re minore e la partita in la minore per flauto solo alle sonate per flauto, clavicembalo e basso, nelle quali «la scrittura di Bach asseconda di più lo strumento rispetto ai suoi brani per solo, dove il trattamento è simile ai brani solistici per archi» (Emmanuel Pahud, 2008).
La residenza artistica permette agli interpreti di dedicarsi a un percorso musicale in grado di dare risalto alle proprie caratteristiche musicali ed espressive: un’occasione importante per avvicinarsi alla figura di grandi musicisti, scoprirne l’abilità tecnica e il pensiero estetico con programmi originali