Tratto dal film: Farinelli la Voce Regina
Nella storia della musica, erano riconosciuti come castrati i cantanti maschi adulti con voce di soprano, mezzosoprano e contralto (registri tipicamente femminili), ottenuta mediante castrazione durante l’infanzia e prima della pubertà, o perché, a causa di disfunzioni endocrinologiche, non hanno mai raggiunto la maturità sessuale.
Vere e proprie “macchine per cantare”, furono impiegati da molti operisti e compositori (come Händel) fino all’inizio del XX secolo, dopodiché tale pratica cadde in disuso e fu dichiarata illegale.
Tra i più celebri si ricorda Carlo Broschi, in arte Farinelli.
Film del 1994 per la regia di Gerard Corbiau e attori Stefano Dionisi e Caroline Cellier.
Trama: A Napoli, nei primi anni del 700, con il padre vivono Riccardo e Carlo Broschi: il primo ha dieci anni più del fratello e scrive canzoni sacre e pezzi d’occasione nello stile – ma non certo con il talento – di molti musicisti operanti in quella coltissima città, mentre il fratellino, che fa parte di una cantoria in Chiesa, possiede per natura una voce d’angelo. Un giorno non riesce a farsi uscire dalla gola
Magnifico film del 1964 per la regia di Pasquale Festa Campanile con attori come Paolo Ferrari e Sandra Milo.
Breve descrizione: nella Roma del Settecento, quand’erano in voga i cantori evirati, un giovane popolano finge di farsi castrare e fa carriera anche perché spopola, non solo con la voce, tra le belle aristocratiche, ma anche per altre virtù.
Una delle più impertinenti e spregiudicate tra le farse in costume degli anni ’60. La sceneggiatura funziona, gli attori sono in forma, la cornice storica ha una sua fantasiosa eleganza.
Sullo stesso tema, ma in
Inserita nella colonna sonora del famoso e bellissimo film di Roberto Benigni, è una composizione di Jacob Offenbach.
Ecco il testo:
Nicklausse
Belle nuit, ô nuit d’amour,
Souris à nos ivresses,
Nuit plus douce que le jour,
Ô belle nuit d’amour!
Giuletta, Nicklausse
Le temps fuit
Et sans retour emporte nos tendresses!
Loin de cet heureux séjour,
Le temps fuit sans retour.
Zéphyrs embrasés,
versez-nous vos caresses;
Zéphyrs embrasés,
Versez-nous vos baisers. Ah!
Belle nuit, ô nuit d’amour,
Souris à nos ivresses,
Nuit plus douce que le jour,
Ô belle nuit d’amour!
Les invités
Ah!
Giulietta, Nicklausse
Ah! Ah!