L’Allegro iniziale descrive una piccola scena bacchica, tutta giocata su due elementi contrapposti: da un lato quello “del ballo e del canto dei villanelli” (A), dall’altro la descrizione degli effetti del vino, affidata a un passaggio del violino solista (B). Da notare la difficoltà ritmica del passaggio, che richiede al solista un notevole virtuosismo.
L’adagio è uno dei momenti più poetici ed espressivi delle Quattro stagioni. Dopo tanto vino, ecco i contadini, tutti ubriachi, dormienti. Una calma assopita sembra circolare nella musica, che è di una modernità timbrica
I tratti essenziali del Concerto
Pieno di fascino è l’inizio dell’Estate, accordi che sembrano soffocati dal caldo e dalla stanchezza (A). Seguono i canti del cucco (B), della tortorella e del gardellino. Poi, la calma del riposo disturbata dal ronzio delle mosche è espressa dal violino principale (C). Il “tempo impetuoso d’estate” ispira a Vivaldi una vera e propria tempesta strumentale (D): scale discendenti come fulmini, le note ribattute già apparse nella Primavera, progressioni armoniche che esprimono lo scatenarsi del vento.
Inverno
Agghiacciato tremar tra nevi algenti
Al severo spirar d’orrido Vento,
Correr battendo i piedi ogni momento;
E pel soverchio gel batter i denti;
Passar’ al foco dì quieti e contenti
Mentre la pioggia fuor bagna ben cento.
Camminar sopra ‘l ghiaccio, e a passo lento
Per timor di cader girsene intenti;
Gir forte, sdruccievole, cader a terra
Di nuovo ir sopra ‘l ghiaccio e correr forte
Sin che ‘l ghiaccio si rompe, e si disserra;
Sentir uscir dalle ferrate porte
Scirocco, Borea e tutti i Venti in guerra.
Quest’è
Autunno
Celebra il Villanel con balli e canti
Del felice raccolto il bel piacere
E del liquor di Bacco accesi tanti
Finiscono col sonno il lor godere.
Fa’ ch’ogn’uno tralasci e balli e canti
L’aria che temperata dà piacere,
E la Stagion ch’inventa tanti e tanti
D’un dolcissimo sonno al bel godere.
I cacciator alla nov’alba a caccia
Con corni, schioppi, e cani escono fuore.
Fugge la belva, e seguono la traccia
Già sbigottita, e lassa al gran rumore
De’ schioppi e cani, ferita minaccia
Languida di fuggir, ma oppressa