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	<title>Musica Colta &#187; vivaldi</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>I Sopranisti e l&#8217;inconsueto fascino di una voce di altri tempi</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 10:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una Voce irripetibile Esiste un considerevole repertorio musicale scritto per &#8220;soprani maschi&#8221;, che venne prodotto tra il XVI ed il XVIII secolo, quando era usuale l&#8217;impiego dei castrati. Come è noto era tristemente diffusa la pratica di castrare le voci bianche per &#8220;preservarne&#8221; l&#8217;evoluzione vocale e mantenerne intatte le doti &#8220;bianche&#8221;  tipiche della voce angelica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9145" class="wp-caption alignleft" style="width: 202px"><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/02/farinelli.jpg"><img class="size-full wp-image-9145 " style="margin: 3px;" title="farinelli" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/02/farinelli.jpg" alt="" width="192" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Broschi detto Farinelli</p></div>
<p><em><strong>Una Voce irripetibile<br />
</strong></em></p>
<p>Esiste un considerevole repertorio musicale scritto per &#8220;soprani maschi&#8221;, che venne prodotto tra il XVI ed il XVIII secolo, quando era usuale l&#8217;impiego dei castrati. Come è noto era tristemente diffusa la pratica di castrare le voci bianche per &#8220;preservarne&#8221; l&#8217;evoluzione vocale e mantenerne intatte le doti &#8220;bianche&#8221;  tipiche della voce angelica della fanciullezza. In tal senso emblematica è la storia di Carlo Broschi, detto Farinelli, la cui storia venne raccontata e portata sui grandi schermi qualche anno fa.</p>
<p>Quale percorso umano abbia portato a questo fenomeno non è definitivamente chiaro: spesso la storia è fatta di eventi casuali che inconsapevolmente determinano tendenze o comportamenti difficilmente giudicabili in senso assoluto e dove l&#8217;Uomo diventa artefice di opere magnifiche quanto di abomini.</p>
<p>I fatti però restano e la conoscenza dell&#8217;Uomo non può prescindere dagli stessi. Se vogliamo approfondire periodi storici come il Barocco, ad esempio, e ne vogliamo immaginare i colori, gli odori, ed i suoni, non possiamo prescindere dallo sfondo artistico e musicale in cui i castrati erano attori protagonisti.</p>
<p>Compositori come Haendel o Vivaldi hanno composto per queste voci ed hanno creato dei capolavori assoluti in grado di emozionare allora come oggi.</p>
<p>Ci piace pensare che la tragedia della virilità rubata abbia comunque consacrato questi uomini all&#8217;altare della Musica; siano essi diventati famosi o abbiano condotto una vita comune siamo speranzosi che le loro vite siano state vissute con altissima dignità umana ed artistica.</p>
<p>Ecco un documento audio in cui è possibile ascoltare l&#8217;ultimo castrato realmente esistito: Alessandro Moreschi morto a Roma nel 1922.</p>
<p><object width="560" height="450"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wv-S3uoeTXg?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/wv-S3uoeTXg?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="450"></embed></object></p>
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		<title>Lo Stabat Mater. Contemplazione del Dolore</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 10:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scarlatti]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo Stabat Mater è uno degli emblemi della poesia religiosa medioevale. La sua intensità quasi epica, la drammatica contemplazione del dolore lo hanno reso fin dal XIV secolo una delle più amate espressioni della devozione religiosa popolare. Il testo della Sequenza è per lo più attribuito al francescano Jacopone da Todi (1230? – 1206) anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8311" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/10/camoggiano_crocifissione_large.jpg"><img class="size-full wp-image-8311 " style="margin: 3px;" title="camoggiano_crocifissione_large" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/10/camoggiano_crocifissione_large.jpg" alt="" width="240" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">Crocifissione - Camoggiano</p></div>
<p>Lo Stabat Mater è uno degli emblemi della poesia religiosa medioevale. La sua intensità quasi epica, la drammatica contemplazione del dolore lo hanno reso fin dal XIV secolo una delle più amate espressioni della devozione religiosa popolare. Il testo della Sequenza è per lo più attribuito al francescano Jacopone da Todi (1230? – 1206) anche se non mancano altre illustri attribuzioni: da San Gregorio Magno (m. 604) a Innocenzo III (M. 1216), da Bernardo di Clairvaux (m. 1153) a San Bonaventura (m. 1274).</p>
<p>La diffusione dello Stabat Mater è da collegare con l’affermazione del culto della Madonna Addolorata, iniziato nell’XI secolo e culminato con la nascita, nel 1233, della fondazione fiorentina della “Compagnia di Maria Addolorata” detta anche dei Servi di Maria o dei Serviti. Com’è noto il Concilio di Trento, che accolse solo quattro delle numerosissime sequenze composte nei secoli precedenti, bandì lo Stabat Mater dalla liturgia cattolica.</p>
<p>Nei secoli successivi si ebbero tuttavia diverse manifestazioni organizzate della devozione mariana legata al momento della croce. Tra esse fu assai significativa la “Confraternita dei Sette Dolori” approvata dalla Curia Roma nel 1645; nel 1668 la S. Congregazione dei Riti permise all&#8217;Ordine dei Serviti di celebrare la messa votiva dei Sette Dolori<br />
della Beata Vergine. La mai sopita venerazione popolare per l’inno indusse quindi Benedetto XIII a reintrodurre, nel 1727, il bellissimo testo nel messale.</p>
<p>Inizialmente il culto dell’Addolorata, cui lo Stabat Mater è sempre stato intimamente legato, era inserito nelle celebrazioni della Settimana Santa, in particolare nel rito della Via Crucis. Successivamente la celebrazione è stata spostata al Venerdì prima della Settimana Santa, ed infine nella prima quindicina di settembre, data che ancora oggi è il principale riferimento celebrativo, anche se il culto dell’Addolorata continua, in diverse località, ad essere diffuso nella Settimana Santa.</p>
<p>Idealmente il testo, ispirato alla profezia di Simeone, Luca 2, 33-35, è diviso in due parti. La prima, Stabat Mater dolorosa, è una meditazione oggettiva sulle sofferenze di Maria, madre di Gesù, durante la Crocifissione e la Passione di Cristo. La seconda, che inizia con le parole &#8220;Eia, mater, fonsamoris&#8221;, ha invece la forma di un’invocazione in cui l’autore si rivolge a Maria perché lo renda partecipe al suo dolore di madre ed alle sofferenze patite da Gesù durante la crocifissione e la Passione nella speranza di condividere la gloria del Paradiso.</p>
<p>Il testo dello Stabat Mater è sempre stato una composizione popolarissima soprattutto perché nei secoli è sempre accompagnato il rito della Via Crucis e la processione del Venerdì Santo. Un canto amatissimo dai fedeli, non meno che da intere generazioni di musicisti colti come Haydn, Scarlatti, Vivaldi, Pergolesi, Rossini. (Aronne Mariani)</p>
<p><em><strong><a href="http://www.youtube.com/user/Pregarcantando#p/u">Stabat Mater del Coro PregarCantando</a></strong></em></p>
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		<title>Mozart e Vivaldi ad Erice</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 18:02:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Damiana Natali, direttore d&#8217;Orchestra con grinta e determinazione Grinta e determinazione le qualità più evidenti e apprezzabili del Direttore d&#8217;Orchestra Damiana Natali. La sua formazione musicale è di tutto rispetto: diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Torino e in composizione principale a Bergamo, ha studiato direzione d&#8217;orchestra con Donato Renzetti e direzione di coro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Damiana Natali, direttore d&#8217;Orchestra con grinta e determinazione</h3>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/07/natali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7458" style="margin: 2px;" title="natali" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/07/natali-300x278.jpg" alt="" width="300" height="278" /></a>Grinta e determinazione le qualità più evidenti e apprezzabili del Direttore d&#8217;Orchestra Damiana Natali. La sua formazione musicale è di tutto rispetto: diplomata in pianoforte presso il Conservatorio di Torino e in composizione principale a Bergamo, ha studiato direzione d&#8217;orchestra con Donato Renzetti e direzione di coro al Conservatorio di Milano. Ha frequentato numerosi corsi di perfezionamento tra cui quello pianistico con Maurizio Pollini, i corsi di composizione di musica per l&#8217;immagine di Carlo Savina, i corsi di composizione con Gerald Grisey del Conservatorio di Parigi. Ma ciò che importa è vederla dirigere ed ascoltare gli alti risultati da lei raggiunti ed espressi dall&#8217;Orchestra da<br />
Camera del Mediterraneo che si è fatta plasmare dal rigore e dal brio mozartiano infusole dal bel Direttore d&#8217;Orchestra. Una esecuzione di alto livello quella ascoltata sabato 10 luglio nella Chiesa di San Martino a Erice. Con la Serenata di W. A. Mozart &#8220;Eine Kleine Nachtmusik&#8221; KV 525 si è magistralmente aperto il concerto. Il Direttore Damiana Natali è stata quindi premiata dalle autorità con la &#8220;Venere d&#8217;argento&#8221;. Si è proseguito poi con Le quattro Stagioni di A. Vivaldi la cui fedele esecuzione ha previsto la tiorba, il clavicembalo e il fortepiano, nonchè i sonetti di autore ignoto probabilmente aggiunti in un periodo successivo alla composizione, teatralmente interpretati dal M° Vito Gaiezza. D&#8217;eccezione la violinista, Grazia Raimondi di Bologna, che anche di fronte a qualche piccola sbavatura e un non sempre perfetto accordo ritmico con l&#8217;orchestra, ha comunque regalato un Vivaldi sostenuto, tecnico, e molto dinamico, raggiungendo vette davvero notevoli soprattutto nelle rese dei forti e dei pianissimi, rari da trovare come li ha saputi regalare Grazia Raimondi. Nel complesso un concerto di alta qualità come non se ne trovano facilmente.</p>
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		<title>A Roma i Concerti nel Parco</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 20:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, Villa Doria Pamphilj martedì 6 luglio, ore 21.15 RAMIN BAHRAMI ORCHESTRA CAMERATA DEL TITANO AUGUSTO CIAVATTA direttore J. S. Bach Concerti per pf. e orchestra BWV 1052 – BWV 1055 A. Vivaldi   Concerti per archi F.XI/RV155 – F.I 139/RV.552 Un altro appuntamento da non perdere a I Concerti  nel Parco in questa prima settimana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/07/clip_image006.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7324" title="clip_image006" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/07/clip_image006.jpg" alt="" width="193" height="94" /></a><strong>Roma,  Villa Doria Pamphilj </strong><em><strong> </strong></em></h2>
<h2><em><strong>martedì 6</strong></em><strong><em> luglio, ore  21.15</em></strong></h2>
<h2><strong>RAMIN  BAHRAMI</strong></h2>
<p><em>ORCHESTRA CAMERATA DEL TITANO </em></p>
<p><em> </em> AUGUSTO CIAVATTA<em> direttore</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>J.  S. Bach Concerti per pf. e orchestra BWV 1052 – BWV 1055</p>
<p>A. Vivaldi   Concerti per archi F.XI/RV155 –  F.I 139/RV.552<strong><br />
</strong></p>
<p>Un altro appuntamento da  non perdere  a <strong>I Concerti  nel Parco</strong> in questa prima settimana  di luglio: <strong>martedì 6 luglio </strong>in <em>“Two Evergreen”,</em>un concerto  dove si  celebrano insieme due “sempreverdi”, icone in ogni tempo della musica  colta,  J.S. Bach e Antonio Vivaldi,  di cui  lo stesso Bach fu ammiratore e trascrittore. E’ protagonista  dell’esecuzione di  due concerti bachiani il talentuoso pianista iraniano <strong>Ramin Bahrami,</strong> accompagnato dall<strong>’Orchestra Camerata del Titano,  diretta dal  M° Augusto Ciavatta</strong>.</p>
<p><em> </em></p>
<p>J. S. Bach  fu  grande estimatore della musica di  Vivaldi fu: sono le numerose trascrizioni che Bach fece della musica di  Vivaldi,  concerti per più cembali, musica per organo, composizioni nello stile  “italiano”  ispirate ai modelli vivaldiani. sopratutto dei Concerti con solisti  nello “stile  italiano”, in particolar modo i concerti de “L’Estro Armonico.  Trascrizioni che  non sono parodie, ma veri e propri atti d’amore verso quella musica, in  cui,  nell’adattamento dall’originale, Bach cerca di mantenere intatto lo  spirito  vigoroso e solare dello stile vivaldiano.</p>
<p>Ed è infatti una prassi  consolidata  nella produzione di J. S. Bach quella di trascrivere o riadattare, per  cembalo o  organo composizioni, sue o di altri compositori, nate per altro  strumento. E’ il  caso del <em>Concerto in La maggiore BWV 1055,</em> nato per ode d’amore,  che  nella versione per cembalo trova maggiore brillantezza. La successiva  prassi di  eseguire questo concerto al pianoforte conferisce alla composizione  maggiore  espressività, sopratutto nel secondo tempo (larghetto), nel quale le  fioriture  trovano nel suono del pianoforte maggiori possibilità timbriche e  coloristiche.</p>
<p>Anche il <em>Concerto in re  minore  BWV 1052, </em>il più noto e ed  importante dei concerti per cembalo scritti da Bach ha un  origine non strettamente  cembalistica. Infatti si pensa che la versione originale da cui Bach  trae questo  concerto sia un concerto per violino o altro strumento ad arco andato  perduto.</p>
<p>I due  concerti di Vivaldi scelti per  essere accostati ai concerti di Bach, appartengono alla categoria delle  composizioni meno celebrate di Vivaldi, ma che bene rappresentano la  sostanza  della sua musica, non scontata e volta alla ricerca di “artifici”  musicali  spesso di grande teatralità. Così il <em>Concerto in La maggiore per  violino  solo, 3 violini “per eco” e archi</em> (F. I 139 / Rv 552), descrittivo e   riverberante dell’effetto naturalistico dell’eco. A differenza dei più  noti  concerti solistici di Vivaldi, in questo caso il <em>violino solo</em> ha  lo scopo  di sollecitare e promuovere la risposta dell’altro gruppo di violini  “per eco”.  Il <em>Concerto in Sol minore per archi</em> (F. XI 6 / Rv 155), è  caratterizzato  da due significative particolarità che lo contraddistinguono da tutti i  concerti  e  sinfonie per archi senza soli: un  ampio ed espressivo adagio introduttivo e, appunto, la presenza di parti   solistiche nell’adagio e nell’allegro finale.</p>
<p>Interpreti del concerto, il  pianista  iraniano <strong>Ramin Bahrami,</strong> oggi  riconosciuto, come uno dei maggiori interpreti bachiani viventi, e l<strong>’Orchestra  Camerata del Titano,</strong> Orchestra stabile del Teatro del Titano, e quindi principale organico  orchestrale della Repubblica di San Marino.</p>
<p><strong>Il tour che parte da  Roma,</strong> proseguirà  quest’estate con altre date italiane ad Arezzo, Rimini,Imperia, Messina e  si  concluderà nel prossimo autunno con un concerto nella Repubblica di San  Marino</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
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		<title>Cantate e arie da battello: la musica per voce nel Settecento veneto</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 14:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cantate e arie da battello: la musica per voce nel Settecento veneto Sabato 29 maggio la Scuola di Santa Maria della Carità di Padova ospiterà il concerto dei vincitori del concorso per giovani cantanti promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Sabato 29 maggio 2010 alle ore 18.00 presso la Scuola di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Garamond;"><span style="font-size: xx-large;"><strong>Cantate  e arie da battello: la musica per voce nel Settecento veneto<br />
</strong></span><em>Sabato 29 maggio la  Scuola di Santa Maria della Carità di Padova ospiterà il concerto dei  vincitori del concorso per giovani cantanti promosso dalla Fondazione  Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo<br />
</em><br />
<span style="color: #ff0000;"> <a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/05/vivaldi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7012" style="margin: 2px;" title="vivaldi" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/05/vivaldi.jpg" alt="" width="238" height="213" /></a></span><strong>Sabato 29 maggio 2010 </strong>alle <strong>ore 18.00 </strong>presso la <strong>Scuola  di Santa Maria della Carità </strong>di <strong>Padova </strong>avrà luogo il concerto  dei vincitori del concorso per giovani cantanti, promosso e sostenuto  dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in  collaborazione con AVAM – Associazione Veneta Amici della Musica.  All’evento, inserito nell’ambito della Rassegna musicale <em>Oltre il  tempo della musica. Tra memoria e futuro</em>, parteciperanno il soprano <strong>Livia  Rado</strong>, il tenore <strong>Gian-Luca Zoccatelli </strong>e il clavicembalista <strong>Simone  Giordano</strong>. In programma alcune composizioni del repertorio vocale e  strumentale del Settecento veneto. Di <strong>Antonio Vivaldi</strong> saranno  eseguite la <strong>Cantata «Amor hai vinto» per soprano e basso continuo RV  651</strong>, due arie per tenore tratte da altrettante opere e il <strong>Concerto  op. IV n. 6</strong>, nella versione per clavicembalo. Seguirà la <strong>Cantata  «Su d’un colle fiorito»</strong> <strong>per soprano e basso continuo </strong>di <strong>Benedetto  Marcello</strong> e la <strong>Sonata per clavicembalo op. II n. 5 in sol  maggiore</strong> di <strong>Baldassare Galuppi</strong>. Completano il programma due <strong><em>Arie  da battello</em></strong><em> </em>per tenore e basso continuo.</p>
<p>Composta probabilmente dopo il 1726, la Cantata «Amor hai vinto» per  soprano e basso continuo RV 651 fa parte del repertorio vocale profano  di Antonio Vivaldi. Il testo, di autore anonimo, evoca un clima arcadico  e si articola in una alternanza di recitativi e arie. Al repertorio  operistico di Vivaldi appartengono le arie per tenore in programma: la  prima, «Non tempesta che gli alberi sfronda», è tratta da <em>La fida  ninfa</em>, opera su libretto di Scipione Maffei rappresentata a Verona  nel 1732 presso il Teatro Filarmonico; la seconda, «Perderò la bella  mia», è tratta da <em>L’incoronazione di Dario</em>, opera su libretto di  Adriano Morselli, eseguita per la prima volta presso il Teatro  Sant’Angelo di Venezia, in occasione del Carnevale del 1717. A qualche  anno prima risale la composizione del concerto in sol minore, il sesto  della raccolta op. IV che Vivaldi intitolò <em>La Stravaganza</em>. In tre  movimenti, il concerto sarà eseguito nella versione per clavicembalo.<br />
Bendetto Marcello, nobile veneziano vissuto nella prima metà del  Settecento, coltivò la passione per la musica contemporaneamente a  quella per la poesia. La sua vasta produzione di cantate per voce sola e  basso continuo, di solito di argomento pastorale o su soggetti tratti  dalla mitologia greca, rappresenta una parte considerevole della sua  attività di compositore. A tale repertorio, eseguito perlopiù in  occasione di accademie, appartiene anche la Cantata «Su d’un colle  fiorito», composta per soprano e basso continuo.<br />
Conosciuto soprattutto come autore di melodrammi, Baldassare Galuppi  compose diversi brani per clavicembalo. La sonata n. 5 op. II in sol  maggiore, fa parte di una raccolta di sei sonate dedicate a questo  strumento, che furono pubblicate per la prima volta a Londra nel 1759.<br />
Il programma si conclude con due <em>arie da battello</em> per tenore e  basso continuo, «M’avè dito» e «Me sento che me bruso», che  rappresentano due esempi di un repertorio musicale veneto, molto diffuso  nell’ambiente popolare del Settecento e ancora poco conosciuto.</p>
<p><strong>Livia Rado </strong>si diploma in canto con M. Bottacin. Si perfeziona con  F. Opa Cordeiro e dal 2005 frequenta i corsi di perfezionamento di C.  Desderi presso la Fondazione Musicale S. Cecilia di Portogruaro e la  Scuola di Musica di Fiesole. Nel 2007 si laurea con il massimo dei voti e  la lode in Lettere Moderne presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.  Debutta a dieci anni come primo genio in <em>Die Zauberflöte </em>di W. A.  Mozart presso il Teatro Comunale di Treviso, diretta da P. Maag. Ha al  suo attivo numerosi concerti nell’ambito del repertorio rinascimentale e  barocco. Fa parte dell’ensemble di musica contemporanea l’Arsenale  diretto da F. Perocco. Nel 2007 ha vinto la selezione per Giovani  Cantanti promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e  Rovigo, grazie al quale ha debuttato ne <em>Lo Speziale</em> di F. J.  Haydn, con l’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da C. Desderi. Ha  recentemente collaborato con l’ensemble Collegium Apollineum diretto da  M. Feruglio e con La Stagione Armonica sotto la direzione di S.  Balestracci, O. Dantone e R. Muti.</p>
<p>Diplomato in flauto e canto al Conservatorio di Mantova e in Didattica  della musica al Conservatorio di Padova, <strong>Gian-Luca Zoccatelli</strong> si è  laureato con una tesi in storia della musica medievale e rinascimentale  presso il Dams di Bologna. Ha frequentato il corso “Laboratorio  teatrale del ’700” tenuto da Enzo Dara per l’allestimento del <em>Fanatico  in berlina</em> di Paisiello, debuttando al Teatro Bibiena di Mantova  nel ruolo di Riccardo. Con il gruppo La Venexiana diretto da C. Cavina  ha cantato nell’<em>Orfeo</em> di Monteverdi a Eilat (Israele), Londra,  Madrid, e in diverse altre località. Con l’Accademia Bizantina di O.  Dantone e i registi Gasparon, Rooke e Moschopoulos ha cantato i ruoli  del pastore e dello spirito nell’<em>Orfeo</em>, di Iro nel <em>Ritorno di  Ulisse</em> in patria e del soldato e del liberto nell’<em>Incoronazione  di Poppea</em>, esibendosi in numerosi teatri. Nel settembre 2006 ha  interpretato al Teatro Malibran i ruoli di Acate e Pirro nella <em>Didone</em> di Cavalli con F. Biondi e l’Europa Galante. Svolge attività  concertistica come solista approfondendo il repertorio barocco, sacro e  cameristico.</p>
<p><strong>Simone Giordano </strong>si è diplomato in organo e composizione  organistica con F. Castelli e in pianoforte con C. Marino Moretti e U.  Finazzi. Ha studiato clavicembalo con F. Brancacci, G. Fabiano e L.  Alvini. Ha partecipato ai corsi di perfezionamento sull’opera  organistica di Franck con J. Langlais e sull’improvvisazione organistica  con Lionel Rogg. Nel 2004 ha vinto il primo Premio nella categoria  Clavicembalo al Concorso “Margola” di Brescia. Ha collaborato dal 1992  al 2001 come insegnante di esercitazioni corali ai Civici Cori del  Comune di Milano e, dal 1992, è organista titolare alla Chiesa di Santa  Maria del Suffragio a Milano. Ha sempre svolto attività concertistica  alternando i concerti d’organo e clavicembalo (in Italia e all’estero)  con quelli in ensemble prestigiose come I Virtuosi Italiani, Accademia I  Filarmonici, I solisti della Scala, Stradella Consort, Gli Erranti. Ha  effettuato incisioni per Rai Radio 3, Stradivarius, Tactus, Bongiovanni,  Dynamic. È assistente del M. Fabio Biondi e collaboratore  dell’orchestra Europa Galante.</p>
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<p>L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti.</p></div>
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