Il Giorno dell’Ira – Dies Irae
Il Dies Irae, ovvero “Giorno dell’Ira”, è una sequenza medioevale attribuita al monaco Tommaso da Celano (XIII secolo), allievo e biografo di san Francesco.
Ancora oggi é in uso nella liturgia della messa funebre, in cui rievoca con parole vivide e piene di emozione il giorno del giudizio.
La contraddizione é l’aspetto più evidente di questa composizione ovvero il contrasto tra Testo e Musica.
Le parole così piene d’angoscia e di tormento sono infatti pronunciate su di una melodia lineare, priva di
Ernani è un dramma lirico in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma Hernani di Victor Hugo.
La prima rappresentazione si svolse al Teatro La Fenice di Venezia l’11 febbraio 1844.
L’azione si svolge in Spagna ad Aquisgrana nel 1519.
Don Carlo è il re di Spagna ed Ernani ,che in realtà è Don Giovanni d’Aragona, è a capo di un gruppo di banditi con i quali vuole sollevare una rivolta contro di Lui per spodestarlo e vendicare l’uccisione del padre. Il giovane si reca
Dal Rigoletto “Posente amore” canta il maestro Pavarotti.
SCENA II
BORSA, MARULLO, CEPRANO:
Duca, duca?
DUCA:
Ebben?
BORSA, MARULLO, CEPRANO:
L’amante fu rapita a Rigoletto.
DUCA:
Come? e donde?
BORSA, MARULLO, CEPRANO:
Dal suo tetto.
DUCA:
Ah, ah! dite, come fu?
(siede)
BORSA, MARULLO, CEPRANO:
Scorrendo uniti remota via,
brev’ora dopo caduto il dì,
come previsto ben s’era in pria,
rara beltà ci si scoprì.
Era l’amante di Rigoletto,
che, vista appena, si dileguò.
Già di
M°Roberto Fabbriciani flauto
M° Massimiliano Damerini pianoforte
con la partecipazione straordinaria del tenore M° Francesco Grollo
Musiche di: G. Rossini, G. Verdi, G. Puccini, P. Mascagni, F.P. Tosti
FRANCESCO GROLLO tenore
Nato a Treviso, il tenore italiano Francesco Grollo, inizia lo studio del canto lirico con Renato
Bardi Barbon perfezionandosi, in seguito, con il grande tenore Franco Corelli.
Il Maestro Francesco Siciliani, direttore artistico al Gran Teatro La Fenice di Venezia, lo farà debuttare, nel ruolo di “F.B.Pinkerton”, in “MADAMA BUTTERFLY” di Giacomo Puccini. Opera allestita, nel 1996, al Pala
Non esiste una data esatta, ma comunemente si riconosce il periodo che sta tra il XVI ed il XVII secolo come quello in cui il movimento culturale, noto come la Camerata de’ Bardi, definì un nuovo genere artistico, raccogliendo sia una tradizione medievale ma anche un’idea più antica risalente al classicismo greco e alla tragedia.
Non si deve poi trascurare il fatto che nel ‘500 la
commedia dell’arte aveva già assorbito l’uso delle
canzoni, così come il
ballet de court francese ed il
mask inglese mettendo insieme voci, strumenti e scene,
Dal 1810 al 1830 in Italia domina la figura di Gioachino Rossini, che da un lato porta a compimento l’esperienza dell’
opera buffa, abbandonando la
commedia realistica in favore di una
comicità assoluta, dall’altro ingloba nel genere
serio tipico francese.
Lo stesso Rossini, trasferitosi a Parigi, inaugura con
Guillaume Tell il genere del
grand opéra, destinato a un’enorme fortuna nei decenni seguenti.
Situazioni e personaggi di
commedia sono integrati sempre più spesso nel
teatro drammatico, proseguendo di fatto il breve
esperimento dell’opera semiseria.
Dopo Rossini la componente alta e moraleggiante lascia spazio all’elemento lirico,
Dies Irae, Libera Me.
Atlanta Symphony Orchestra e Chorus diretta da Robert Shaw. reg. 1987. Soprano: Susan Dunn Mezzo-Soprano: Diane Curry Tenor: Jerry Hadley Bass: Paul Plishka