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	<title>Musica Colta &#187; teatro</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>Romeo &amp; Julia Kören dalla Svezia ed il Dramaconcert</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 11:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[balletto]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Romeo &#38; Julia Kören è un ensemble drammatico-vocale in pianta stabile presso il Royal Dramatic Theatre di Stoccolma. Romeo &#38; Julia Kören è teatro e musica. Il repertorio è quello rinascimentale che viene eseguito in una forma particolarissima il &#8220;Dramaconcerts&#8221;: questo è il loro segno distintivo. Sin dall&#8217;inizio questo tipo di interpretazione ha destato enorme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image002.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8461" title="image002" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image002.jpg" alt="" width="369" height="282" /></a>Romeo &amp; Julia Kören è un ensemble drammatico-vocale in pianta stabile presso il Royal Dramatic Theatre di Stoccolma.</h3>
<p>Romeo &amp; Julia Kören è teatro e musica. Il repertorio è quello rinascimentale che viene eseguito in una forma particolarissima il &#8220;Dramaconcerts&#8221;: questo è il loro segno distintivo. Sin dall&#8217;inizio questo tipo di interpretazione ha destato enorme interesse in giro per il mondo: un modo originale di interpretare la musica del Rinascimento.<br />
<a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image001.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8458" title="image001" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image001.jpg" alt="" width="376" height="476" /></a></p>
<p>Il loro esordio è del 1991, e da allora il Romeo &amp; Julia Kören ha guadagnatao la stima di un pubblico sempre più ampio.</p>
<p>Nel dicembre 2009 il coro si è esibito allo Stockholm City Hall durante il banchetto dedicato ai priemi Nobel. Nel mese di giugno 2010 il Kören è stato protagonista durante il matrimonio reale della Principessa Victoria e di Daniel Westling al Palazzo Reale di Stoccolma.</p>
<p>Noi di Musica Colta abbiamo conosciuto Anja Gryazova Nordahl che si occupa delle relazioni internazionali del gruppo artistico e che è contattabile per ogni tipo di evento che riguardi la Musica Antica.</p>
<p><em><strong>Anja Gryazova Nordahl</strong></em></p>
<p><strong>International  relations</strong><strong><br />
</strong><strong>Romeo &amp;  Julia Kören</strong><strong><br />
</strong>Royal Dramatic  Theatre<br />
Box 5037, 102 41 Stockholm<br />
Ph + 46 (0)8 665 61 71</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Romeo-Julia-Koren/89258294418?ref=ts">Il Coro è altresì contattabile tramite la pagina su Facebook<br />
</a></p>
<p>Pubblichiamo inoltre alcuni video per condividere quello che non sempre le parole possono descrivere&#8230;la Musica.</p>
<p>http://www.youtube.com/user/romeojuliaable1</p>
<p>http://www.youtube.com/user/RomeoOchJuliaKoren</p>
<p>http://www.youtube.com/user/rjkoren</p>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image003.jpg"><img class="size-full wp-image-8459 alignleft" title="image003" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/image003.jpg" alt="" width="470" height="313" /></a></p>
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		<title>Teatro Massimo di Palermo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 17:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie forme d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il più grande teatro d&#8217;Italia e uno dei più grandi teatri lirici d&#8217;Europa. Famoso nel mondo per l&#8217;acustica perfetta con la sua sala a ferro di cavallo. Alla sua apertura, per monumentalità e dimensione, suscitò le invidie di molti, perfino Re Umberto, con una gaffe clamorosa, dichiarò: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/06/palermo-teatro-massimo-bjs2007-02.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2171" title="palermo-teatro-massimo-bjs2007-02" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/06/palermo-teatro-massimo-bjs2007-02-300x200.jpg" alt="palermo-teatro-massimo-bjs2007-02" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il più grande teatro d&#8217;Italia e uno dei più grandi teatri lirici d&#8217;Europa.</p>
<p><strong>Famoso nel mondo per l&#8217;acustica perfetta con la sua sala a ferro di cavallo.</strong><br />
Alla sua apertura, per monumentalità e dimensione, suscitò le invidie di molti, perfino Re Umberto, con una gaffe clamorosa, dichiarò: &#8220;Palermo aveva forse bisogno di un teatro così grande?&#8221;.</p>
<p>Questo teatro è stato  costruito a seguito della demolizione di gran parte della città barocca e sorge sulle aree di risulta della chiesa delle Stimmate e del monastero di San Giuliano.</p>
<p>La tradizione narra che una suora, l&#8217;ultima Madre Superiora del convento, si aggiri ancora per le sale del teatro.</p>
<p>Si dice anche che chi non crede alla leggenda inciampi in un particolare gradino entrando a teatro, gradino detto appunto &#8220;<strong>gradino della suora</strong>&#8220;.</p>
<p>Dopo vicende travagliate che seguirono il concorso del 1864 vinto dall’architetto Giovan Battista Filippo Basile, nel 1875 iniziarono i lavori completati da Ernesto Basile che subentrò nella costruzione nel 1891 alla morte del padre.</p>
<p>L&#8217;Impresa di costruzioni che edificò il Teatro Massimo V. E. II in Palermo era la Ditta Rutelli-Machì; i due Soci Titolari della stessa Impresa erano rispettivamente i Sigg. Giovanni Rutelli ed Alberto Machì; l&#8217;Architetto Giovanni Rutelli si aggiudicò nel 1874 ufficialmente l&#8217;appalto per la realizzazione del Teatro Massimo e diresse quindi in qualità d&#8217;imprenditore, direttore tecnico e costruttivo, l&#8217;intera edificazione del Teatro, in particolare, tutte le opere murarie dalle fondamenta sino all&#8217;ossatura dei solai, comprese tutte le decorazioni esterne; il Rutelli diresse l&#8217;intera costruzione assieme al Progettista e Disegnatore dello stesso Teatro, l&#8217;Architetto Giovan Battista Filippo Basile ed in seguito con il Figlio dello stesso G.B.F. Basile, cioe&#8217; l&#8217;Architetto Ernesto Basile. </p>
<p>Fu per decenni chiuso al pubblico per restauri, ma nel maggio 1997 fu riaperto al pubblico e ai turisti durante il periodo riconosciuto come &#8220;<strong>Primavera di Palermo</strong>&#8220;.</p>
<p>Il grande teatro palermitano si propone oggi come una fucina ricchissima di iniziative ed eventi culturali: balletti con artisti di fama internazionale, concerti ed allestimenti di opere liriche, mostre ed incontri con i loro protagonisti della musica contemporanea.</p>
<p>Sul frontone della facciata si può leggere il motto &#8220;<strong>L&#8217;arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l&#8217;avvenire</strong>&#8221; (Autore Ignoto).</p>
<p>L’esterno del teatro, seguendo la moda neoclassica dell&#8217;attualizzazione delle architetture antiche, presenta un pronao corinzio esastilo elevato su una monumentale scalinata ai lati della quale sono due leoni bronzei con le allegorie della Tragedia dello scultore Benedetto Civiletti e della Lirica dello scultore Mario Rutelli (autore della quadriga che orna il pronao del Politeama Garibaldi, l&#8217;altro grande teatro di Palermo); in alto l&#8217;edificio è sovrastato da un&#8217;enorme cupola emisferica. L&#8217;ossatura della cupola è una struttura metallica reticolare che s&#8217;appoggia ad un sistema di rulli a consentirne gli spostamenti dovuti alle variazioni di temperatura.</p>
<p>L&#8217;interno è decorato e dipinto da Rocco Lentini, Ettore De Maria Bergler, Michele Cortegiani, Luigi Di Giovanni. La sala, a ferro di cavallo, con cinque ordini di palchi e galleria (loggione), può contenere circa tremiladuecento posti. La platea dispone di uno speciale soffitto mobile composto da grandi pannelli lignei affrescati (petali) e mossi da un meccanismo di gestione dell&#8217;apertura modulabile verso l&#8217;alto, che consente l&#8217;aerazione dell&#8217;intero ambiente. Il sistema permette al teatro di non necessitare di aerazione forzata per la ventilazione e la climatizzazione interna.</p>
<p>Nella rotonda del mezzogiorno,  si può constatare un effetto di risonanza particolarissimo, tale per cui chi si trova al centro esatto della sala ha la percezione di udire la propria voce amplificata a dismisura, mentre nel resto dell&#8217;ambiente la risonanza é tale per cui risulta impossibile comprendere dall&#8217;esterno della rotonda quanto viene detto al suo interno.</p>
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		<title>Breve storia del Teatro</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/06/01/il-teatro/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 18:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[medioevo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il teatro ha origini antichissime è una delle prime manifestazioni culturali dell&#8217;uomo. Nelle prime civiltà  il teatro è legato a questi due termini: rito e mito. Come è semplice immaginare, in Occidente, la storia del teatro parte dalla Grecia. Il &#8220;teatro greco&#8221; fiorì in Grecia fra il VI e il V secolo a.C. e ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/06/teatro-della-pergola-640x480.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2150" title="teatro-della-pergola-640x480" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/06/teatro-della-pergola-640x480.jpg" alt="teatro-della-pergola-640x480" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Il teatro ha origini antichissime è una delle prime manifestazioni culturali dell&#8217;uomo.<br />
Nelle prime civiltà  il teatro è legato a questi due termini: rito e mito.</p>
<p>Come è semplice immaginare, in Occidente, la storia del teatro parte dalla Grecia.<br />
Il &#8220;teatro greco&#8221; fiorì in Grecia fra il VI e il V secolo a.C. e ancora oggi le opere dei più grandi autori, come Eschilo, Sofocle ed Euripide, sono rappresentate.<br />
Nell&#8217;Antica Greica l&#8217;ingresso era gratuito e gli spettacoli erano sovvenzionati dai cittadini delle classi più agiate.</p>
<p>Nel Teatro Romano le prime manifestazioni erano di carattere religioso, ma ben presto assunsero carattere profano. Le forme originarie di commedia erano la <strong>farsa </strong>e l&#8217;<strong>atellana</strong>.</p>
<p>Si sviluppò in seguito una forma di teatro più stabile, su modello di quello greco, nel III secolo a. C.</p>
<p>Gli autori più importanti di quest&#8217;epoca (III-II) sono Plauto e Terenzio.<br />
Il Medioevo segna un momento di forte crisi e la Chiesa ne è la principale artefice. L&#8217;Istituzione regiosa e temporale vedeva in questa forma d&#8217;Arte, ma anche in tante altre manifestazioni dell&#8217;Uomo, un momento di &#8220;perdita del controllo&#8221; che non poteva essere tollerato.</p>
<p>Intorno all&#8217;anno 1000 si sviluppò il teatro sacro, che si svolgeva all&#8217;interno della Chiesa, durante la Settimana Santa per rappresentare la Passione.<br />
Parallelamente, nelle corti feudali, si sviluppano intrattenimenti laici e forme di teatro popolare.<br />
La cultura umanistica del Rinascimento, portò alla riscoperta del teatro classico.</p>
<p>Tornò un teatro laico e dotto. Le opere venivano rappresentate a corte prima in latino e poi in volgare.</p>
<p>Nel corso del &#8217;400-&#8217;500 fioriscono molti testi teatrali su imitazione di quelli antichi, per un teatro ristretto e di corte.</p>
<p>Parallelamente si sviluppò una forma di teatro popolare e laica.<br />
Il seicento è considerato il secolo d&#8217;oro del teatro che fiorì in tutta Europa, e che vide la forte presenza della Musica come mezzo di comunicazione nel senso più ampio del termine.</p>
<p>Si costruiscono i teatri prototipo di quelli europei: <strong>teatro della Fenice</strong> aVenezia e <strong>Farnese </strong>a Parma.<br />
Nella prima metà del settecento prevale il gusto arcadico che, dal punto di vista teatrale, si concretizzò con il <strong>melodramma </strong>di <strong>Metastasio</strong>.<br />
<strong>Goldoni </strong>si fa promotore di una vera e propria rivoluzione teatrale;  ricerca la verosimiglianza delle storie e la semplicità del linguaggio.</p>
<p><strong>Alfieri </strong>è l&#8217;altra grande personalità teatrale dello stesso secolo.</p>
<p>Spirito passionale, amante della libertà e dell&#8217;indipendenza fu un preromantico per temperamento, ma un classico per il rigore dello stile delle sue tragedie.<br />
Nell&#8217;ottocento il teatro europeo fu dominato dal <strong>dramma romantico</strong> in cui si esaltavano gli ideali dell&#8217;epoca.<br />
In Italia <strong>Manzoni</strong>, con la Lettre à Monsieur Chauvet, si fa portavoce di un teatro più moderno dove si  riscopre il valore educativo del teatro.<br />
Verso la fine del secolo si ha l&#8217;influsso del naturalismo e del verismo con il teatro realista <strong>Verga </strong>in Italia, in Russia si apre la stagione del realismo con Nikolaj <strong>Gogol </strong>e Alexander <strong>Ostrovskij </strong>e, verso la fine del secolo XIX, con Lev <strong>Tolstoj </strong>e Maksim Gor&#8217;<strong>kij</strong>.</p>
<p>Anche <strong>Cechov </strong>può essere considerato un continuatore della tendenza naturalistica, anche se evidenzia affinità con il simbolismo.<br />
Alla fine dell&#8217;800 il mondo della cultura e il teatro furono influenzati dai nuovi studi freudiani.<br />
Il teatro del &#8217;900 ha come tema l&#8217;individuo e il suo io complesso e stratificato.</p>
<p>Una novità del teatro novecentesco fu l&#8217;introduzione del <strong>regista</strong>.</p>
<p>In Italia il realismo approdò al senso del tragico di Luigi <strong>Pirandello</strong>.</p>
<p>Bertolt <strong>Brecht </strong>elaborò una nuova teoria teatrale: egli rivendica il carattere di finzione del teatro, lo spettatore non deve immedesimarsi nelle vicende del dramma, ma, attraverso l&#8217;estraniazione, giungere alla piena consapevolezza di essere in presenza di una rappresentazione.</p>
<p>In Francia negli anni &#8217;50 si impose all&#8217;attenzione un gruppo di autori che criticavano ferocemente i valori borghesi: Jan-Paul <strong>Sartre</strong>, Albert <strong>Camus</strong>, Eugène <strong>Ionesco</strong>, Samuel <strong>Becket</strong>.</p>
<p>Forme di realismo sociale si svilupparono in modi diversi in Germania con Peter <strong>Weiss</strong>, in Inghilterra con John <strong>Osborne</strong>, in U.S.A. con <strong>Tennessee Williams e Arthur Miller</strong>.</p>
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		<title>Le origini dell&#8217;Opera Lirica</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/05/26/le-origini-dellopera-lirica/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 08:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non esiste una data esatta, ma comunemente si riconosce il periodo che sta tra il XVI ed il XVII secolo come quello in cui il movimento culturale, noto come la Camerata de&#8217; Bardi, definì un nuovo genere artistico, raccogliendo sia una tradizione medievale ma anche un&#8217;idea più antica risalente al classicismo greco e alla tragedia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/05/opera-originiari1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2108" title="opera-originiari1" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/05/opera-originiari1-300x217.jpg" alt="opera-originiari1" width="300" height="217" /></a></p>
<p>Non esiste una data esatta, ma comunemente si riconosce il periodo che sta tra il XVI ed il XVII secolo come quello in cui il movimento culturale, noto come la Camerata de&#8217; Bardi, definì un nuovo genere artistico, raccogliendo sia una tradizione medievale ma anche un&#8217;idea più antica risalente al classicismo greco e alla tragedia.</p>
<p>Non si deve poi trascurare il fatto che nel &#8217;500 la <strong>commedia dell&#8217;arte</strong> aveva già assorbito l&#8217;uso delle <strong>canzoni</strong>, così come il <strong>ballet de court</strong> francese ed il <strong>mask </strong>inglese mettendo insieme voci, strumenti e scene, a differenza dei <strong>drammi pastorali</strong> che comprendevano ampi spazi musicali.</p>
<p>In epoca barocca l&#8217;opera ha un&#8217;enorme diffusione affermandosi soprattutto a Roma e Venezia.</p>
<p>La rappresentazione era inizialmente riservata alle corti, e ad una élite di intellettuali e aristocratici. Nel periodo barocco diventa intrattenimento per una più vasta fascia della popolazione anche grazie all&#8217;apertura del primo teatro pubblico.</p>
<p>Nel 1637 il Teatro San Cassiano a Venezia fu il primo teatro moderno per struttura, per organizzazione, per gestione, con un palcoscenico con fondali dipinti intercambiabili, la platea e i palchetti da affittare.</p>
<p>Tra i soggetti preferiti ci sono, nel corso del XVII secolo, i <strong>poemi omerici</strong> e <strong>virgiliani </strong>e le vicende cavalleresche, in particolare quelle narrate da <strong>Ludovico Ariosto</strong> e <strong>Torquato Tasso.</strong></p>
<p>La musica è caratterizzata dall&#8217;onnipresente <strong>basso continuo</strong>, arricchito dalla presenza di strumenti a fiato e ad arco.</p>
<p>Alla severità dell&#8217;opera degli esordi, ancora permeata dell&#8217;estetica tardo-rinascimentale e che trova l&#8217;espressione più alta e originale nella figura di <strong>Claudio Monteverdi</strong>, subentra il Barocco e il gusto per la varietà delle musiche, delle situazioni, dei personaggi, degli intrecci; mentre la forma dell&#8217;aria, dalla melodia accattivante e occasione di esibizione canora, ruba sempre più spazio al recitativo dei dialoghi e, di riflesso, all&#8217;aspetto letterario, mentre il canto si fa sempre più fiorito.</p>
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		</item>
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		<title>L&#8217;Opera nel &#8217;800</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/05/26/lopera-nel-800/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 08:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[opera]]></category>
		<category><![CDATA[romanticismo]]></category>
		<category><![CDATA[bellini]]></category>
		<category><![CDATA[canto]]></category>
		<category><![CDATA[puccini]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 1810 al 1830 in Italia domina la figura di Gioachino Rossini, che da un lato porta a compimento l&#8217;esperienza dell&#8217;opera buffa, abbandonando la commedia realistica in favore di una comicità assoluta, dall&#8217;altro ingloba nel genere serio tipico francese. Lo stesso Rossini, trasferitosi a Parigi, inaugura con Guillaume Tell il genere del grand opéra, destinato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/05/opera-800-75.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2112" title="opera-800-75" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/05/opera-800-75-300x205.jpg" alt="opera-800-75" width="300" height="205" /></a></p>
<p>Dal 1810 al 1830 in Italia domina la figura di Gioachino Rossini, che da un lato porta a compimento l&#8217;esperienza dell&#8217;<strong>opera buffa</strong>, abbandonando la <strong>commedia realistica</strong> in favore di una <strong>comicità assoluta</strong>, dall&#8217;altro ingloba nel genere <strong>serio </strong>tipico francese.</p>
<p>Lo stesso Rossini, trasferitosi a Parigi, inaugura con <strong>Guillaume Tell</strong> il genere del <strong>grand opéra</strong>, destinato a un&#8217;enorme fortuna nei decenni seguenti.</p>
<p><strong>Situazioni e personaggi</strong> di <strong>commedia </strong>sono integrati sempre più spesso nel <strong>teatro drammatico</strong>, proseguendo di fatto il breve <strong>esperimento dell&#8217;opera semiseria</strong>.</p>
<p>Dopo Rossini la componente alta e moraleggiante lascia spazio all&#8217;elemento lirico, e nelle opere di <strong>Vincenzo Bellini</strong> assistiamo al <strong>trionfo del canto</strong>.</p>
<p>Tra realismo, romanticismo e contrasti drammatici si inseriscono Saverio Mercadante e Gaetano Donizetti.</p>
<p>Dopo di loro, e con una maggiore attenzione alla rappresentazione della realtà storica dell&#8217;Italia contemporanea e con una ben più <strong>organica visione drammaturgica</strong>, <strong>Giuseppe Verdi</strong>.</p>
<p>Nel frattempo, l&#8217;opera francese sviluppa i generi contrapposti del <strong>grand opéra</strong> caratterizzato da messe in scena sfarzose e balli e dell&#8217;opéra-comique in cui si distinguono i dialoghi parlati.</p>
<p>Nella seconda metà del secolo viene fuori un genere intermedio, l&#8217;<strong>opéra-lyrique</strong>, a cui si dedicano, tra gli altri, <strong>Charles Gounod</strong>, <strong>Georges Bizet </strong>e <strong>Jules Massenet</strong>.</p>
<p>Il modello francese ha un impatto decisivo anche sulla produzione operistica italiana degli anni settanta e ottanta dell&#8217;Ottocento. Si afferma il genere della <strong>Grande opera</strong>, rivisitazione italiana del vecchio grand opéra francese.</p>
<p>Meno fortunato rispetto al precedente, ma destinato a incidere ben più a lungo e in profondità sull&#8217;evoluzione del teatro musicale europeo è il modello alternativo di <strong>Richard Wagner</strong>.</p>
<p>Muovendo da una debole tradizione <strong>operistica tedesca</strong> &#8211; il cui maggior esponente era stato <strong>Carl Maria von Weber</strong> &#8211; Wagner rivoluzionò dalle fondamenta il genere operistico, <strong>eliminando le forme chiuse e il protagonismo dei cantanti e strutturando le sue partiture in chiave sinfonica</strong> intorno ai <strong>Leitmotiv </strong>(temi conduttori).</p>
<p>Il suo nuovo linguaggio è alle radici della musica moderna e nei decenni seguenti fu assorbito anche dalle scuole operistiche italiana e francese.</p>
<p>Più indipendente si mantenne la nascente scuola russa, che muoveva da premesse nazionalistiche.</p>
<p>In Italia il modello musicale Wagneriano e quello dell&#8217;ultimo Verdi furono assorbiti e rielaborati in modo originale da <strong>Antonio Smareglia</strong> e dai compositori della <strong>Giovane scuola</strong>, affermatasi a partire dall&#8217;ultimo decennio del secolo, fra cui<strong> Pietro Mascagni</strong>, <strong>Umberto Giordano</strong>, <strong>Francesco Cilea</strong>, <strong>Ruggero Leoncavallo</strong> e soprattutto <strong>Giacomo Puccini</strong>.</p>
<p>Non si deve trascurare il contributo della giovane scuola da parte di un musicista di &#8220;transizione&#8221;, come <strong>Amilcare Ponchielli</strong>, e dei francesi <strong>Charles Gounod </strong>e <strong>Georges Bizet</strong> che con <strong>Carmen </strong>aveva aperto nuove strade alla lirica europea del tempo.</p>
<p>In questo periodo gli operisti italiani, accantonati i soggetti storici della grande opera, si orientarono tuttavia verso drammaturgie di tipo realista o addirittura verista, ben più affini a quelle del teatro musicale francese del secondo Ottocento, in particolare al genere dell&#8217;opéra-lyrique.</p>
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