Proiettato in un futuro improbabile, questo film, magistralmente diretto da Stanley Kubrick, acquista sempre maggior fascino col trascorrere degli anni. Con questo esempio di fantascienza Kubrick crea una perfetta fusione fra storia e futuro, fra progresso e sovraumano, fra conoscenza ed inconoscibile.
L’unione degli opposti si realizza attraverso l’Immagine Cinematografica e la Colonna Sonora:
1 Atmospheres (György Ligeti)
2 Also Sprach Zarathusa (Richard Strauss)
3 The Blue Danube (Johann Strauss)
4 Lux Aeterna (György Ligeti)
5 Adagio – Gayane Suite n°3 (Aram Khachaturian)
6 Requiem (Soprano, Mezzo Soprano, Two Mixed Choirs
Nella campagna austriache del ’700 era praticato un tipo di ballo denominato Laendler che è quello che noi oggi conosciamo come
valzer.
Finché erano contadini a ballare volteggiando abbracciati belli stretti nessuno aveva molto da ridire vista la scarsa considerazione che si aveva di quella classe sociale.
Successivamente il Laendler arrivò a Vienna, dove venne adottato dalla borghesia. I preti inarcarono il sopracciglio, ma lo inarcavano comunque in ogni caso perché i party della borghesia viennese non erano un modello di temperanza e di decoro: tutti bevevano, e dopo le bevute e
E’ uno dei capolavori dell’operetta viennese, un classico, una sorta di simbolo dell’operetta.
Dopo la prima di questa sua operetta Strauss dichiarò di averlo scritto per eguagliare i primati della Vedova Allegra.
Oggi si può ben dire che il successo ha sempre accompagnato Sogno di un Valzer che sicuramente merita un posto d’onore nella storia dell’operetta.
Si pensi ad esempio che Hollywood ne produsse una versione con Maurice Chevalier con il titolo “The smiling lieutenant”.
La storia d’amore che come sempre è alla base dell’operetta è una storia più vera di altre dove
Il pipistrello è un’operetta di Johann Strauß.Il musicista impiegò solo quarantré giorni per musicarne la partitura, la fortuna con le operette di Strauß venne appunto con questa. Debuttò al Theater An der Wien, di Vienna, il 5 aprile 1874 ma non ebbe molto successo.I critici non accettarono il libretto e trovarono banali alcuni brani. Ma il pubblico ne decretò il successo pieno e duraturo. Dopo due anni l’operetta di Strauß contava oltre cento repliche nella sola Vienna.Oggi è insieme a “La vedova allegra” l’operetta più applaudita nel mondo.
Trama
Siamo a Vienna