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	<title>Musica Colta &#187; schubert</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>Il 58.o Concorso Busoni aperto dall&#8217;Orchestra Haydn a Bolzano</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 09:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bolzano]]></category>
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		<category><![CDATA[schubert]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorno 19 agosto 2010 ore 20.30 presso l&#8217;Auditorium di Bolzano ORCHESTRA HAYDN ALEXANDER KOBRIN* pianoforte ALEXANDER ROMANOVSKY** pianoforte ARTHUR FAGEN direttore Il concerto verrà trasmesso in diretta nazionale su RADIO RAI 3 e registrato da RAI SENDER BOZEN, che lo trasmetterà l’8 settembre alle ore 19.40. Franz Liszt(22.10.1811, Raiding – 31.07.1886, Bayreuth) Sonata in si minore (trascr. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: medium;"><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/08/10.Haydn_.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7884" title="Concerto Orchestra Haydn  Direttore: Gustav Kuhn" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/08/10.Haydn_-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Giorno 19 agosto 2010 ore 20.30</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: small;">presso l&#8217;Auditorium di Bolzano<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: large;">ORCHESTRA HAYDN</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: small;">ALEXANDER KOBRIN* pianoforte</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: small;">ALEXANDER ROMANOVSKY** pianoforte</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: small;">ARTHUR FAGEN direttore</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: small;">Il concerto verrà trasmesso in  diretta nazionale su RADIO RAI 3 e registrato da RAI SENDER BOZEN, che  lo trasmetterà l’8 settembre alle ore 19.40.</span></p>
<p><a name="0.1.1_table01"></a></p>
<div>
<table width="806">
<tbody>
<tr valign="top">
<td><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Franz Liszt</span><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">(22.10.1811, Raiding – 31.07.1886,    Bayreuth)</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><strong>Sonata in si minore </strong> (trascr. per orchestra di Leo Weiner) </span></p>
<ul>
<li>
<ol type="I">
<li><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><em>Lento assai      – Allegro energico</em></span></li>
<li><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><em>Grandioso      – Recitativo</em></span></li>
<li><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><em>Andante sostenuto</em></span></li>
<li><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><em>Allegro energico      – Andante sostenuto – Lento assai</em></span></li>
</ol>
</li>
</ul>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">*Franz Liszt</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">(22.10.1811, Raiding – 31.07.1886,    Bayreuth)</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><strong>Grande    fantaisie</strong><em> </em><strong>symphonique su temi di Lélio di Hector Berlioz    S120</strong></span></p>
<ul>
<li>
<ol type="I">
<li><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><em>Lento</em></span></li>
<li><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><em>Allegro vivace</em></span></li>
<li><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><em>Andantino, senza interruzione      – Vivace animato</em></span></li>
</ol>
</li>
</ul>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">**Franz Schubert</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">(31.01.1797, Wien – 19.11.1828, Wien)</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><strong>Wandererfantasie S366 </strong> (Schubert, D760 – trascr. per ocestra di Franz Liszt)</span></p>
<ul>
<li>
<ol type="I">
<li><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><em>Allegro con fuoco, ma      non troppo</em></span></li>
<li><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><em>Adagio</em></span></li>
<li><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><em>Presto</em></span></li>
<li><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><em>Allegro</em></span></li>
</ol>
</li>
</ul>
</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Al concerto che lo scorso  22 luglio, nel Parco delle Semirurali, l’<strong>Orchestra Haydn</strong> ha  tenuto per inaugurare l’edizione 2010 del <strong>Bolzano Festival Bozen</strong>,  segue il prossimo <strong>19 agosto </strong> (ore <strong>20.30</strong>, <strong>Auditorium</strong>) un secondo appuntamento che, oltre  ad annunciarsi straordinario per più di una ragione, coincide con l’avvio  del <strong>58.Concorso e 5. Festival Pianistico Internazionale Ferruccio  Busoni</strong>, di cui l’orchestra è partner storico.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Innanzitutto i solisti,  due e d’eccezione: <strong>Alexander Kobrin</strong> e <strong>Alexander Romanovsky</strong>,  entrambi vincitori del Concorso Busoni, rispettivamente nelle edizioni  del 1999 e del 2001 e oggi protagonisti di una brillante carriera pianistica  internazionale. Kobrin, moscovita, classe 1980, aveva all’epoca 19  anni (il Busoni lo scopriva molti anni prima che si aggiudicasse il  primo premio al Van Cliburn). Romanovsky, ucraino, del 1984, 17, e al  Busoni arrivava due anni dopo essere stato insignito <em>honoris causa </em> del titolo di Accademico della Regia Accademica Filarmonica di Bologna,  onore riservato, nella storia della prestigiosa istituzione felsinea,  solo ad altri due ‘coetanei’: Mozart e Rossini. </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Anche il repertorio  individuato per il concerto è singolare e rappresenta un invito all’ascolto  fuori dagli schemi in linea con il filo rosso di ricerca e valorizzazione  interpretativa affidata a giovani esecutori che caratterizza la programmazione,  nell’insieme, del Bolzano Festival Bozen. L’adattamento di due capolavori  assoluti concepiti inizialmente per il pianoforte, la <em>Sonata in si  minore</em> di Liszt trascritta da Leo Weiner<em> </em> e la <em>Wandererfantasie S366 </em>di Schubert elaborata dallo stesso  Liszt, costituiscono il nucleo del programma, completato dalla <em>Grande  fantaisie symphonique su temi di Lélio di Hector Berlioz</em>. “Le  ragioni del programma lisztiano sono semplici” spiega <strong>Peter Paul  Kainrath</strong>, direttore artistico del BFB. “L’anno prossimo, nel  bicentenario della nascita di Liszt, invece della prima prova con orchestra  con un concerto di Mozart, i finalisti del Concorso Busoni si confronteranno  con un pezzo per pianoforte e orchestra dello stesso Liszt, a scelta  libera dal catalogo dell’opera omnia per pianoforte e orchestra dell’autore.  Abbiamo quindi pensato, nell’anno del festival, di presentare come  preludio al Concorso 2011, due opere molto interessanti e allo stesso  tempo poco conosciute. Inoltre è per noi una buona occasione per presentare  l’assoluta rarità della trascrizione della Sonata di Liszt, che è  un capolavoro d’interpretazione della sonata stessa”. A rendere  omogeneo il programma – Kobrin e Romanovsky saranno interpreti il  primo della <em>Grande fantaisie </em> e il secondo della <em>Wanderer </em> &#8211; pur sottolienandone le caratteristiche peculiari di ogni brano salirà  sul podio il direttore statunitense<strong> Arthur Fagen</strong>, nel corso della  sua carriera assistente di Christoph von Dohnanyi all’Opera di Francoforte  e di James Levine al Metropolitan di New York, sua città d’origine.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Già nella <em>Sonata  in si minore</em> che apre il concerto, e nella forma adottata da Liszt  quando la compose per pianoforte solo tra il 1852 e il 1853, era presente  in nuce la trama di una scrittura sinfonica. All’epoca Liszt aveva  lasciato la carriera artistica come interprete e, alla corte di Weimar  dove si era ritirato per dedicarsi alla composizione, promuoveva le  nuove avanguardie musicali. La rielaborazione delle cosiddette forme  ampie della sonata e della sinfonia, la cui energia vitale si stava,  nell’ottica del compositore ungherese, esaurendo, lo portarono a concentrarsi  su di una costruzione ciclica che, pur restando in qualche modo fedele  alla forma della sonata, consentiva però di modificarne i principi  costruttivi. Liszt affronta infatti la composizione pianistica seguendo  le modalità timbriche peculiari della scrittura sinfonica. Qui il pianoforte,  nella mani del virtuoso, diviene la condensazione di un’intera orchestra  e l’incipit raccoglie già tutto il materiale melodico – sono quattro  i temi principali &#8211; che si svilupperà nel corso dell’intero brano.  Del resto quando Liszt compone la <em>Sonata in si minore</em> ha già  al suo attivo i primi <em>Studi trascendentali</em> e le prime raccolte  di <em>Années de Pélerinage</em>, tutte musiche strutturate attraverso  un programma musicale interno e anche quest’opera è una sorta di  “pezzo unico”, nonostante la suddivisione in quattro movimenti.  Alla <em>Sonata</em> è riconosciuto un tono intenso, drammatico, a tratti  macabro, che ne riconduce la lettura a un’ispirazione letteraria –  Liszt è anche il creatore del poema sinfonico – per gran parte degli  studiosi con riferimenti ai personaggi faustiani di Goethe. Il tema  che al di fuori da ogni dubbio emerge è il dualismo, lo sdoppiamento  della personalità che ritorna anche in altre sue composizioni, dalla <em> Faust Symphonie </em>ai <em>Mephisto Valzer. </em></span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Di vent’anni antecedente  alla <em>Sonata </em>(viene scritta tra il 1832 e il 1834) nasce nella  forma per pianoforte e orchestra la <em>Grande fantaisie symphonique  su temi di Lélio di Hector Berlioz. </em> Ispirata<em> </em>al lavoro del suo contemporaneo francese, è il primo  esperimento in cui Liszt si confronta con un format vero e proprio.  Formalmente un unico movimento, in realtà il brano si articola in due  parti: la prima introdotta da un <em>Lento </em> cui segue un <em>Allegro</em>, struttura che a sua volta introduce la  seconda parte. L’obiettivo di Liszt è già quello di dare una forma  unitaria all’opera e richiama nella seconda parte un tema già accennato  nella prima, in un gioco di coerenti rimandi ritmici oltre che melodici.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">La <em>Wandererfantasie</em> <em> D760</em> è invece, in origine, di Franz Schubert, che la compone nel  1822, articolandola in quattro movimenti nella tradizione eseguiti senza  interruzione. Capolavoro della letteratura pianistica e cavallo di battaglia  di grandi solisti di tutti i tempi, da Sviatoslav Richter a Maurizio  Pollini, da Alfred Brendel a Wilhelm Kempff, trae ispirazione dall’omonimo  Lied di Schubert “Der Wanderer”. Liszt ne elabora una trascrizione  orchestrale nel 1851, esperienza che gli tornerà utile nella stesura  della <em>Sonata in si minore</em>. Nella struttura della <em>Wanderer </em> schubertiana compaiono infatti, ripetuti in un’infinita varietà di  forme, i temi principali. E’ un modo espressivo che Liszt trova particolarmente  congeniale e l’influenza strutturale che questo modello esercita sui  suoi lavori del periodo di Weimar è evidente. </span></p>
<div>
<p><em><strong>www.bolzanofestivalbozen.it</strong></em></p>
</div>
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		<title>Este capitale della Musica da Camera con il Quartetto Auryn</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 18:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Este, capitale della musica da camera con il Quartetto Auryn La formazione tedesca, tra le più longeve e celebrate in Europa, conferma per il quarto anno consecutivo il proprio festival nella cittadina veneta. Cinque concerti, dal 27 giugno al 4 luglio 2010 nell’affascinante cornice medievale della Chiesa di San Martino, con numerosi artisti ospiti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><strong><span style="font-size: x-large;">Este, capitale della musica da camera con il  Quartetto Auryn<br />
</span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><br />
<a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/06/AurynQuartett_rid.jpg"><img class="size-full wp-image-7135 alignnone" style="margin: 4px;" title="AurynQuartett_rid" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/06/AurynQuartett_rid.jpg" alt="" width="429" height="285" /></a><br />
<span style="font-size: large;"><em>La formazione  tedesca, tra le più longeve e celebrate in Europa, conferma per il  quarto anno consecutivo il proprio festival nella cittadina veneta.  Cinque concerti, dal 27 giugno al 4 luglio 2010 nell’affascinante  cornice medievale della Chiesa di San Martino, con numerosi artisti  ospiti per celebrare Robert Schumann, nel duecentesimo anniversario  della nascita<br />
</em></span><br />
Per una settimana sarà Este la capitale veneta della musica da camera.  Con la quarta edizione degli “Incontri internazionali di musica da  camera” il Quartetto Auryn conferma infatti la propria presenza nella  cittadina padovana proponendo un nuovo cartellone cameristico,  all’insegna della ricercatezza della proposta e dello straordinario  livello esecutivo che fin dalla prima edizione hanno caratterizzato gli  appuntamenti del Festival.<br />
<img src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;ik=b4e7a5a1a0&amp;view=att&amp;th=129264ac5f013d79&amp;attid=0.0.2&amp;disp=emb&amp;zw" alt="" /></span></p>
<p>Dal 27 giugno al 4 luglio 2010 nell’affascinante cornice medievale della  Chiesa di San Martino di Este i quattro musicisti dell’Auryn (Matthias  Lingenfelder e Jens Oppermann, violini, Stewart Eaton, viola e Andreas  Arndt, violoncello) insieme ad alcuni tra i solisti più interessanti del  panorama internazionale saranno i protagonisti di cinque concerti che  ruoteranno intorno alla figura e all’opera di Robert Schumann.</p>
<p>Tra i più longevi quartetti del mondo (è attivo nella stessa formazione  da quasi 30 anni), il Quartetto Auryn si è esibito in tutti i principali  centri della vita musicale internazionale e nei festival più rinomati.  Sul versante discografico la collaborazione con l’etichetta TACET è  stata premiata con il <em>Diapason d’Or </em>per l’integrale dei quartetti  di Schubert, con il <em>Preis der Deutschen Schallplattenkritik </em>per  le opere di Hugo Wolf e con il <em>CD Classic Award </em>per i quartetti  di Beethoven; il primo volume dell’integrale dei Quartetti di Joseph  Haydn, recentemente pubblicato, ha ricevuto nel 2009 il prestigioso <em>ECHO  Klassik</em>.</p>
<p>Accanto alla straordinaria attività concertistica e discografica il  Quartetto Auryn ha fondato nel 2007 gli “Incontri Internazionali di  musica da camera” a Este. Lo spirito del Festival è ben illustrato dallo  stesso Quartetto: “L’idea è quella di lavorare e suonare con altri  musicisti astraendoci dalla nostra frenetica routine di concerti,  invitando amici, parenti e conoscenti da tutto il mondo a partecipare e a  godere di una settimana di grande musica. Aver tempo per provare  insieme, ma anche semplicemente per stare insieme, godendo della  piacevolissima atmosfera del Veneto e della sua gente, è diventato il  tipico “benvenuto” del programma Auryn: una vera e propria oasi musicale  nello scompiglio della quotidianità concertistica”.</p>
<p>Nel 2007 gli “Incontri internazionali di musica da camera” furono  dedicati ad Antonin Dvořák; nel 2008 hanno festeggiato il 175°  compleanno di Johannes Brahms, mentre nel 2009 hanno celebrato il 200°  anniversario della morte di Joseph Haydn. L’edizione del 2010 sarà  invece dedicata a Robert Schumann, nel 200° anniversario della nascita.  “Quest’anno il canto farà il suo debutto al festival – commenta Matthias  Lingenfelder, primo violino del Quartetto –, la famosa soprano Ruth  Ziesak ha accettato il nostro invito a cantare i Lieder di Mahler e  Schumann nonché il meraviglioso “Stabat Mater” di Boccherini. Ma altri  straordinari musicisti si uniranno a noi per il festival di quest’anno:  Volker Jacobsen, ex violista dell’eccezionale Artemis Quartet, Jens  Peter Maintz dell’acclamato Trio Fontenay, nonché Szymon Marciniak,  solista, musicista da camera e attuale contrabbasso della Hague  Philharmonic, affiancheranno il nostro Quartetto per suonare opere di  Schumann, Schubert, Bruckner e Richard Strauss che vanno dal quintetto  al settimino. Il pianista Peter Orth, già applauditissimo interprete  nelle edizioni passate del Festival, ci delizierà con opere del suo  repertorio camerisitico e solistico e con la prima esecuzione mondiale  di un brano del compositore americano Jeremy Gill”.<br />
Il Festival è realizzato in collaborazione con il Comune di Este, con  l’Associazione Polesine Musica e con l’AVAM-Associazione Veneta Amici  della Musica.<br />
Il programma completo è disponibile nel sito web del Quartetto Auryn  alla pagina <a href="http://www.aurynquartet.com/este" target="_blank">www.aurynquartet.com/este</a> &lt;<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.aurynquartet.com/este" target="_blank">http://www.aurynquartet.com/este</a></span></span>&gt;  .</p>
<p><strong>Biglietti</strong>: euro 5,00, ingresso gratuito per i bambini<br />
<strong>Per informazioni:<br />
</strong>Comune di Este – Ufficio Cultura tel. 0429 617573<br />
IAT Informazioni e Accoglienza Turistica Este tel. 0429 600462<br />
<a href="http://www.comune.este.pd.it/" target="_blank">www.comune.este.pd.it</a> <span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Lucida Grande,Verdana,Helvetica,Arial;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:cultura@comune.este.pd.it" target="_blank">cultura@comune.este.pd.it</a></span></span></span></span><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Lucida Grande,Verdana,Helvetica,Arial;"><br />
</span></span><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><a href="http://www.aurynquartet.com/este" target="_blank">www.aurynquartet.com/este</a> &lt;<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.aurynquartet.com/este" target="_blank">http://www.aurynquartet.com/este</a></span></span>&gt;<br />
</span><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
</span></span><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><br />
<strong>Incontri Internazionali di Musica da Camera Città di Este 2010.  “Intorno a Schumann”<br />
Este (PD), Chiesa di San Martino<br />
</strong><br />
<strong>Domenica 27 Giugno<br />
</strong>Auryn Quartet<br />
Peter Orth, pianoforte</span></p>
<p>Joseph Haydn, Quartetto per archi op. 76 n. 1<br />
Hugo Wolf, Serenata Italiana<br />
Robert Schumann, Quartetto per pianoforte e archi op. 47</p>
<p><strong>Mercoledì 30 Giugno<br />
</strong>Ruth Ziesak, soprano<br />
Matthias Lingenfelder, violino<br />
Peter Orth, pianoforte<br />
Jens Peter Maintz, violoncello<br />
Auryn Quartet</p>
<p>Jeremy Gill, &#8220;Book of Hours&#8221; per pianoforte solo (prima esecuzione  mondiale)<br />
Robert Schumann, Sonata per violino e pianoforte op. 121<br />
Luigi Boccherini, &#8220;Stabat Mater&#8221; per soprano e quintetto d’archi (prima  versione, 1781)</p>
<p><strong>Giovedì 1 Luglio<br />
</strong>Ruth Ziesak, soprano<br />
Peter Orth, pianoforte<br />
Jens Peter Maintz, violoncello<br />
Auryn Quartet</p>
<p>Gustav Mahler, Selezione di Lieder dal ciclo “Knaben Wunderhorn”<br />
Robert Schumann, 6 Gesänge op. 107<br />
Franz Schubert, Quintetto per archi D 956 in do maggiore op. post.163</p>
<p><strong>Sabato 3 Luglio<br />
</strong>Jens Peter Maintz, violoncello<br />
Volker Jacobsen, viola<br />
Szymon Marciniak, contrabasso<br />
Peter Orth, piano<br />
Auryn Quartet</p>
<p>Benjamin Britten, Suite n. 1 per violoncello solo op. 72<br />
Robert Schumann, Fantasia in do maggiore op.17 per pianoforte<br />
Richard Strauss, &#8220;Metamorfosi”, versione per settimino d’archi</p>
<p><strong>Domenica 4 Luglio<br />
</strong>Auryn Quartet<br />
Volker Jacobsen viola</p>
<p>J. Haydn, Quartetto per archi op.76 n. 2<br />
Robert Schumann, Quartetto per archi  op. 41 n. 3<br />
Anton Bruckner, Quintetto per archi  in fa maggiore (1879)</p>
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		<title>Schubert &#8211; Improvvisi D.899, N.1, N.2, N.3, N.4</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 16:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[improvviso]]></category>
		<category><![CDATA[schubert]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Improvvisi di Schubert nei Salotti Viennesi Nel periodo che va dal 1818 al 1827, nei salotti viennesi, luoghi abitualmente frequentati da Schubert, circolavano giovani di belle speranze che anelavano a conoscere e a praticare l&#8217;Arte Musicale. Schubert era spesso il centro d&#8217;attrazione di questi piccoli eventi mondani, e ne diede un&#8217;impronta tale diventarne il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Gli Improvvisi di Schubert nei Salotti Viennesi</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/zimerman.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6427" style="margin: 4px;" title="zimerman" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/zimerman-200x300.jpg" alt="zimerman" width="200" height="300" /></a></p>
<p>Nel periodo che va dal 1818 al 1827, nei salotti viennesi, luoghi abitualmente frequentati da Schubert, circolavano giovani di belle speranze che anelavano a conoscere e a praticare l&#8217;Arte Musicale. Schubert era spesso il centro d&#8217;attrazione di questi piccoli eventi mondani, e ne diede un&#8217;impronta tale diventarne il riferimento assoluto.</p>
<p>Ancora oggi si &#8220;celebrano&#8221; le <em>schubertiadi </em>proprio per ricordare e rievocare quell&#8217;atmosfera di cultura, libertà e musicalità che solitamente ruotava attorno ad un pianoforte. Finchè il musicista visse, gli <em>Improvvisi </em>ebbero questa collocazione.</p>
<p>Ciò non ci deve tuttavia far credere che si tratti di pezzi poco impegnativi o di esclusivo consumo. Composti negli ultimi mesi del 1827, gli Improvvisi D.899 si inseriscono in una preesistente tradizione austro-germanica di pezzi pianistici di <em>libera ispirazione</em>.</p>
<p>Lo stesso Weber compose un &#8220;Momento Capriccioso&#8221;, per non parlare di autori meno noti quali Worzischek e Tomaschek.</p>
<p>Furono tuttavia probabilmente Schubert o i suoi editori a usare per la prima volta il termine &#8220;Improvviso&#8221;.</p>
<p>Gli <strong>Improvvisi D.899</strong> sono 4 e si distinguono nettamente, per la loro bellezza e originalità, dai brani affini a questo tipo di composizione.</p>
<p><em><strong>Impromptu N.1 D.899</strong></em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/sChVRfNIdOA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/sChVRfNIdOA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il primo, introdotto da un fortissimo, sviluppa un&#8217;idea cantabile pianissimo, saltellante e ingenua, che oscilla continuamente tra il modo maggiore e il modo minore, alternando brevi zone forti con lunghi momenti sottovoce. Questa prima idea, così incisiva nella configurazione ritmica, subisce una rapida trasformazione quando la mano sinistra passa dal più energico ritmo puntato, con cui ha rafforzato la melodia affidata quasi sempre alla mano destra, a un fluente e ininterrotto ritmo di terzine, su cui l&#8217;idea originaria si distende quietamente. Seguendo uno schema molto affine a quello del tema e variazioni, lo spunto iniziale passa in un  primo tempo al grave, mentre la mano destra ripete ossessivamente gli stessi suoni, poi, con un collegamento interessante sia dal punto di vista melodico sia da quello armonico, ritorna alla mano destra, arricchito da arpeggi leggeri. Una modulazione ci apre un mondo trasfigurato e il ricordo dei più cupi momenti passati, richiamato dal ritorno del motivo iniziale, non turba questa zona di serenità che, pur nell&#8217;ambiguità tra il modo maggiore e il modo minore, conclude soavemente il pezzo, traendo proprio da queste continue elusione il proprio fascino.</p>
<p><em><strong>Impromptu N.2 D.899</strong></em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-3WWZQyPs30&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/-3WWZQyPs30&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il secondo improvviso si sviluppa alternando due zone diversissime sia nella forma che nel carattere. La prima idea è fluente e leggera, come una cascatella, in cui i suoni si snocciolano ininterrotti; una melodia purissima, accompagnata da poche note, affidate alla mano sinistra, che creano armonie semplici e rarefatte. La seconda parte appare repentinamente, aggressiva ed energica, con un andamento &#8216;all&#8217;ungherese&#8217;.Le due parti si alternano nuovamente, creando nella giustapposizione di due idee musicali tanto diverse un effetto stupefacente. Ciò che colpisce in un autore come Schubert è la capacità di inventare analogie, associazioni, abbinamenti senza mostrarci il cammino che da un pensiero porta all&#8217;altro, senza deduzioni nè passaggi di collegamento. La malia di questo improvviso nasce proprio dall&#8217;avvicinamento di due luoghi così distanti. Riascoltare la prima sezione, dopo il repentino cambiamento di scena operato dall&#8217;irruento &#8216;ungherese&#8217;, genera sensazioni completamente rinnovate e così pure al rapparire della seconda idea, in un&#8217;elegante suggestione di dèjà vu.</p>
<p><em><strong>Impromptu N.3 D.899</strong></em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KkqDEh-fXVI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/KkqDEh-fXVI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
Niente interrompe la staticità del terzo improvviso, in cui un&#8217;armonia scarna sostiene il divagare continuo e incessante della mano destra, che, con brevi arpeggi, colma la melodia grave e lenta. In questa composizione, tutto il lirismo di Schubert si effonde in un&#8217;atmosfera quasi mistica, in cui rare zone di forte intensità illuminano la narrazione assorta che procede a intervalli minuti, spesso cromatici. Questa suggestione permane ininterrottamente sino alla conclusione, con straordinarie aperture create da inaspettate modulazioni, in seguito così care ai compositori romantici.</p>
<p><em><strong>Impromptu N.4 D.899N.4</strong></em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lZm3JbzFzrQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/lZm3JbzFzrQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
L&#8217;ultimo degli Improvvisi D.899 ricorda il secondo per la struttura melodica discendente di cui sembra essere una variazione. Il medesimo fluire è qui interrotto da accordi sospesi, che soggiogano l&#8217;attenzione dell&#8217;ascoltatore, ogni volta ricatturato dalla ripetizione dell&#8217;inciso fondamentale. Al centro di questo improvviso si trova un episodio diversissimo, in cui la melodia semplice e piuttosto scarna è sostenuta da una ricca armonia. Nuovamente ritorna il primo motivo che conclude energicamente dopo un crescendo continuo.</p>
<p><em>Piano</em>: <strong>Zimerman</strong></p>
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		<title>Schubert &#8211; Sonatina per violino e pianoforte in la minore D.385</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 15:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[sonatina]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>
		<category><![CDATA[schubert]]></category>
		<category><![CDATA[violino]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno Schubert in stile Classico quasi mozartiano. Questa composizione, come altre analoghe, risale al 1816, anno in cui Schubert, aspirando a diventare direttore della Scuola di Musica, lasciò definitivamente l&#8217;insegnamento.Nonostante le molte raccomandazioni, quel posto fu poi occupato da un altro candidato. La Sonatina per violino e pianoforte ha tutte le caratteristiche di un pezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Uno Schubert in stile Classico quasi mozartiano.</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/fschubert.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6402" style="margin: 5px;" title="fschubert" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/fschubert.jpg" alt="fschubert" width="200" height="269" /></a></p>
<p>Questa composizione, come altre analoghe, risale al 1816, anno in cui Schubert, aspirando a diventare direttore della Scuola di Musica, lasciò definitivamente l&#8217;insegnamento.Nonostante le molte raccomandazioni, quel posto fu poi occupato da un altro candidato.</p>
<p>La Sonatina per violino e pianoforte ha tutte le caratteristiche di un pezzo composto occasionalmente e sembra appartenere per stile e forma al secolo precedente, quasi fosse una composizione mozartiana o addirittura premozartiana.</p>
<p>I due strumenti dialogano in perfetta armonia.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XD4CndtDLxo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/XD4CndtDLxo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il primo tempo, Allegro Moderato, si apre con il pianoforte solo che esegue il primo tema. Gli fa eco subito dopo il violino, con un inciso analogo nella figurazione ritmica ma non nell&#8217;andamento melodico. Il violino esegue passaggi caratterizzati da suoni molto distanti e l&#8217;intensità che prima era piano, si tramuta in questa zona in un forte energico e risoluto. Il pianoforte, con un motivo questa volta nel modo maggiore, ristabilisce di nuovo la pace. Si tratta di una melodia facile e lineare, in cui la simultaneità del ritmo binario della parte cantabile e del ritmo ternario dell&#8217;accompagnamento crea un gradevole effetto di slittamento continuo. Questa volta il violino ripete fedelmente la melodia. Dopo un passaggio concitato, giungiamo alla conclusione della prima parte del movimento, ripetuto solitamente due volte. La seconda parte inizia con un disegno cromatico eseguito simultaneamente dai due strumenti, che seguono però direzioni opposte. Poche battute di collegamento per tornare nuovamente al primo motivo, cui fanno seguito, in una nuova tonalità, gli stessi incisi che hanno costituito la prima parte. Una piccola coda ci riporta infine nell&#8217;ambito tonale iniziale in cui il tempo si conclude.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/C3HXnkPb3lA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/C3HXnkPb3lA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;Andante è un gradevole esempio di secondo tempo della Sonata Classica. Il clima è sereno e contemplativo; una melodia cantabile e dolcemente intima viena eseguita, ora dall&#8217;uno ora dall&#8217;altro dei due strumenti, in un&#8217;armonia priva di qualsiasi antagonismo. Il violino e il pianoforte procedono fianco a fianco senza incertezze per tutto il brano.<br />
Un breve Minuetto, elegante e grazioso, ci distoglie da quelle immagini di serenità per riportarci nel clima più brioso in cui si inserisce l&#8217;Allegro finale. Il primo motivo è <em>cantato </em>dal violino, mentre il pianoforte accompagna con brevi arpeggi; il secondo motivo è invece eseguito dal pianoforte solo. Il violino tace, per riprender poi la parola nella ripetizione dell&#8217;inciso, in cui i due strumenti procedono all&#8217;unisono. Durante il corso del pezzo, caratterizzato dal guizzante accompagnamento in terzine, un altro motivo si alterna ai primi due. Una breve coda, costruita parafrasando il primo motivo, chiude la sonatina.<br />
L&#8217;analisi di pezzi come questo si rivela interessante per una migliore comprensione dell&#8217;opera di Schubert nel suo complesso. Figlio della tradizione, come il brano in esame testimonia senza dubbio, il compositore seguì poi il proprio genio, assoggettandovi le convenzioni. Ed è senz&#8217;altro più semplice comprendere in cosa consistono le novità e le arditezze stilistiche del nostro autore accostandoci a composizioni, diciamo pure, accademiche, come questa.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/557Tc-rEiWE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/557Tc-rEiWE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Schubert &#8211; L&#8217;Analisi del Quintetto della Trota per Pianoforte ed Archi in La Maggiore D. 667</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2010/03/11/schubert-lanalisi-del-quintetto-della-trota-per-pianoforte-ed-archi-in-la-maggiore-d-667/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 20:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[schubert]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso della sua breve vita, Schubert fu spesso circondato da larghe schiere di amici. La sua opera compositiva risulta spesso legata ad avvenimenti connessi a occasioni conviviali. Nell&#8217;estate del 1819 si recò con l&#8217;amico Vogl, un  cantante di buona fama, nell&#8217;Austria settentrionale per un  giro turistico, raggiungendo il paese di Steyr, luogo natale del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/quintetto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7432" title="quintetto" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/quintetto.jpg" alt="" width="504" height="338" /></a></p>
<p>Nel corso della sua breve vita, Schubert fu spesso circondato da larghe schiere di amici. La sua opera compositiva risulta spesso legata ad avvenimenti connessi a occasioni conviviali. Nell&#8217;estate del 1819 si recò con l&#8217;amico Vogl, un  cantante di buona fama, nell&#8217;Austria settentrionale per un  giro turistico, raggiungendo il paese di Steyr, luogo natale del compagno di viaggio. Lì trovò una fiorente comunità di appassionati musicofili che, sotto la guida di Sylvester Paumgartner, si cimentavano in  esecuzioni dilattentistiche di buon livello. Proprio Paumgartner commissionò a Schubert un&#8217;opera adatta all&#8217;inconsueto gruppo strumentale da loro formato, un quintetto composto da un  anomalo quartetto d&#8217;archi composto da un Violino, una Viola, un Violoncello  ed un Contrabasso a cui si aggiunse un Pianoforte.</p>
<p>Il titolo &#8220;La trota&#8221; gli derivò dal tema dell&#8217;omonimo Lied su cui Schubert costruì delle variazioni nel penultimo movimento.</p>
<h3>Primo Movimento &#8211; Allegro Vivace</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kd8_fLqz3gk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/kd8_fLqz3gk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il primo tempo, Allegro Vivace, si apre con un  arpeggio del pianoforte, che ritornerà poi, quasi come un  ritornello, nel corso del movimento. Gli archi, che aprono con un pianissimo, introducono il primo motivo, mentre il pianoforte, costretto al silenzio, sembra confermare le affermazioni degli altri strumenti con il disegno arpeggiato d&#8217;apertura. In questa prima parte del quintetto risultano di notevole interesse il gioco di corrispondenze e la sapiente distribuzione delle masse sonore proposti da Schubert. Soprattutto il contrabbasso e il pianoforte si fondono meravigliosamente , evitando accuratamente di sopraffarsi l&#8217;un l&#8217;altro. Il pianoforte, dotato di una potenza superiore, non suona quindi quasi mai nelle regioni più gravi della tastiera in  presenza del contrabbasso, ma lo sostiene e lo controbilancia muovendosi preferibilmente nella zona mediana. Questo movimento è in forma sonata e si svolge secondo una logica profondamente schubertiana con quelle modulazioni al limite tanto care alla sensibilità dell&#8217;autore. L&#8217;andamento ritmico è spesso caratterizzato dall&#8217;uso delle terzine, soprattutto da parte del pianoforte, che contrastano la scansione rigorosamente binaria delle parti affidate agli altri strumenti.</p>
<h3>Secondo Movimento &#8211; Andante</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/W57JAfeiKFk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/W57JAfeiKFk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;Andante è costituito da tre sezioni ripetute in tonalità differenti. La prima è caratterizzata dall&#8217;andamento melodico del pianoforte, che procede sempre con le due mani all&#8217;ottava. Questo procedimento, oltre a conferire maggior spessore alla parte cantabile, lascia agli archi, in special modo a violoncello e contrababasso, il compito di arricchire e sostenere armonicamente il discorso melodico che scivola magistralmente dal violino al pianoforte. Nella seconda sezione, il canto si sposta dalle regioni acute a quella mediana, più calda e vibrante, occupata da viola e violoncello. I due strumenti cantano una dolce serenata, muovendosi l&#8217;uno vicino all&#8217;altro, mentre violino e pianoforte accompagnano, il primo con un disegno sussultante inframmezzato da pause, l&#8217;altro con fluidi arpeggi ininterrotti. La terza sezione manifesta immediatamente il suo carattere più energico con un disegno melodico affidato nuovamente al pianoforte in ottava, i cui slanci verso l&#8217;acuto, resi più incisivi dal ritmo puntato, si alternano a ricadute più morbide verso il grave. La riapparizione dei tre motivi in ambiti tonali diversi rinnova l&#8217;attenzione e il piacere dell&#8217;ascoltatore, che si ritrova in luoghi conosciuti senza aver la sensazione di una semplice ripetizione.</p>
<h3>Terzo Movimento &#8211; Scherzo (Presto)</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wUvTYTIeIGU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/wUvTYTIeIGU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Lo Scherzo, con la sua spumeggiante vivacità, coinvolge immediatamente. I cinque strumenti si muovono simultaneamente, con qualche eccezione per il pianoforte che accenna talvolta a brevi dialoghi con il violino. Il trio è invece chiaramente in  forma antifonale: il pianoforte da un lato e gli archi dall&#8217;altro si alternano in un dialogo pacato. La ripetizione dello Scherzo conclude il movimento.</p>
<h3>Quarto Movimento &#8211; Andantino</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ziZYzZgwV9I&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/ziZYzZgwV9I&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il quarto tempo è costituito dalle sei variazioni sul tema dell&#8217;omonimo <em>Lied </em>La trota. Il testo di questa canzone, a un tempo ingenuo e divertito, narra le vicende di una povera troterella che finisce per abboccare all&#8217;amo di un pescatore. Non dimentichiamo che Schubert era in vacanza in un ridente paesino di montagna ed era felice. Tutto il quintetto lascia del resto trasparire questo senso di appagamento, di sintonia perfetta con il mondo circostante. La gentile e ammiccante melodia del Lied trova dunque in questo contesto una collocazione ideale. Il tema viene esposto dal quartetto d&#8217;archi, mentre il pianoforte assiste in silenzio, per prendere voce subito dopo, nella prima variazione, quando esegue il tema con le due mani all&#8217;ottava. Viola, violino e violoncello lo accompagnano con arpeggi veloci, completati dal leggero pizzicato del contrabasso. Nella seconda variazione, il tema passa a viola e violoncello, mentre il violino esegue spericolati passaggi virtuosistici. Il &#8216;solista&#8217; della terza variazione è il contrabbasso, che esegue il tema al registro grave. Gli altri strumenti, per farne risaltare meglio la voce, si muovono sempre nella regione media e acuta. La quarta e la quinta variazione sono le più complesse. La prima, in modo minore, alterna zone fortissimo ad altre pianissimo; la seconda è ricchissima soprattutto dal punto di vista armonico e contrappuntistico. I vari strumenti eseguono parti completamente diverse tra di loro, e lo stesso pianoforte, nella seconda parte del brano, sviluppa un disegno melodico molto articolato, in cui le mani si muovono per moto contrario, seguendo cioè direzioni opposte. La sesta ed ultima variazione è un leggero Allegretto, dove violino e viola eseguono in eco il tema del celebre Lied.</p>
<h3>Quinto Movimento &#8211; Finale (Allegro Giusto)</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/hNZENADxGCY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/hNZENADxGCY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il Finale, Allegro Giusto inizia con un motivo grazioso, eseguito in eco da violino e viola da un lato e pianoforte dall&#8217;altro su di un accompagnamento saltellante di violoncello e contrabbasso. Questo disegno si repete continuamente, interrotto in due sole occasioni, quando tutti gli strumenti eseguono simultaneamente, forte, la stessa melodia, creando delle improvvise ed efficaci zone di luce. Il secondo motivo è nuovamente affidato agli archi, mentre il pianoforte esegue l&#8217;accompagnamento che, nel disegno ritmico, ricorda il galoppo di un cavallo. La melodia, cantabile, è costituita da due brevi sezioni; nella prima, violino e viola paiono porre una domanda, cui rispondono in perfetta armonia, nella seconda, violoncello e contrabbasso. Nello sviluppo i discorsi si intrecciano e le parti dei diversi strumenti si infittiscono, mentre qua e là si sente ritornare qualche frammento ora del primo ora del secondo motivo. Con la ripresa ritroviamo lo stesso schema della prima parte. I due temi, come avviene nella tradizione classica, si ripresentano tuttavia in una nuova veste, una tonalità diversa rispetto a quella iniziale. L&#8217;intero quintetto si chiude con una coda breve e decisa, in un clima festoso e spensierato.</p>
<p><strong><em>Esecuzione dell&#8217;</em></strong><span><strong><em> Amadeus Quartet con Clifford Curzon al piano</em></strong><br />
<em>Aldeburgh  1977 </em></span></p>
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