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	<title>Musica Colta &#187; schonberg</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>Musica per Pensare</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 10:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
				<category><![CDATA[contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Pizzetti a Schönberg passando per Balestracci e Nono. Parma: Musica per pensare il 25 aprile nella Sala dei Concerti della Casa della Musica, alle 17.30. La Stagione Armonica guidata da Sergio Balestracci si cimenterà in un programma di musica contemporanea. studiato per l’occasione. “Musica per pensare” nasce nell’àmbito di un progetto di lungo respiro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Da Pizzetti a Schönberg passando per Balestracci e Nono.</h3>
<h3>Parma:  Musica per pensare il 25 aprile nella Sala dei Concerti della   Casa della Musica, alle 17.30.</h3>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/04/schoenberg-vision-rouge.jpg"><img class="size-full wp-image-6691 alignleft" title="schoenberg vision rouge" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/04/schoenberg-vision-rouge.jpg" alt="" width="267" height="350" /></a>La Stagione Armonica guidata da  Sergio Balestracci si cimenterà in un programma di musica contemporanea.  studiato per l’occasione.<br />
“Musica per pensare” nasce nell’àmbito di un progetto di lungo  respiro che la Casa della Musica di Parma dedica al complesso e  attualissimo rapporto che lega la musica alla società e alla politica  tentando di fare propria una ricorrenza densa di significati politici e  civili.<br />
Il programma proposto da Sergio Balestracci, spazia da Pizzetti a  Stockhausen, da Schönberg a Nono, da Weill a Balestracci, dalla voce  umana senza accompagnamento strumentale alla musica confezionata per  nastro magnetico.</p>
<p>Il pezzo di Schönberg, destinato al Singverein di Vienna era inteso  dall’autore come un pezzo “a cappella”, ma per le difficoltà incontrate  nelle prove, fu aggiunta successivamente dall’autore un’integrazione  orchestrale e solo il 9 dicembre del 1911 il brano poté essere eseguito,  con un supporto strumentale tenuto costantemente su una dinamica molto  tenue dal direttore Franz Schreker per lasciare il giusto risalto ai  duecento coristi allora impiegati: nell’intenzione dell’autore  l’accompagnamento orchestrale doveva servire solo per quella prima  esecuzione, per maggior sicurezza dei cantanti. Il testo del poeta  zurighese Conrad Ferdinand Meyer parte da un quadro natalizio per  celebrare la pace il cui avvento sulla terra viene auspicato per le  future generazioni come dimensione ideale e duratura.<br />
In un ideale percorso cronologico, il Requiem di Ildebrando Pizzetti  vuole essere un omaggio a Parma, sua città natale e nello stesso tempo  portare la riflessione dell’ascoltatore sul tema della fragilità della  vita umana spesso minacciata dalla violenza cieca e dalla volontà di  sopraffazione.<br />
Questo brano appartiene al periodo fiorentino del maestro parmense e si  riallaccia ai diversi aspetti della tradizione liturgica riproposta con  una sensibilità tardoromantica. L’opera ha conosciuto e riscuote tuttora  un notevole successo per le esecuzioni che vengono riproposte da  diverse compagini corali, in virtù di una naturale cantabilità con cui  il tessuto vocale è condotto.<br />
Il brano di Kurt Weill costituisce un significativo esempio della sua  collaborazione con Brecht durata dal 1927 al 1930, che portò ad un  rinnovamento del teatro musicale non solo in Germania. La rispondenza  tra testo e musica, l’adozione di grandi temi civili, la visione non  accademica della musica, l’intento di raggiungere un pubblico più ampio  attraverso la contaminazione con forme più leggere come il cabaret, sono  visibili anche in questo pezzo corale, in cui viene musicato un testo  scritto da Brecht alla fine della grande guerra. Come se non bastassero i  vivi per andare in guerra, una cinica commissione militare rimette sul  campo un soldato che già riposava sotto terra, nella retorica e  colpevole indifferenza delle folle stordite ed inconsapevoli.<br />
Infine, il piccolo bozzetto che chiude il programma, composto per questa  occasione, intende tributare un ulteriore omaggio alla città di Parma  che dedica questo concerto corale al tema della pace, per il trionfo  della quale  neanche oggi si profilano maturi i tempi, pur con tutto  quello che il mondo ha visto negli ultimi cento anni e che nulla sembra  aver insegnato al rapace ottuso egoismo umano. L’occasione di questo  breve brano è una celebre poesia di Ungaretti che si inserisce tra  quelle dettate dall’esperienza della guerra: anche qui, come nel testo  di Weill, i morti sono uccisi due volte, in questo caso dalle grida  forsennate e disumane dei viventi che si nutrono della violenza; la  natura, distaccata testimone del dramma umano, rimane l’unico rifugio in  cui poter trovare il silenzio e la pace.</p>
<p>Arnold Schoenberg (1874-1951), Friede auf Erden op. 13 a 8  voci su testo di Conrad Ferdinand Meyer (1907)<br />
Ildebrando Pizzetti (1880-1968), Messa da requiem (1922)<br />
Kurt Weill (1900-1950), Die Legende vom toten Soldaten a 4  voci su testo di Bertolt Brecht (1929)<br />
Sergio Balestracci (1944-), Non gridate più a 4 voci su  testo di Giuseppe Ungaretti (2010)</p>
<p>Ingresso libero fino ad esaurimento dei posto disponibili<br />
Per informazioni:</p>
<p>Casa della Musica<br />
Tel 0521 031170<br />
<a href="mailto:infopoint@lacasadellamusica.it" target="_blank">infopoint@lacasadellamusica.it</a> <a href="mailto:infopoint@lacasadellamusica.it" target="_blank"></a>&lt;mailto:infopoint@lacasadellamusica.it&gt;</p>
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		<title>Mosè e Arnold. Schönberg e la composizione con dodici note</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[schonberg]]></category>

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		<description><![CDATA[Schönberg e la composizione con dodici note Arnold Schönberg dedicò tutta la vita alla  creazione di un linguaggio musicale che rispondesse alle proprie esigenze artistiche e morali. La dodecafonia rivoluzionò la musica colta del primo Novecento e divenne la verità artistica, non solo simbolicamente, del suo autore. Nel “Moses und Aron” di Schönberg, Mosè, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/9788889671146.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5340" title="9788889671146" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/9788889671146.jpg" alt="9788889671146" width="200" height="279" /></a></p>
<h3>Schönberg e la composizione con dodici note</h3>
<p>Arnold Schönberg dedicò tutta la vita alla  creazione di un linguaggio musicale che rispondesse alle proprie esigenze artistiche e morali.</p>
<p>La dodecafonia rivoluzionò la musica colta del primo Novecento e divenne la verità artistica, non solo simbolicamente, del suo autore.</p>
<p>Nel “Moses und Aron” di Schönberg, Mosè, il protagonista, conosce la Verità ma non sa comunicarla, mentre Aronne trasmettendola la travisa e falsifica.</p>
<p>La Verità non è divulgabile: al termine del terzo atto (di cui l’autore realizzò il libretto ma non la musica), Aronne muore.</p>
<p>Il dubbio esplicitato da Schönberg – che ci porta a  paragonarlo al protagonista – riguarda l&#8217;impossibilità di comunicare ad altri la Verità raggiunta.</p>
<p>Questo libro segue le fasi del  percorso di Schönberg nella messa a punto del suo linguaggio, dalle prime intuizioni fino alla piena realizzazione, tramite l&#8217;analisi musicale di alcune opere significative tra le quali “Mosè e Aronne”, in cui il metodo della composizione con dodici suoni trova l&#8217;espressione più completa svelando, attraverso i suoi simbolismi, le più profonde convinzioni ideologiche del suo autore.</p>
<p><em><strong>Anna Galliano</strong>, musicista di formazione torinese, laureata in Lettere, diplomata in Pianoforte, Musica corale e Composizione. Titolare della cattedra di Armonia complementare al Conservatorio di Vibo Valentia, è direttore di coro, pianista e compositrice, opera da sempre nell’ambito della didattica. Compositrice per cori giovanili ed ensemble di varia formazione, ha scritto soprattutto musica per cori di voci bianche. Ha collaborato con le riviste musicali “La Cartellina” (Suvini-Zerboni), “L’offerta musicale” (Carrara), e con la casa editrice “Il capitello”, con cui ha pubblicato il manuale Armonia. </em></p>
<p>Prefazione di Luigi Giachino</p>
<p>www.cartmanezioni.it</p>
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