6 aprile, 2010
Autore: MC
VILLA PELLEGRINI CIPOLLA Castion di Costermano – Verona
Dopo il successo delle serate dedicate ad
AIDA e la cucina egiziana, a
TURANDOT e la cucina cinese, a
CARMEN e la cucina andalusa, prosegue con
MADAMA BUTTERFLY e la cucina giapponese la rassegna “Una sera a Cena con le Eroine dell’Opera”, dedicata alle protagoniste delle Opere in cartellone all’88° Festival Areniano 2010. Tre bravissimi artisti allieteranno la prima parte, tra i quali il tenore Orfeo Zanetti e la Soprano Sonia Peruzzo, guidati dal Maestro Matteo Salvemini. In cucina
26 gennaio, 2010
Autore: MC
Abbiamo raccolto ed elencato tutti i musicisti che a partire dal XVI secolo hanno dato un contributo sostanziale alla nascita, crescita ed evoluzione dell’Opera.
Alcuni di loro sono probabilmente più ricordati per altri ambiti musicali, ma sia pur in minima parte hanno aggiunto, in accordo con la loro sensibilità artistica e preparazione culturale, tasselli importanti nell’impalcatura complessiva.
Questo elenco non ha la pretesa di esaurire tutto il panorama operistico, ma certamente comprende le figure più rilevanti dal Cinquecento fino ad oggi.
Claudio
Monteverdi (1567-1643)
André
Campra (1660-1744)
Jean-Philippe
Rameau
M°Roberto Fabbriciani flauto
M° Massimiliano Damerini pianoforte
con la partecipazione straordinaria del tenore M° Francesco Grollo
Musiche di: G. Rossini, G. Verdi, G. Puccini, P. Mascagni, F.P. Tosti
FRANCESCO GROLLO tenore
Nato a Treviso, il tenore italiano Francesco Grollo, inizia lo studio del canto lirico con Renato
Bardi Barbon perfezionandosi, in seguito, con il grande tenore Franco Corelli.
Il Maestro Francesco Siciliani, direttore artistico al Gran Teatro La Fenice di Venezia, lo farà debuttare, nel ruolo di “F.B.Pinkerton”, in “MADAMA BUTTERFLY” di Giacomo Puccini. Opera allestita, nel 1996, al Pala
Dal 1810 al 1830 in Italia domina la figura di Gioachino Rossini, che da un lato porta a compimento l’esperienza dell’
opera buffa, abbandonando la
commedia realistica in favore di una
comicità assoluta, dall’altro ingloba nel genere
serio tipico francese.
Lo stesso Rossini, trasferitosi a Parigi, inaugura con
Guillaume Tell il genere del
grand opéra, destinato a un’enorme fortuna nei decenni seguenti.
Situazioni e personaggi di
commedia sono integrati sempre più spesso nel
teatro drammatico, proseguendo di fatto il breve
esperimento dell’opera semiseria.
Dopo Rossini la componente alta e moraleggiante lascia spazio all’elemento lirico,
Turandot è un’opera in 3 atti e 5 quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, lasciata incompiuta da Giacomo Puccini e successivamente completata da Franco Alfano.
Il soggetto dell’opera fu liberamente tratto da una commedia di Carlo Gozzi. L’idea per l’opera venne al compositore in seguito a un incontro con i librettisti Giuseppe Adami e Renato Simoni, avvenuto a Milano nel marzo 1920. Nell’agosto dello stesso anno il compositore poté ascoltare, grazie al suo amico barone Fassini, un carillon con temi musicali proveniente dalla Cina. Alcuni di questi