Il
Rinascimento, dal punto di vista musicale, arriva dopo quello letterario, dovuto appunto al rinascere attorno al XIV sec. dell’interesse verso le culture greca e romana: la transizione dall’Ars Nova del tardo medioevo verso la cultura musicale rinascimentale fu lenta e graduale.
La polifonia aveva ricevuto ulteriori stimoli: verso la fine del XIV sec. si passò a
mottetti cantati da gruppi di voci contrastanti, fino a passare a cori completi.
Questo portò ad un ulteriore
affinamento dell’armonia, all’introduzione di nuove tecniche di composizione, con la
preparazione e la
La polifonia del tardo Medioevo, a partire dal teorico
Marchetto da Padova, venne detta
Ars Nova, in contrapposizione all’
Ars Antiqua del XII e XIII secolo: il contrappunto dei compositori dell’Ars Nova raggiunse vette di notevole complessità, con movimenti delle voci più indipendenti rispetto al passato.
Il maggiore tra i maestri dell’Ars Nova fu sicuramente
Landino Francesco, della prima metà del secolo XIV, eccellente organista (cieco dalla nascita, fu chiamato anche “Il cieco degli organi”) e compositore di molti
madrigali e
ballate.
La nascita della polifonia indusse ed incentivò lo sviluppo della notazione musicale. La precedente memorizzazione delle melodie religiose, tramandate per via orale, cominciava a diventare un compito arduo e l’importanze delle stesse provocò la ricerca di un sistema per la scrittua musicale. I greci,molto semplicemente, per indicare le note, usavano le lettere dell’alfabeto.
Nel VI secolo d.c. Boezio introdusse l’uso nel primo Medioevo in Europa, mentre intorno al VII secolo si cominciò ad usare il sistema dei neumi, segni corrispondenti a note o gruppi di note. Non veniva data però un’indicazione
La prima forma di polifonia trovò il massimo splendore nel XII sec. ed all’inizio del XIII con la Scuola di Nôtre Dame: le forme più importanti del periodo, oltre all’
organum già citato, furono il
motetus ed il
conductus.
Il motetus era caratterizzato da una melodia di
canto piano, tenuta in note lunghe da una voce appunto chiamata “
tenor“, cui si aggiungevano altre parti, con un andamento più veloce.
Il
conductus, che aveva una struttuta più semplice, faceva invece parte della musica profana.