Con l’espressione scuola fiamminga si indica la civiltà musicale che, nata nel ducato di Borgogna agli inizi del XV secolo, domina il Quattrocento europeo ed esercita un’influenza decisiva sulla formazione lo sviluppo della musica rinascimentale in tutto il continente.
La
guerra dei Cent’anni tra Francia ed Inghilterra favorisce indirettamente il consolidamento politico ed economico del ducato di Borgogna; sotto la guida di Filippo Il Buono e di Carlo il Temerario le regioni che oggi corrispondono alla Francia centro- meridionale, al Belgio e all’Olanda conoscono una grande fioritura artistica che trova nelle
Nacque a Cremona nel 1567.
Fu la figura più importante della transizione dal
Rinascimento al
Barocco e la sua produzione musicale determinò l’evoluzione della storia dell’
opera.
Studiò con il celebre teorico-musicale Marco Antonio Ingegneri.
Già a quindici anni compose il primo lavoro:
mottetti in tre parti.
Nel 1605 a 28 anni aveva già pubblicato cinque degli otto libri di
madrigali che tanto contribuirono alla definizione della sua fama.
Alla trama dei primi due libri si contrappone l’approccio più dissonante, spigoloso e irregolare del terzo e del quarto, che risentono dell’influenza di Luca Marenzio e
Nella musica strumentale nacquero modelli come l’”allegro – adagio – allegro” tipico delle ouvertures di opere come quelle di
Scarlatti nel
concerto grosso: la stessa struttura del ritornello, con i passaggi vocali interrotti da frasi puramente strumentali, fu adottata in opere strumentali.
Un’altra caratteristica di questo periodo fu quella dello
stile concertato in cui
strumenti solisti o gruppi contrastavano con l’orchestra: questo stile venne usato per molti stili musicali, compreso quello sacro.
Un merito dell’epoca barocca fu il maggior studio delle
capacità espressive degli strumenti, che così non risultarono
Tra il XVII ed il XVIII secolo l’Italia fu il centro dello sviluppo musicale, nonostante l’emergere, nel primo Rinascimento, di autori come Dunstable e Josquin Desprès: in particolare fu Desprès a fare da legame tra il primo ed il tardo Rinascimento, ed il suo contributo fu fruttuoso sopratutto nel tardo Rinascimento, con i maestri Giovanni Pierluigi da Palestrina, di Lasso, da Victoria e William Byrd.
La polifonia diede luogo alla messa polifonica, forma musicale di ampio respiro.
I compositori svilupparono la messa musicando i brani dell’
Ordinarium, portando così