<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Musica Colta &#187; polifonia</title>
	<atom:link href="http://www.musicacolta.eu/tag/polifonia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.musicacolta.eu</link>
	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 12:51:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>L&#8217;Ars Nova ed il Trecento</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/06/24/ars-nova-2/</link>
		<comments>http://www.musicacolta.eu/2009/06/24/ars-nova-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 14:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[ars nova]]></category>
		<category><![CDATA[ballata]]></category>
		<category><![CDATA[madrigale]]></category>
		<category><![CDATA[mottetto]]></category>
		<category><![CDATA[de-machaut]]></category>
		<category><![CDATA[polifonia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicacolta.eu/?p=3569</guid>
		<description><![CDATA[In musica il Trecento è il secolo dell&#8217;Ars Nova. Per Ars Nova si intende letteralmente una tecnica (ars) nuova (nova) che si contrappone a quella antica (antiqua) dei secoli precedenti. Grande importanza ebbero a questo riguardo i trattati &#8220;Ars novae musicae&#8221; dei parigini Johannes de Muris (1290), matematico e astronomo oltre che teorico musicale, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/06/Simone-Martini-Assisi-San-Francesco.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8224" title="Simone Martini Assisi San Francesco" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/06/Simone-Martini-Assisi-San-Francesco-274x300.jpg" alt="" width="274" height="300" /></a>In musica il Trecento è il secolo dell&#8217;Ars Nova.</p>
<p>Per Ars Nova si intende letteralmente una tecnica (ars) nuova (nova) che si contrappone a quella antica (antiqua) dei secoli precedenti.</p>
<p>Grande importanza ebbero a questo riguardo i trattati &#8220;Ars novae musicae&#8221; dei parigini Johannes de Muris (1290), matematico e astronomo oltre che teorico musicale, e Philippe de Vitry (1291-1361), che tra l’altro fu poeta, matematico, vescovo e amico di Francesco Petrarca.</p>
<p>La novità della musica riguardava soprattutto la notazione e il netto prevalere delle composizioni profane rispetto a quelle sacre, fatto che riflette la crisi politico-religiosa che provocò il trasferimento del papa da Roma ad Avignone.</p>
<p>La forma più importante fu il mottetto, spesso con funzioni celebrative di personaggi autorevoli.</p>
<p>Il più importante compositore fu Guillaume de Machaut che lasciò numerosi mottetti di argomento amoroso-cortese ed encomiastico-politico, danze, ballate e la prima messa polifonica: la <strong>Messa di Notre-Dame</strong> (1360).</p>
<p>Da Parigi l’Ars Nova approdò in Italia, nell’ambiente culturale del <strong>Dolce Stil Novo</strong> e di Giotto, e vi portò lo sviluppo della polifonia.</p>
<p>La &#8220;poesia per musica&#8221; rappresentò un nuovo importante genere della poesia volgare del Trecento, e comprendeva madrigali, cacce e ballate, appositamente scritte per essere musicate.</p>
<p>Nella fase iniziale l&#8217;Ars Nova italiana si sviluppò soprattutto nel nord presso le corti degli Scaligeri e dei Visconti (Jacopo da Bologna e Giovanni da Firenze).</p>
<p>Successivamente si spostò nella città di Firenze, doveoperarono vari musicisti su tutti spicca l’organista fiorentino Francesco <strong>Landino </strong>(Fiesole 1325/ Firenze 1397).</p>
<p>Questi, pittore per vocazione, in seguito alla cecità divenne musicista e poeta.</p>
<p>Secondo i contemporanei “trapassò tutti gli organisti di cui si ha memoria” e compose madrigali, ballate e canzoni, suonò vari strumenti e ne inventò alcuni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicacolta.eu/2009/06/24/ars-nova-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Breve biografia di Josquin Desprès &#8211; (Beaurevoir, Piccardia 1440 ca.- Condé 1521)</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/04/07/breve-biografia-di-josquin-despres-beaurevoir-piccardia-1440-ca-conde-1521/</link>
		<comments>http://www.musicacolta.eu/2009/04/07/breve-biografia-di-josquin-despres-beaurevoir-piccardia-1440-ca-conde-1521/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 13:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
		<category><![CDATA[cantori]]></category>
		<category><![CDATA[compositori]]></category>
		<category><![CDATA[canto]]></category>
		<category><![CDATA[deprez]]></category>
		<category><![CDATA[polifonia]]></category>
		<category><![CDATA[quattrocento]]></category>
		<category><![CDATA[scuola-fiamminga]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicacolta.eu/?p=1656</guid>
		<description><![CDATA[Josquin Desprès è considerato il più grande tra i compositori fiamminghi ma, nonostante l&#8217;indiscutibile fama, rimase sconosciuto fino all&#8217;Ottocento. Il Desprès, detto anche Deprès, Depret, Desprez, Deprez, Des Près o anche solo Josquin, studiò a Parigi probabilmente con Johannes Ockeghem, ma per circa 40 anni visse e operò in Italia, dapprima come cantore del Duomo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/deprez0.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1657" title="deprez0" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/deprez0.jpg" alt="deprez0" width="200" height="194" /></a></p>
<p>Josquin Desprès è considerato il più grande tra i compositori fiamminghi ma, nonostante l&#8217;indiscutibile fama, rimase sconosciuto fino all&#8217;Ottocento.</p>
<p>Il Desprès, detto anche Deprès, Depret, Desprez, Deprez, Des Près o anche solo Josquin, studiò a Parigi probabilmente con Johannes Ockeghem, ma per circa 40 anni visse e operò in Italia, dapprima come cantore del Duomo di Milano e poi come compositore presso gli Sforza, al servizio sia del duca Galeazzo Maria Sforza sia del cardinale Ascanio Sforza; quest&#8217;ultimo firmandosi con il nome di Jasquin d&#8217;Ascanio.</p>
<p>Grazie all&#8217;invenzione della<strong> stampa musicale</strong> e alle stamperie di Ottaviano Petru (1466-1539) la sua musica ebbe un&#8217;enorme divulgazione e le opere a noi pervenute sono moltissime, tra <strong>Messe</strong>, <strong>Mottetti</strong>, <strong>Chanson</strong>,  <strong>Frottole</strong>. A Josquin Desprès va il merito di essere  riuscito a fondere i complessi intrecci della <strong>polifonia fiamminga</strong> con la <strong>lineare cantabilità della melodia italiana.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicacolta.eu/2009/04/07/breve-biografia-di-josquin-despres-beaurevoir-piccardia-1440-ca-conde-1521/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Josquin De Prez</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/04/07/josquin-de-prez/</link>
		<comments>http://www.musicacolta.eu/2009/04/07/josquin-de-prez/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 13:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
		<category><![CDATA[compositori]]></category>
		<category><![CDATA[messa]]></category>
		<category><![CDATA[mottetto]]></category>
		<category><![CDATA[chanson]]></category>
		<category><![CDATA[contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[deprez]]></category>
		<category><![CDATA[frottola]]></category>
		<category><![CDATA[polifonia]]></category>
		<category><![CDATA[quattrocento]]></category>
		<category><![CDATA[scuola-fiamminga]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicacolta.eu/?p=1652</guid>
		<description><![CDATA[Josquin de Prez è uno dei più grandi esponenti della scuola franco fiamminga, assieme con Heinrich Isaac, Jacob Obrecht e Pierre de La Rue. Nacque intorno l&#8217;anno 1450 in Piccardia. Si hanno le prime tracce delle sua esperienza musicale nella cappella pontificia di Roma tra il 1486 e il 1499. Dopo alcuni anni in Francia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/josquin_157_225.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1653" title="josquin_157_225" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/josquin_157_225.jpg" alt="josquin_157_225" width="157" height="225" /></a></p>
<p>Josquin de Prez è uno dei più grandi esponenti della scuola franco fiamminga, assieme con Heinrich Isaac, Jacob Obrecht e Pierre de La Rue.</p>
<p>Nacque intorno l&#8217;anno 1450 in Piccardia.</p>
<p>Si hanno le prime tracce delle sua esperienza musicale nella cappella pontificia di Roma tra il 1486 e il 1499.</p>
<p>Dopo alcuni anni in Francia, si trasferì per un certo periodo in Italia, a Ferrara, per servire Ercole I d&#8217;Este.</p>
<p>Per lui scriverà la messa Hercules dux Ferrarie il cui tenor è tratto dalle vocali del nome del committente (è formato cioè dalle note il cui nome contiene tali vocali, tenendo presente che all&#8217;epoca la nota do si chiamava ancora ut).</p>
<p>Scrisse oltre 20 <strong>messe</strong>, composte secondo varie tecniche (come la messa su <strong>cantus-firmus</strong>, la <strong>messa parafrasi</strong>, la <strong>messa parodia</strong>) e basate anche su musiche <strong>profane </strong>come la celebre melodia <strong>L&#8217;homme armé</strong>, un centinaio di <strong>mottetti</strong>, oltre 50 opere <strong>vocali profane</strong> (<strong>chansons </strong>e <strong>frottole</strong>) in francese e italiano.</p>
<p><strong>Desprez </strong>(o <strong>Des Pres</strong>)  fu punto di riferimento per tutti i contemporanei e oltre, fino ad essere elogiato anche da <strong>Lutero</strong>, <strong>Palestrina </strong>e<strong> Orlando di Lasso</strong>.</p>
<p>La fama di Josquin fu tale che in molti vollero pubblicare musiche firmate col suo nome per favorirne il successo. Va quindi considerato che una composizione a lui attribuita da una fonte del XVI secolo può non essere sua.</p>
<p>Tra le sue messe, oltre alla <strong>Hercules dux Ferrarie</strong> e alle due messe <strong>L&#8217;homme armé</strong>, ricordiamo la <strong>Missa de beata Virgine e la Missa Pange Lingua</strong>, che è probabilmente l&#8217;ultima da lui scritta.</p>
<p>Anche i contemporanei Antoine Brumel e Isaac scrissero Missae de beata Virgine.</p>
<p>Tra i suoi mottetti, il <strong>mottetto per il periodo natalizio Praeter rerum seriem</strong> a sei voci, il <strong>Miserere </strong>a cinque voci, <strong>Ave Maria</strong>, <strong>Virgo serena</strong> a quattro voci e <strong>Tu solus qui facis mirabilia</strong> a quattro voci.</p>
<p>Come il contemporaneo Pierre de La Rue e altri musicisti fiamminghi, ad esempio Johannes Ockeghem, Josquin utilizzò abbastanza spesso la scrittura in <strong>canone</strong>.</p>
<p>Per la chiarezza espressiva e per l&#8217;<strong>equilibrio presente fra il testo e la musica</strong>, peraltro sostenuta da felice invenzione melodica e ampia conoscenza del contrappunto, egli può essere considerato come il più rappresentativo musicista del <strong>Rinascimento</strong>.</p>
<p>Morì a Condrè-sur-l&#8217;Escaut nel 1521.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicacolta.eu/2009/04/07/josquin-de-prez/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Musica e strumenti dell&#8217;antico Egitto</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/03/16/musica-e-strumenti-dellantico-egitto/</link>
		<comments>http://www.musicacolta.eu/2009/03/16/musica-e-strumenti-dellantico-egitto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 20:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
				<category><![CDATA[cantori]]></category>
		<category><![CDATA[origini]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[antico-egitto]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[canto]]></category>
		<category><![CDATA[flauto]]></category>
		<category><![CDATA[liuto]]></category>
		<category><![CDATA[notazione]]></category>
		<category><![CDATA[polifonia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicacolta.eu/?p=982</guid>
		<description><![CDATA[Dalle fonti a noi note, possiamo dedurre che la musica nell&#8217;antico Egitto accompagnava feste e banchetti, oltre alle cerimonie religiose. Aveva un ruolo importante nei rituali del tempio, ove era eseguita da sacerdoti-cantori o, nel Nuovo Regno, da donne-musiciste, spesso appartenenti a famiglie nobili. Nel tempio erano presenti anche danzatori e danzatrici addetti al culto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/neferta2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-985" title="neferta2" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/neferta2-143x300.jpg" alt="neferta2" width="143" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Dalle fonti a noi note, possiamo dedurre che la musica nell&#8217;antico Egitto accompagnava feste e banchetti, oltre alle cerimonie religiose. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Aveva un ruolo importante nei rituali del tempio, ove era eseguita da<strong> sacerdoti-cantori</strong> o, nel Nuovo Regno, da <strong>donne-musiciste</strong>, spesso appartenenti a famiglie nobili.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Nel tempio erano presenti anche danzatori e danzatrici addetti al culto, molto spesso di provenienza straniera.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Durante i funerali erano eseguiti dei <strong>lamenti </strong>funebri con danzatori e suonatori.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Al di fuori dell&#8217;ambito strettamente rituale sono rimasti canti di lavoro (Per la mietitura, per la trebbiatura, per la pigiatura dell&#8217;uva), canti d&#8217;amore e esecuzioni musicali, sia vocali che strumentali, durante le feste.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Un&#8217;intensa attività musicale era svolta alla corte del faraone, dove cantanti e strumentisti avevano una posizione di prestigio. Sono arrivati a noi i nomi di diversi musicisti: cantori, strumentisti, direttori dei cantori del faraone.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Ad esempio, la cantante <strong>Iti</strong>, epoca V dinastia, è raffigurata con l´arpista <strong>Hekenu </strong>in un rilievo della necropoli a Saqqãra. Sulle sculture e sulle pitture murali la musica è, per lo più, collegata con quelle scene in cui gli artisti rievocavano la vita dei grandi personaggi per mostrare e sottolineare le gioie dell&#8217;aldilà.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Fin dalle più lontane dinastie gli Egiziani coltivarono la musica collegando gli strumenti alle loro divinità e alle manifestazioni religiose. La musica sacra era regolata dai sacerdoti, i quali si opposero sempre a ogni tentativo di modificare i riti e i canti ad essa relativi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Questi erano di loro esclusiva pertinenza; solo dal sedicesimo secolo a.C. alle donne, purchè di famiglia sacerdotale, fu permessa la pratica di questi cerimoniali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
All´inizio del terzo millennio a.C., la musica egiziana aveva già avuto un notevole sviluppo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
A seguito delle varie<strong> campagne militari</strong> susseguitesi nel tempo, la cultura musicale egizia subì progressivamente delle <strong>contaminazioni </strong>da parte dei popoli sottomessi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
In realtà, della musica egiziana conosciamo ben poco, perchè probabilmente <strong>non esisteva una notazione</strong> in quanto, come in altre civiltà antiche, <strong>la musica era di tradizione orale</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Si è cercato di fare delle ipotesi sui sistemi musicali egiziani dal momento che non abbiamo alcun frammento di notazione scritta. Sachs, così come aveva ipotizzato per gli <strong>arpisti mesopotamici</strong>, studiò la posizione delle dita sulle corde delle arpe egiziane e ne dedusse un´accordatura <strong>pentafonica</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Tale interpretazione rimane dubbia, come anche le ipotesi sull´esistenza di una notazione musicale, dell´armonia e della polifonia. Eppure la musica era presente in tutte le manifestazioni civili e religiose, nelle battute di caccia, nelle feste e nei banchetti. Nelle grandi cerimonie, vista la prevalenza di strumenti a percussione, o comunque rumorosi quali tamburi, crotali, sistri, la musica doveva essere fortemente ritmata e chiassosa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
La musica in privato, doveva invece essere molto dolce per le caratteristiche degli strumenti utilizzati: l&#8217;<strong>arpa</strong>, il <strong>liuto</strong>, il <strong>flauto</strong>. Sembra che fosse la voce ad accompagnare gli strumenti e che particolarmente apprezzate fossero le <strong>cantatrici siriane</strong>.<br />
L&#8217;orchestra era molto semplice ed era composta da due arpe e due flauti.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicacolta.eu/2009/03/16/musica-e-strumenti-dellantico-egitto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La scuola musicale fiamminga</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/03/05/la-scuola-musicale-fiamminga/</link>
		<comments>http://www.musicacolta.eu/2009/03/05/la-scuola-musicale-fiamminga/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 09:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
				<category><![CDATA[cantori]]></category>
		<category><![CDATA[rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[canto]]></category>
		<category><![CDATA[canto-gregoriano]]></category>
		<category><![CDATA[polifonia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicacolta.eu/?p=350</guid>
		<description><![CDATA[Con l&#8217;espressione scuola fiamminga si indica la civiltà musicale che, nata nel ducato di Borgogna agli inizi del XV secolo, domina il Quattrocento europeo ed esercita un&#8217;influenza decisiva sulla formazione lo sviluppo della musica rinascimentale in tutto il continente. La guerra dei Cent&#8217;anni tra Francia ed Inghilterra favorisce indirettamente il consolidamento politico ed economico del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/fiamminghi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4373" title="fiamminghi" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/fiamminghi.jpg" alt="fiamminghi" width="250" height="223" /></a></p>
<p>Con l&#8217;espressione scuola fiamminga si indica la civiltà musicale che, nata nel ducato di Borgogna agli inizi del XV secolo, domina il Quattrocento europeo ed esercita un&#8217;influenza decisiva sulla formazione lo sviluppo della musica rinascimentale in tutto il continente.</p>
<p>La <strong>guerra dei Cent&#8217;ann</strong>i tra Francia ed Inghilterra favorisce indirettamente il consolidamento politico ed economico del ducato di Borgogna; sotto la guida di Filippo Il Buono e di Carlo il Temerario le regioni che oggi corrispondono alla Francia centro- meridionale, al Belgio e all&#8217;Olanda conoscono una grande fioritura artistica che trova nelle arti figurative e nella musica il veicolo privilegiato di espressione.</p>
<p>Le successive vicende politiche non attenuano per più di un secolo la vivacità creativa dei maestri oltremontani; in particolare le province dei Paesi Bassi sono il fulcro della produzione <strong>polifonica </strong>europea.</p>
<p>Sia nei <strong>contesti laici delle corti</strong> che in quelli <strong>religiosi delle cattedrali</strong> e delle collegiate la vita musicale appare vivace e intensa.</p>
<p>La formazione scolastica è molto rigorosa: l&#8217;istruzione avviene presso centri ecclesiastici che garantiscono, a spese del capitolo, lo studio del <strong>latino</strong>, del <strong>canto gregoriano</strong>, della <strong>polifonia </strong>sia <strong>sacra </strong>che <strong>profana </strong>e della composizione.</p>
<p>I <strong>pueri cantores</strong> sono di norma seguiti dagli otto anni di età fino alla muta della voce; l&#8217;educazione prosegue spesso con lo studio universitario di discipline umanistiche.</p>
<p>A questo punto i musicisti sono pronti per l&#8217;esercizio della professione: <strong>cantori</strong>, <strong>compositori</strong>, <strong>maestri di cappella</strong> fiamminghi &#8220;invadono&#8221; l&#8217;Europa diffondendo ovunque le prassi esecutive e gli stili compositivi oltremontani.</p>
<p>Un numero davvero ampio di musicisti fiamminghi opera nel XV e XVI secolo in Italia, Spagna e nelle regioni austro-tedesche dell&#8217;impero.</p>
<p>L&#8217;esempio dei duchi di Borgogna che inaugurano la grande stagione del <strong>mecenatismo </strong>rinascimentale favorendo e proteggendo lo sviluppo delle arti, è presto seguito dalla nobiltà e dall&#8217;alto clero di tutto il continente.</p>
<p>La musica, emancipata dai rigidi vincoli medievali di carattere teologico e liturgico, deve comunque confrontarsi con le esigenze di una nuova committenza che esige opere funzionali ai propri desideri di consumo culturale e di esibizione di potere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicacolta.eu/2009/03/05/la-scuola-musicale-fiamminga/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

