13 settembre, 2009
Autore: MC
Nel primo movimento (Allegro maestoso, in 4/4) Mozart amplia l’orizzonte espressivo del concerto per pianoforte coinvolgendo lo strumento solista in una orchestra di grande ambizione e facendo interagire gli episodi melodici con la struttura armonica dell’opera.
1. Allegro maestoso
2. Andante
3. Allegro vivace assai
12 settembre, 2009
Autore: MC
È uno dei concerti pianistici più eseguiti in tutto il mondo, celebre per la sua grandezza monumentale.
Fu composto tra il novembre 1874 ed il febbraio 1875, e fu eseguito per la prima volta a Boston nello stesso anno.
Il concerto è articolato in tre movimenti:
I movimento: Allegro non troppo e molto maestoso – Allegro con spirito
All’orchestra è affidato l’attacco del tema principale, di grande solennità; il pianoforte accompagna con poderosi ed ampi accordi, come se fosse uno scampanio: una forma decisamente insolita. Successivamente lo strumento solista assurge a protagonista
Vi proponiamo una originalissima versione delle “Quattro stagioni di Vivaldi” ed in particolare un estratto dal concerto di Medici.tv in cui possiamo ascoltare l’esecuzione della “Primavera”.
Si potrebbe pensare che il numero di pianoforti è corrispondente al numero di stagioni, e forse è proprio così.
L’adattamento è fatto in modo da spostare continuamente il tema tra i quattro pianisti, ed è come vedere lo stesso panorama con colori che cambiano continuamente ma impercettibilmente.
Tra gli esecutori in evidenza la splendida
Yuja Wang.
Yuja Wang, piano
Emanuel Ax, piano
Nelson Goerner, piano
Julien
La Sonata in do diesis minore op.27 n.2 è nota al grande pubblico con il titolo Al chiaro di Luna.
Con molta probabilità questa definizione venne coniata dal poeta Ludwig Rallstab, amico di Beethoven e futuro autore delle parole di molti Lieder di Franz Schubert: a suo avviso, il primo tempo della sonata evoca infatti una passeggiata al chiaro di luna, sul lago dei Quattro Cantoni.
Tanto interesse per questa sonata lasciò sorpreso Beethoven, che avrebbe dichiarato al suo allievo Carl Czerny: “Non si parla altro che della sonata in do diesis