<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Musica Colta &#187; pianoforte</title>
	<atom:link href="http://www.musicacolta.eu/tag/pianoforte/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.musicacolta.eu</link>
	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 12:51:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Preludio in Re bemolle maggiore op. 28 n.15 &#8211; La Goccia</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2010/06/28/preludio-in-re-bemolle-maggiore-op-28-n-15-la-goccia/</link>
		<comments>http://www.musicacolta.eu/2010/06/28/preludio-in-re-bemolle-maggiore-op-28-n-15-la-goccia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 09:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[preludio]]></category>
		<category><![CDATA[chopin]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicacolta.eu/?p=7157</guid>
		<description><![CDATA[Il Preludio della Goccia &#8211; Raindrop Prelude Il Preludio op.28 n.15, meglio noto come il &#8220;Preludio della Goccia di Pioggia&#8221; appartiene a quel gruppo di preludi che, per il clima sognante e raccolto che li contraddistingue, vengono accostati ai notturni. Questo preludio è costruito in forma di Lied, con una melodia cantabile all&#8217;inizio e alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Il Preludio della Goccia &#8211; Raindrop Prelude</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/06/raindrops.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7260" style="margin: 2px;" title="raindrops" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/06/raindrops-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il Preludio op.28 n.15, meglio noto come il &#8220;Preludio della Goccia di Pioggia&#8221; appartiene a quel gruppo di preludi che, per il clima sognante e raccolto che li contraddistingue, vengono accostati ai notturni.</p>
<p>Questo preludio è costruito in forma di Lied, con una melodia cantabile all&#8217;inizio e alla fine, interrotta da un episodio centrale emotivamente contrastante. La soavità del canto iniziale, così terso e dolcemente malinconico, viene contrapposta al dolore sordo e costante della parte centrale, dove la nota ribattuta, che compariva anche nella prima idea tematica, si trasforma da gaio rintocco in ossessivo tormento. I contrasti sono anche dinamici, tanto che all&#8217;iniziale prevalenza del piano seguono poi anche dei fortissimo. Questo vale anche in ambito tonale ovvero nel passaggio dal modo maggiore al modo minore. La ricomparsa accorciata del primo episodio con una breve coda suggella questo capolavoro pianistico.</p>
<p>Schumann seppe cogliere al meglio, la natura più intima di queste opere: &#8220;Ho designato i preludi come strani. Confesso che li immaginavo ben diversi e condotti come i suoi studi, cioè più grandiosamente. E&#8217; invece il contrario: sono schizzi, principi di studi, se si vuole, rovine, penne d&#8217;aquila,tutto disposto selvaggiamente e alla rinfusa. Ma in ciascuno dei pezzi sta scritto con delicata miniatura perlacea: &#8220;Lo scrisse F. Chopin&#8221;; lo si riconosce dalle pause e dal respiro impetuoso. Egli è e rimane il genio poetico più ardito e più fiero del tempo. Il fascicolo contiene pure qualcosa di ammalato, di febbrile e di repulsivo; cerchi ciascuno ciò che lo può allietare e soltanto il filisteo rimanga lontano&#8221;.</p>
<p>Vi proponiamo l&#8217;esecuzione della pianista <strong>Valentina Igoshina.</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6gV9gUeFHIw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/6gV9gUeFHIw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicacolta.eu/2010/06/28/preludio-in-re-bemolle-maggiore-op-28-n-15-la-goccia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Schubert &#8211; Sonatina per violino e pianoforte in la minore D.385</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2010/03/17/schubert-sonatina-per-violino-e-pianoforte-in-la-minore-d-385/</link>
		<comments>http://www.musicacolta.eu/2010/03/17/schubert-sonatina-per-violino-e-pianoforte-in-la-minore-d-385/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 15:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[sonatina]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>
		<category><![CDATA[schubert]]></category>
		<category><![CDATA[violino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicacolta.eu/?p=6381</guid>
		<description><![CDATA[Uno Schubert in stile Classico quasi mozartiano. Questa composizione, come altre analoghe, risale al 1816, anno in cui Schubert, aspirando a diventare direttore della Scuola di Musica, lasciò definitivamente l&#8217;insegnamento.Nonostante le molte raccomandazioni, quel posto fu poi occupato da un altro candidato. La Sonatina per violino e pianoforte ha tutte le caratteristiche di un pezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Uno Schubert in stile Classico quasi mozartiano.</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/fschubert.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6402" style="margin: 5px;" title="fschubert" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/fschubert.jpg" alt="fschubert" width="200" height="269" /></a></p>
<p>Questa composizione, come altre analoghe, risale al 1816, anno in cui Schubert, aspirando a diventare direttore della Scuola di Musica, lasciò definitivamente l&#8217;insegnamento.Nonostante le molte raccomandazioni, quel posto fu poi occupato da un altro candidato.</p>
<p>La Sonatina per violino e pianoforte ha tutte le caratteristiche di un pezzo composto occasionalmente e sembra appartenere per stile e forma al secolo precedente, quasi fosse una composizione mozartiana o addirittura premozartiana.</p>
<p>I due strumenti dialogano in perfetta armonia.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XD4CndtDLxo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/XD4CndtDLxo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il primo tempo, Allegro Moderato, si apre con il pianoforte solo che esegue il primo tema. Gli fa eco subito dopo il violino, con un inciso analogo nella figurazione ritmica ma non nell&#8217;andamento melodico. Il violino esegue passaggi caratterizzati da suoni molto distanti e l&#8217;intensità che prima era piano, si tramuta in questa zona in un forte energico e risoluto. Il pianoforte, con un motivo questa volta nel modo maggiore, ristabilisce di nuovo la pace. Si tratta di una melodia facile e lineare, in cui la simultaneità del ritmo binario della parte cantabile e del ritmo ternario dell&#8217;accompagnamento crea un gradevole effetto di slittamento continuo. Questa volta il violino ripete fedelmente la melodia. Dopo un passaggio concitato, giungiamo alla conclusione della prima parte del movimento, ripetuto solitamente due volte. La seconda parte inizia con un disegno cromatico eseguito simultaneamente dai due strumenti, che seguono però direzioni opposte. Poche battute di collegamento per tornare nuovamente al primo motivo, cui fanno seguito, in una nuova tonalità, gli stessi incisi che hanno costituito la prima parte. Una piccola coda ci riporta infine nell&#8217;ambito tonale iniziale in cui il tempo si conclude.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/C3HXnkPb3lA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/C3HXnkPb3lA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;Andante è un gradevole esempio di secondo tempo della Sonata Classica. Il clima è sereno e contemplativo; una melodia cantabile e dolcemente intima viena eseguita, ora dall&#8217;uno ora dall&#8217;altro dei due strumenti, in un&#8217;armonia priva di qualsiasi antagonismo. Il violino e il pianoforte procedono fianco a fianco senza incertezze per tutto il brano.<br />
Un breve Minuetto, elegante e grazioso, ci distoglie da quelle immagini di serenità per riportarci nel clima più brioso in cui si inserisce l&#8217;Allegro finale. Il primo motivo è <em>cantato </em>dal violino, mentre il pianoforte accompagna con brevi arpeggi; il secondo motivo è invece eseguito dal pianoforte solo. Il violino tace, per riprender poi la parola nella ripetizione dell&#8217;inciso, in cui i due strumenti procedono all&#8217;unisono. Durante il corso del pezzo, caratterizzato dal guizzante accompagnamento in terzine, un altro motivo si alterna ai primi due. Una breve coda, costruita parafrasando il primo motivo, chiude la sonatina.<br />
L&#8217;analisi di pezzi come questo si rivela interessante per una migliore comprensione dell&#8217;opera di Schubert nel suo complesso. Figlio della tradizione, come il brano in esame testimonia senza dubbio, il compositore seguì poi il proprio genio, assoggettandovi le convenzioni. Ed è senz&#8217;altro più semplice comprendere in cosa consistono le novità e le arditezze stilistiche del nostro autore accostandoci a composizioni, diciamo pure, accademiche, come questa.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/557Tc-rEiWE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/557Tc-rEiWE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicacolta.eu/2010/03/17/schubert-sonatina-per-violino-e-pianoforte-in-la-minore-d-385/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Beethoven &#8211; Sonata n.23 in Fa minore op.57  &#8211; Appassionata</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2010/01/31/beethoven-sonata-n-23-in-fa-minore-op-57-appassionata/</link>
		<comments>http://www.musicacolta.eu/2010/01/31/beethoven-sonata-n-23-in-fa-minore-op-57-appassionata/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 20:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[sonata]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[beethoven]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicacolta.eu/?p=6099</guid>
		<description><![CDATA[Scritta tra il 1804 e i primi mesi del 1805 e dedicata al conte Franz von Brunswick, intimo amico dell&#8217;autore. Il titolo, &#8220;Appassionata&#8221;,&#8217; appare soltanto in un&#8217;edizione del 1838 e probabilmente Beethoven non ne fu mai a conoscenza. Esiste un legame tra l&#8217;opera ed una passione amorosa del compositore che notoriamente soffriva spesso di pene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/01/Lisitsa_Valentina_21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6148" style="margin: 5px;" title="Lisitsa_Valentina_2" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/01/Lisitsa_Valentina_21-200x300.jpg" alt="Lisitsa_Valentina_2" width="200" height="300" /></a></p>
<p>Scritta tra il 1804 e i primi mesi del 1805 e dedicata al conte Franz von Brunswick, intimo amico dell&#8217;autore. Il titolo, &#8220;Appassionata&#8221;,&#8217; appare soltanto in un&#8217;edizione del 1838 e probabilmente Beethoven non ne fu mai a conoscenza. Esiste un legame tra l&#8217;opera ed una passione amorosa del compositore che notoriamente soffriva spesso di pene d&#8217;Amore.</p>
<p>In quegli anni il maestro impartiva lezioni di pianoforte alle due sorelle Brunswick, le già nominate Therese e Josephine; secondo i biografi più attendibili pare che quest&#8217;ultima fosse l&#8217;amata e non, come si credette in precedenza, la sorella. Quando conobbe Beethoven, Josephine era promessa sposa al cinquantenne conte Joseph Deym; il matrimonio fu infelice ed essa si trovò nel 1804 improvvisamente vedova con quattro figli e in condizioni economiche precarie.</p>
<p>Beethoven, dopo la cocente delusione procuratagli dall&#8217;abbandono di Giulietta Guicciardini, si rivolse a lei proprio in quegli anni, accarezzando progetti matrimoniali. La diffidenza della famiglia Brunswick, determinata probabilmente da pregiudizi di casta, oltre che da considerazioni sullo stato economico e di salute del compositore, impedirono la celebrazione delle nozze; Josephine andò all&#8217;altare una seconda volta con il barone Cristoph Staekelberg, contraendo un matrimonio ancor più sfortunato del primo.</p>
<p>I rapporti tra Josephine e Beethoven comunque non si interruppero, anzi, come abbiamo detto, pare che le famose lettere all&#8217;immortale amata, collocabili all&#8217;incirca nel luglio del 1812, siano con buona probabilità dedicate a lei. Alcuni studiosi affermano che Beethoven sia addirittura il padre dell&#8217;ultima figlia di Josephine, nata nel 1813.</p>
<h3>Primo Movimento &#8211; Allegro Assai</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/EEptNFzLpjk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/EEptNFzLpjk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il carattere drammatico e carico di passione lo si avverte sin dalle prime battute, quando il tema viene scandito all&#8217;unisono dalle due mani senza alcun accompagnamento. L&#8217;atmosfera diventa rarefatta e fremente, la melodia sale, per poi precipitare di schianto e dare subito spazio e una ripresa frenetica del tema A, questa volta arricchito da armonie dense e vibranti. La seconda idea si presenta come un&#8217;isola di quiete nel turbine dei sentimenti agitati dalla prima idea e come un  polo che potremmo definire simmetrico, perchè questo Allegro Assai non consta di due soli nuclei tematici, ma almeno di tre, se non di cinque come altri hanno voluto vedere. La dialettica agitata in cui si muovono i tre elementi è l&#8217;anima di questo primo tempo, dove assistiamo a una vera e propria evoluzione tragica della materia musicale. L&#8217;antitesi tra due temi contrapposti, lo sviluppo e la ripresa intesi come momenti esclusivamente formali qui si fondono e si concretizzano in un  unico poema lirico che si esprime in tutte le sue sfaccettature, in un divenire grandioso.</p>
<h3>Secondo Movimento &#8211; Andante con Moto</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XnUFainkuEY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/XnUFainkuEY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il secondo tempo, Andante con Moto, è costruito sopra una semplice melodia ed è in forma di temi e variazioni. In un panorama totalmente trasfigurato, Beethoven ci conduce lungo una strada piana e priva di insidie; la prima variazione è caratterizzata dal ritmo sincopato; la seconda da un  fluido movimento della mano destra; la terza acquista ancora maggior ampiezza estendendosi sempre più verso l&#8217;acuto.</p>
<h3>Terzo Movimento &#8211; Allegro, ma non troppo e Presto</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xz7usUEPWsc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/xz7usUEPWsc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il ritorno del tema funge da collegamento con l&#8217;Allegro ma non troppo, terzo e ultimo tempo che inizia subito senza interruzione. Un accordo dissonante, ribadito con ritmo martellante, dà l&#8217;avvio a uno dei pezzi beethoveniani più irruenti e ricchi di sentimento, in cui turbinano temi ora disperati, ora di ribellione, con energia inesauribile. Tutto è animato da una vitalità incessante che travolge l&#8217;ascoltatore e lo rende protagonista di questo dramma universale. Lo scorrere agitato di questo finale sfocia in un Presto perentorio come una fanfara militare. Dopo le prime battute, in cui le due mani eseguono accordi simultaneamente, la mano destra si libera in rapidissimi passaggi sotto cui la mano sinistra ribadisce ancora una volta la drammaticità del momento con accordi arpeggiati e tenuti. In una progressiva ascesa verso l&#8217;acuto si giunge all&#8217;apice della tensione da cui prenderà energia la grande discesa finale suggellata dai tre secchi accordi conclusivi.</p>
<p>Sicuramente questa è una delle sonate più conosciute e piu amate di Beethoven, e molte sono state le interpretazionie e  le analogie letterarie scaturite da essa, dalla prima, e contestata, secondo cui Beethoven stesso disse a Schindler di essersi ispirato alla Tempesta di Shakespeare, ad altre,come quella dello Schering, che la vogliono invece associata alla tragedia di Macbeth.</p>
<p>Grande estimatore e amante della musica di Beethoven fu anche Lenin, tanto che nel Museo Lenin di Mosca è conservato il disco personale dello statista su cui è incisa l&#8217;Appassionata. A ricordo del fatto che questa era la sonata beethoveniana da lui prediletta, essa viene spesso trasmessa nelle sale del museo.</p>
<p><em>Al pianoforte </em><strong>Valentina Lisitsa</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicacolta.eu/2010/01/31/beethoven-sonata-n-23-in-fa-minore-op-57-appassionata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Beethoven &#8211; Sonata n.8 in Do minore op. 13 &#8211; Patetica</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2010/01/24/beethoven-sonata-n-8-in-do-minore-op-13-patetica/</link>
		<comments>http://www.musicacolta.eu/2010/01/24/beethoven-sonata-n-8-in-do-minore-op-13-patetica/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 17:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[sonata]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[beethoven]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicacolta.eu/?p=6064</guid>
		<description><![CDATA[La Patetica Composta tra il 1798 e il 1799 e dedicata al suo caro amico principe Karl von Lichnowsky. In quegli anni il giovane compositore conduceva una piacevole vita mondana e le sue frequentazioni erano persone colte, ricche, in grado di apprezzare i piaceri della vita, l&#8217;Arte, la Musica. In questo momento ricco della sana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>La Patetica</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/01/patetica-sheet.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6084" style="margin: 5px;" title="patetica - sheet" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/01/patetica-sheet.jpg" alt="patetica - sheet" width="250" height="110" /></a></p>
<p>Composta tra il 1798 e il 1799 e dedicata al suo caro amico principe Karl von Lichnowsky. In quegli anni il giovane compositore conduceva una piacevole vita mondana e le sue frequentazioni erano persone colte, ricche, in grado di apprezzare i piaceri della vita, l&#8217;Arte, la Musica.</p>
<p>In questo momento ricco della sana esuberanza giovanile nacque la <strong>Patetica</strong>: il titolo fu coniato dall&#8217;editore e Beethoven accettò di buon grado tale scelta sin dalla prima edizione del 1799.</p>
<h3>Primo Movimento &#8211; Grave, Allegro di molto e con brio</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lq4G3KRAuXc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/lq4G3KRAuXc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;Inizio si sviluppa a partire da un movimento Grave caratterizzato da un motivo ascendente, continuamente interrotto, in cui il ritmo ansimante e carica di tensione questo tema, in continuo divenire ma perennemente ostacolato, fino a giungere alle estreme vette delle sonorità più acute, per precipitare poi con una violenta discesa liberatoria, sulla cui ultima nota si innesta il tema dell&#8217;&#8221;Allegro molto con brio&#8221;. Qui  le forze che agitavano l&#8217;introduzione sembrano trovare finalmente un varco e il tema riesce a estendersi verso l&#8217;acuto con toni drammatici e vigorosi.</p>
<p>In questo momento é la mano sinistra, assestata sui registri più gravi della tastiera, a ribadire con ossessione la tonica, a ottave spezzate, quasi fosse un rullo di tamburo che inciti la mano destra a lanciarsi verso sonorità più luminose. Il tema B non è così marcatamente diverso da A come vorrebbe la tradizione più classica. Anch&#8217;esso ha un andamento ascendente ma l&#8217;accompagnamento più sommesso e tranquillo lo rende meno ansioso di A, più sereno. La prima parte si chiude con un passaggio veloce di ampio respiro sopra il basso che scende con note tenute. Lo sviluppo è introdotto di nuovo dal Grave iniziale che ricompare sinistramente per ristabilire il clima drammatico e concitato dove il tema A riprenderà vita.</p>
<h3>Secondo Movimento &#8211; Adagio Cantabile</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/n2nG1bt7IBM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/n2nG1bt7IBM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;Adagio cantabile è una pagina di toccante lirismo in cui la melodia semplice e profonda coinvolge l&#8217;ascoltatore in un&#8217;atmosfera sognante. Il primo motivo ampio e cantabile viene eseguito dalla mano destra su un  quieto disegno della mano sinistra nella regione medio-grave, per poi ripetersi subito dopo, due ottave più in su, con un  effetto di apertura e trasposizione che trasmette un senso di tenerezza. Il secondo motivo, in minore, è più implorante, costruito sopra un basso inquieto di note ribattute. E&#8217; come un  funesto presagio che si dilegua presto per lasciar posto ancora una volta alla melodia iniziale, sentita quasi come un  rifugio ritrovato. Il movimento prosegue con variazioni, or dell&#8217;una or dell&#8217;altra idea tematica, sino alla coda, dove solo un frammento del primo tema viene dilatato e ripetuto per concludere con una frase carica di sentimento.</p>
<h3>Terzo Movimento &#8211; Rondò</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qRkr7WgQ_Y4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/qRkr7WgQ_Y4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il terzo tempo, Rondò,  inizia con una melodia decisa, in modo minore, che si muove agilmente sopra il delicato arpeggiare della mano sinistra. Dopo l&#8217;affermazione perentoria di questa idea, ecco spuntare un  nuovo inciso, questa volta in maggiore, quello che potremmo definire secondo tema, tanto sereno e pacifico quanto il primo appariva agitato. Un passaggio dialogato tra mano destra e sinistra, in cui lo stesso spunto che viene rimandato continuamente, serve da collegamento per introdurre di nuovo, dopo una discesa violenta, il tema iniziale, al quale si contrappongono, sino alla fine della sonata, spunti tematici sempre nuovi, che lasciano già trasparire  con chiarezza la fecondità e la grandezza compositiva di Beethoven e ci fanno intuire che l&#8217;orizzonte musicale di quel tempo si sarebbe sicuramente ampliato per opera di quest&#8217;uomo geniale.</p>
<p>Alcuni studiosi ritengono che il Rondò, terzo e ultimo movimento di quest&#8217;opera, sia stato concepito inizialmente per un&#8217;altra composizione strumentale, forse una sonata per pianoforte e violino o addirittura per un trio. Effettivamente non é difficile immaginare che la linea melodica tracciata dalla mano destra possa essere sostituita con un violino. Probabilmente queste considerazioni sono il frutto di un&#8217;apparente slegatura del finale, che a molti appare di levatura artistica inferiore ai tempi precedenti. Esiste comunque anche una corrente opposta che vede nel Rondò chiari legami tematici con il resto della sonata e che anzi vede nella dialettica di situazioni musicali, anche molto diverse, il senso di unità e completezza dell&#8217;opera stessa.</p>
<p>Al pianoforte <em>Freddy Kempf</em></p>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/01/kempf.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6116" title="kempf" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/01/kempf.jpg" alt="kempf" width="126" height="126" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicacolta.eu/2010/01/24/beethoven-sonata-n-8-in-do-minore-op-13-patetica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Beethoven &#8211; Sonata n.14 in Do# minore op. 27 n.2 &#8211; Chiaro di Luna</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2010/01/19/beethoven-sonata-n-14-in-do-minore-op-27-n-2-chiaro-di-luna/</link>
		<comments>http://www.musicacolta.eu/2010/01/19/beethoven-sonata-n-14-in-do-minore-op-27-n-2-chiaro-di-luna/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 08:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[sonata]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[beethoven]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicacolta.eu/?p=6066</guid>
		<description><![CDATA[Sonata al Chiaro di Luna Questa sonata, scritta nel 1800-1801, è legata alla donna che Beethoven amò profondamente in quegli anni e a cui dedicò la sua opera: Giulietta Guicciardi. La giovane conobbe il maestro a casa delle cugine Therese e Josephine von Brunswick, presso cui si recava per prendere lezioni di pianoforte; il fascino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Sonata al Chiaro di Luna</h2>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/01/beethoven-chiaro-di-luna-sheet.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6086" style="margin: 5px;" title="beethoven-chiaro-di-luna - sheet" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/01/beethoven-chiaro-di-luna-sheet.jpg" alt="beethoven-chiaro-di-luna - sheet" width="350" height="159" /></a></p>
<p>Questa sonata, scritta nel 1800-1801, è legata alla donna che Beethoven amò profondamente in quegli anni e a cui dedicò la sua opera: Giulietta Guicciardi.</p>
<p>La giovane conobbe il maestro a casa delle cugine Therese e Josephine von Brunswick, presso cui si recava per prendere lezioni di pianoforte; il fascino corrucciato e un pò spigoloso del musicista non mancò di accendere di passione tutte e tre la fanciulle. Giulietta, secondo quanto appare dalle testimonianze che la riguardano, era una ragazza frivola e capricciosa, che, nei due anni  di relazione con Beethoven, mantenne l&#8217;impegno di promessa sposa per un uomo di pari rango, il conte Gallemberg. Alla fine scelse il conte, lasciando Beethoven in uno sconforto così profondo da condurlo sull&#8217;orlo del suicidio.</p>
<p>La sonata &#8220;Chiaro di Luna&#8221; porta questo titolo non per volontà dell&#8217;autore. Inizialmente fu battezzata Lauben Sonata, ovvero &#8220;Sonata del Pergolato&#8221;, perchè la si voleva composta in tale ambientazione da un Beethoven profondamente innamorato; in seguito ebbe maggior fortuna l&#8217;intitolazione coniata da Ludwig Rellstab, che in piena atmosfera romantica paragonò le sensazioni provocatogli dall&#8217;andante a un chiaro di luna che si rispecchia in un lago alpino. Da allora quest&#8217; immagine rimase indissolubilmente legata alle note scritte da Beethoven.</p>
<h3>Primo Movimento &#8211; Adagio Sostenuto</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/O6txOvK-mAk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/O6txOvK-mAk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;autore la definì &#8220;sonata quasi una fantasia&#8221;; tra i diversi movimenti non vi è sosta e non si inizia con il consueto Allegro ma con il celeberrimo Adagio Sostenuto. Questa pagina, ben conosciuta, viene quasi sempre slegata dal resto della composizione. Effettivamente essa vive di vita propria ed è concepita quasi come un canto, in cui il doloroso lirismo nasce, cresce e si realizza in uno spazio libero, senza costrizioni formali. L&#8217;accompagnamento fluido, senza interruzione, crea un contrasto carico di emotività con il tema, che si muove lentamente, esitando, quasi fosse un singhiozzo soffocato. Berlioz nel suo &#8220;Voyage Musical&#8221; dice a proposito dell&#8217;Adagio: &#8220;V&#8217;è un&#8217;opera di Beethoven, conosciuta sotto il nome di Sonata in do diesis minore, il cui Adagio è una di quelle poesie che il linguaggio umano non giunge a definire. Il suo procedimento è molto semplice; la mano sinistra spiega dolcemente dei larghi accordi d&#8217;un carattere solennemente triste e la cui durata permette alle vibrazioni del pianoforte di spegnersi gradatamente su ciascuno di essi; mentre la mano destra, arpeggiando un disegno ostinato d&#8217;accompagnamento, la cui forma non varia quasi dalla prima battuta all&#8217;ultima, fa sentire una specie di lamento: fioritura melodica di questa oscura armonia&#8221;.</p>
<h3>Secondo Movimento &#8211; Allegretto</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vDNsX4DtzZs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/vDNsX4DtzZs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Dopo l&#8217;accordo conclusivo del primo movimento, mentre ancora risuonano nell&#8217;aria le tristi note di questa dolorosa melodia, attacca l&#8217;Allegretto, con una prima, una seconda parte, un trio e la ripetizione delle prime due sezioni, rispecchiando fedelmente la forma del minuetto. E&#8217; questo un tipico Allegretto beethoveniano. Sentimenti giocosi e rasserenati prendono la forma di una danza che, posta simmetricamente al centro della composizione, tende ad allentare la tensione generata dal primo movimento e a preparare l&#8217;ascolto al finale.</p>
<h3>Terzo Movimento &#8211; Presto Agitato</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oqSulR9Fymg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/oqSulR9Fymg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il &#8220;Presto Agitato&#8221; è impetuoso, violento e convulso. Mentre la mano sinistra resta saldamente assestata sulla regione grave della tastiera, ripetendo caparbiamente le stesse note, la mano destra si lancia verso l&#8217;acuto con arpeggi rapidi che si concludono con un accordo ripetuto. Questo movimento ascensionale caratterizza tutto il primo tema; il secondo è invece più quieto, almeno in apparenza, perchè la melodia cantabile della mano destra si muove su un  rapido passaggio della mano sinistra che crea un effetto di insicurezza e movimento. Nello sviluppo, la prima idea all&#8217;esordio e in seguito la seconda idea si trasformano, dando vita ad un episodio molto intenso e carico di emozione. Quando giungiamo alla ripresa abbiamo la sensazione di trovarci in mezzo a una tempesta dove dolore e ribellione si alternano in una ridda di sonorità violente e senza tregua. Solo una piccolissima sosta, con due accordi di ottava nella regione grave della tastiera, ci regala un attimo di pace per poi ripartire con rinnovata energia e concludere con un vorticoso arpeggio all&#8217;unisono.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicacolta.eu/2010/01/19/beethoven-sonata-n-14-in-do-minore-op-27-n-2-chiaro-di-luna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

