biografie
19 marzo, 2009

Guido d’Arezzo

Autore: Musica Colta
Il suo vero nome era Guido Monaco ma fu conosciuto anche come Guido Aretino. Nacque presumibilmente attorno il 991 d.c., forse ad Arezzo oppure o a Ferrara, ma ci sono altre città che se ne contendono i natali, e morì altrettanto presubilmente attorno il 1050 d.c.. E’ considerato l’ideatore della moderna notazione musicale e del tetragramma, che portò alla sostiuzione della notazione neumatica. Il suo trattato musicale, il Micrologus, fu il testo di musica più distribuito del Medio Evo, dopo i trattati di Severino Boezio. Fu monaco benedettino e curò l’insegnamento della musica

antiche civiltà
È  probabile che nell’antico Egitto, anche se non si può parlare di una vera e propria notazione, sia esistita una grafia musicale che dava indicazioni di tipo ritmico e melodico. Ad esempio, a partire dal Medio Regno, le lettere (y) e (h) stanno talvolta ad indicare segni musicali corrispondenti a vocalizzi di cantanti. Una caratteristica della pratica musicale egizia era la “chironomia“, cioè la direzione di un complesso musicale mediante alcuni gesti

antiche civiltà
Dalle fonti a noi note, possiamo dedurre che la musica nell’antico Egitto accompagnava feste e banchetti, oltre alle cerimonie religiose. Aveva un ruolo importante nei rituali del tempio, ove era eseguita da sacerdoti-cantori o, nel Nuovo Regno, da donne-musiciste, spesso appartenenti a famiglie nobili. Nel tempio erano presenti anche danzatori e danzatrici addetti al culto, molto spesso di provenienza straniera. Durante i funerali erano eseguiti dei lamenti funebri con danzatori e suonatori. Al di fuori dell’ambito strettamente rituale sono rimasti
barocco
Caratteristico del periodo barocco è l’uso di un accorgimento particolare nella notazione, quello cioè del basso continuo, di solito riservato agli strumenti a tastiera: si trattava di una linea di basso, con sopra segnate delle cifre per indicare le armonie richieste, e venne usato fin dagli inizi dell’opera per recitativi ed arie. Il primo teatro d’opera pubblico a pagamento fu aperto a Venezia nel 1637. Da questo primo evento risultò chiaramente che l’aria dominava sul recitativo, in quanto maggiormente melodica e quindi più adatta ad un pubblico normalmente poco preparato in campo musicale: cosa più rimarchevole, nacque allora il culto del
cantori
Nel Medioevo si assistè all’esecuzione musicale anche fuori dalle chiese: nacque la figura del jongleur, che della musica e degli scherzi faceva professione. Di livello maggiore erano i jongleurs de geste, rivolti verso l’epica. Al tempo, la società era profondamente gerarchica: al massimo livello erano i nobili, che già allora si dilettavano di musica e belle arti. I troubadors (trovatori, nella Provenza) o trouvères (trovieri, nella Francia del Nord) erano artisti girovaghi: essi trovavano parole e musica, spesso in maniera molto raffinata, trattando di cavalleria e di amor cortese, influenzando profondamente la letteratura dell’epoca. Migliaia sono le composizioni pervenuteci, alcune addirittura in notazione musicale. Nel
medioevo
La nascita della polifonia indusse ed incentivò lo sviluppo della notazione musicale. La precedente memorizzazione delle melodie religiose, tramandate per via orale, cominciava a diventare un compito arduo e l’importanze delle stesse provocò la ricerca di un sistema per la scrittua musicale. I greci,molto semplicemente, per indicare le note, usavano le lettere dell’alfabeto. Nel VI secolo d.c. Boezio introdusse l’uso nel primo Medioevo in Europa, mentre intorno al VII secolo si cominciò ad usare il sistema dei neumi, segni corrispondenti a note o gruppi di note. Non veniva data però un’indicazione sugli intervalli: nell’XI sec. fu il monaco Benedettino Guido d’Arezzo a dare
antiche civiltà
12 febbraio, 2009

La Musica per i Romani

Autore: Musica Colta
La musica degli antichi romani fu influenzata dal popolo etrusco, da quello greco e dai popoli medioorientali. La tuba era una tromba etrusca dritta, in bronzo o legno ricoperto di cuoio: altri strumenti erano il cornu (un corno semicircolare) e la buccina, un corno animale. Nell’esercito la tuba era usata per l‘attacco e la ritirata, la buccina per i turni di veglia. Altri strumenti “importati” erano l’aulos greco, ribattezzato tibia, la zampogna, proveniente dal Medio Oriente, e successivamente l’organo ad acqua (hydraulis). Gli strumenti a corda comprendevano una kithara ingrandita, vari

antiche civiltà

armonia

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