Famiglia Mozart - Maria Anna, Wolfgang e Leopold
Leopold pensò di sfruttare molto presto le qualità precoci dei due figli.
Nel gennaio 1762 la famiglia Mozart si recò alla corte dell’elettore di Monaco di Baviera, dove i due piccoli musicisti diedero un concerto suscitando stupore e ammirazione; la risonanza fu tale che furono invitati a esibirsi, nel settembre successivo, a Vienna alla corte di Maria Teresa.
Nel 1763 i Mozart iniziarono un giro di concerti che li condusse
Il titolo, Jupiter (Giove), con cui è nota l’ultima pagina sinfonica mozartiana non si deve all’autore, bensì al violinista e impresario londinese Salomon il quale, abbagliato da quella poderosa architettura sonora, volle sottolinearne gli attributi di autorevolezza e grandiosità.
Il primo movimento,
Allegro Vivace, si apre con tre possenti rintocchi, cui rispondono i violini con un inciso esitante e dolente, in un ritmo puntato: dalla fusione dei due elementi contrastanti nasce lo scultoreo primo tema, ripreso trionfalmente ‘a piena orchestra’. Dopo una sezione di transizione fa la sua apparizione il secondo
Mozart
Mozart, oltre a concludere un’epoca, è il messaggero di una nuova era artistica: l’aggraziata scrittura rococò si trasforma nell’armoniosa temperie dello stile del classicismo viennese.
Una maestria infallibile, talvolta travestita di semplicità, gli permise alla stessa eccezionale altezza tutte le forme e tutti i mezzi sia vocali sia strumentali e di creare una sfera emotiva dove il melodramma si nutre di sinfonismo, potenziando il canto, anzichè opprimerlo, e apparentando le opere teatrali ai concerti per pianoforte e orchestra in una sintesi mai più raggiunta.
La musica di
Mozart e Salieri - Tratto dal film Amadeus
Intorno alla morte di Mozart, avvenuta a Vienna il 5 dicembre 1791, quando l’artista aveva solo 35 anni, nacquero subito sospetti alimentati dal fatto che i funerali furono modestissimi, quasi furtivi, e che la salma fu frettolosamente inumata nella fossa comune.
In particolare si diffuse la leggenda dell’avvelenamento da parte di Antonio Salieri, che sarebbe stato invidioso della facilità creativa di Mozart: un’ipotesi romanzesca che oggi viene riconosciuta priva di