26 gennaio, 2010
Autore: MC
Abbiamo raccolto ed elencato tutti i musicisti che a partire dal XVI secolo hanno dato un contributo sostanziale alla nascita, crescita ed evoluzione dell’Opera.
Alcuni di loro sono probabilmente più ricordati per altri ambiti musicali, ma sia pur in minima parte hanno aggiunto, in accordo con la loro sensibilità artistica e preparazione culturale, tasselli importanti nell’impalcatura complessiva.
Questo elenco non ha la pretesa di esaurire tutto il panorama operistico, ma certamente comprende le figure più rilevanti dal Cinquecento fino ad oggi.
Claudio
Monteverdi (1567-1643)
André
Campra (1660-1744)
Jean-Philippe
Rameau
La
Toccata è una forma musicale che nasce per
liuto.
La prima testimonianza del termine si trova nella raccolta “
Intabolatura de leuto de diversi autori” (Milano, 1536) di Giovanni Antonio
Casteliono: in questa vi sono quattro brani chiamati Tochata di cui uno è di Francesco Canova da Milano.
In seguito la Toccata venne associata anche agli strumenti a tastiera, in particolar modo all’
organo, per il quale assumeva sovente la funzione di
introduzione.
Il termine
Toccata deriva da “
ricerca improvvisata dello strumento“, infatti significa proprio toccare lo strumento ripetendo scale e arpeggi ascendenti e
Mentre nela scuola romana fu creato e messo a punto il noto
stile a cappella che si diffuse in tutta l’Europa cattolica, a
Venezia nella
basilica di S.Marco si formò un repertorio
sacro molto diverso: più dello stile a cappella, pur coltivato, erano apprezzate le composizioni nelle quali alle
voci si mescolavano gli strumenti, che potevano essere due organi, degli strumenti a corda (viole) e a fiato (corneti, tromboni).
Molto spesso le composizioni
polivocali venivano eseguite a
cori divisi, cioè due,tre o quattro gruppi cantavano e suonavano insieme ma in spazi
Nacque a Cremona nel 1567.
Fu la figura più importante della transizione dal Rinascimento al Barocco e la sua produzione musicale determinò l’evoluzione della storia dell’opera.
Studiò con il celebre teorico-musicale Marco Antonio Ingegneri.
Già a quindici anni compose il primo lavoro: mottetti in tre parti.
Nel 1605 a 28 anni aveva già pubblicato cinque degli otto libri di madrigali che tanto contribuirono alla definizione della sua fama.
Alla trama dei primi due libri si contrappone l’approccio più dissonante, spigoloso e irregolare del terzo e del quarto, che risentono dell’influenza di Luca Marenzio e
Caratteristico del periodo barocco è l’uso di un accorgimento particolare nella notazione, quello cioè del basso continuo, di solito riservato agli strumenti a tastiera: si trattava di una linea di basso, con sopra segnate delle cifre per indicare le armonie richieste, e venne usato fin dagli inizi dell’opera per recitativi ed arie.
Il primo teatro d’opera pubblico a pagamento fu aperto a Venezia nel 1637.
Da questo primo evento risultò chiaramente che l’aria dominava sul recitativo, in quanto maggiormente melodica e quindi più adatta ad un pubblico normalmente poco preparato in campo musicale: cosa più rimarchevole, nacque allora il culto del
In questo periodo si distinguono due date fondamentali.
1600 – La nascita del melodramma
1750 – La morte di J.S. Bach
Esiste un’unità di fondo tra la musica rinascimentale e quella barocca, ma verso la fine del XVI secolo si evidenzia un cambiamento di stile significativo: lo si può vedere confrontando alcune delle ultime opere di
Palestrina con quelle più mature di
Monteverdi, in cui si nota una forte influenza dell’
Umanesimo.
La dottrina umanistica, per i compositori del XVI sec., portava al
dominio del testo verbale su quello musicale, mentre fino ad
Tra il XVII ed il XVIII secolo l’Italia fu il centro dello sviluppo musicale, nonostante l’emergere, nel primo Rinascimento, di autori come Dunstable e Josquin Desprès: in particolare fu Desprès a fare da legame tra il primo ed il tardo Rinascimento, ed il suo contributo fu fruttuoso sopratutto nel tardo Rinascimento, con i maestri Giovanni Pierluigi da Palestrina, di Lasso, da Victoria e William Byrd.
La polifonia diede luogo alla messa polifonica, forma musicale di ampio respiro.
I compositori svilupparono la messa musicando i brani dell’Ordinarium, portando così ad una forma a sezioni collegate da un tema: fino a circa