Il tributo di Mendelssohn alla sua professione religiosa
Durante il soggiorno in Inghilterra del 1829 Mendelssohn scrisse una lettera alla famiglia comunicando la volontà di comporre una sinfonia che celebrasse il tricentenario della Confessione di Augusta. Il padre di Mendelssohn, e di conseguenza il resto della famiglia, di origini e di professione religiosa ebraica, qualche anno prima si erano convertiti alla fede protestante; se le scelte del padre furono dettate da ragioni di convenienza, per Felix invece rappresentarono un fatto estremamente importante e generarono in lui un profondo sentimento religioso.
La sinfonia,
11 marzo, 2011
Autore: MC
La Sinfonia n. 5 in Re maggiore, op. 107, conosciuta anche con il nome di “Riforma”, fu scritta da Felix Mendelssohn nel 1830 in occasione del trecentesimo anniversario della Confessione Augustana di Martin Lutero.
Si articola in 4 movimenti:
1. Andante – Allegro con fuoco
2. Allegro vivace
3. Andante
4. Andante con moto – Allegro maestoso
Primo Movimento – Andante – Allegro con Fuoco
Si comincia con un Andante introduttivo: il clima è mistico e vibrante con un carattere religioso accentuato dalla citazione dell’Amen di Dresda, una formula responsoriale che Mendelssohn aveva
La composizione è articolata in quattro tempi:
1. Allegro vivace
2. Andante con moto
3. Con moto moderato
4. Saltarello: Presto
Primo Movimento
L’allegro vivace con cui si apre attacca con un motivo vigoroso in levare, cioè sull’ultimo tempo della misura: una scelta stilistica estremamente efficace, in grado di conferire al motivo uno slancio maggiore. Il ritmo è serrato e la comparsa della seconda e poi
Il viaggio in Italia, compiuto da Mendelssohn tra l’autunno del 1830 e l’estate del 1831, impresse nella sua mente ricche e molteplici esperienze, che trovano nella Sinfonia n.4, una delle sue opere più comunicative, una sorta di sintesi musicale.
Agli occhi di un giovane nordico, i colori, i suoni, gli odori di un paese così ridente dovettero apparire come qualcosa di straordinario. A questo si aggiungano, da un lato, la gaiezza e l’affabilità della gente, che probabilmente gli fecero conoscere una dimensione umana meno austera di quella cui era abituato, dall’altro,