E’ probabilmente lo strumento musicale indiano più conosciuto.
A corde pizzicate, simile al liuto, munito di un lungo manico, il sitar è dotato di un numero variabile di corde, da tre-quattro a sette; altre dieci e più corde di risonanza sono poste al di sotto delle corde principali.
E’ uno strumento musicale della famiglia del liuto, generalmente a quattro o cinque corde doppie, accordate per quinte, pizzicate con un plettro.
In uso dall’XI secolo, fu in voga soprattutto nel XVI e XVII secolo, anche con il nome spagnolo di mandora
Strumento musicale a corde pizzicate, con cassa armonica ovoidale; di origine orientale, fu importato in Europa durante il medioevo e raggiunse la massima diffusione nel XVI secolo.
La cassa del liuto, in origine ricavata da un unico blocco di legno, fu in seguito costruita con diversi listelli (da nove a quaranta circa), per ottenere una sonorità più dolce e più intensa.
Il manico, corto e largo, si estende sullo stesso piano della tavola: a esso è fissato, ortogonalmente, il cavigliere a spatola.
Una serie di legamenti di minugia divide il manico in otto o nove parti, dette tasti.
Le corde sono generalmente sei, tutte
Strumento a
corde pizzicate, a metà tra un’
arpa e un
liuto, originario dell’
Africa occidentale. Lo strumento consiste di un lungo manico inserito in una grande cassa armonica sferica coperta da un piano armonico (che può essere in pelle di antilope o di mucca).
Le 21 corde sono sistemate in due file parallele di 10 e di 11 corde ciascuna, poste ad angolo retto rispetto alla tavola armonica su entrambi i lati di