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	<title>Musica Colta &#187; liuto</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>La Toccata dal Rinascimento al Romanticismo</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 15:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[toccata]]></category>
		<category><![CDATA[bach]]></category>
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		<description><![CDATA[La Toccata è una forma musicale che nasce per liuto. La prima testimonianza del termine si trova nella raccolta &#8220;Intabolatura de leuto de diversi autori&#8221; (Milano, 1536) di Giovanni Antonio Casteliono: in questa vi sono quattro brani chiamati Tochata di cui uno è di Francesco Canova da Milano. In seguito la Toccata venne associata anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/09/ToccataFirst_BIG.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-4687" title="ToccataFirst_BIG" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/09/ToccataFirst_BIG.JPG" alt="ToccataFirst_BIG" width="511" height="321" /></a></p>
<p>La <strong>Toccata </strong>è una forma musicale che nasce per <strong>liuto.</strong></p>
<p>La prima testimonianza del termine si trova nella raccolta &#8220;<strong>Intabolatura de leuto de diversi autori</strong>&#8221; (Milano, 1536) di Giovanni Antonio <strong>Casteliono</strong>: in questa vi sono quattro brani chiamati Tochata di cui uno è di Francesco Canova da Milano.</p>
<p>In seguito la Toccata venne associata anche agli strumenti a tastiera, in particolar modo all&#8217;<strong>organo</strong>, per il quale assumeva sovente la funzione di <strong>introduzione</strong>.</p>
<p>Il termine <strong>Toccata </strong>deriva da &#8220;<strong>ricerca improvvisata dello strumento</strong>&#8220;, infatti significa proprio toccare lo strumento ripetendo scale e arpeggi ascendenti e discendenti, applicando via via variazioni, per trovare nuovi spunti melodici e armonici che dallo strumento stesso possono avere origine.</p>
<p>Più di rado il nome è esteso ad opere per più strumenti, come nel caso dell&#8217;inizio dell&#8217;opera L&#8217;Orfeo di Claudio <strong>Monteverdi</strong>.</p>
<p>La Toccata è apparsa per la prima volta alla fine del periodo rinascimentale, circa nei primi decenni del XVI secolo. Ha avuto origine nell&#8217;Italia del nord. Molte pubblicazioni degli anni 1590 comprendono delle toccate, di compositori come Girolamo <strong>Diruta</strong>, Adriano <strong>Banchieri</strong>, Claudio <strong>Merulo</strong>, Andrea e Giovanni <strong>Gabrieli</strong>, Luzzasco <strong>Luzzaschi </strong>e Annibale <strong>Padovano</strong>.</p>
<p>Intorno alla seconda metà del XVI secolo la toccata ebbe un grande sviluppo a Venezia dove venne applicata solo al repertorio sacro ed eseguita quindi all&#8217;organo. Le composizioni prevedevano veloci movimenti prima di una mano e poi dell&#8217;altra, con passaggi brillanti che scendono a cascata contrapposti ad un accompagnamento di un accordo con l&#8217;altra mano.</p>
<p>Andrea Gabrieli, zio di Giovanni <strong>Gabrieli</strong>, usa anche il termine &#8220;<strong>intonazione</strong>&#8220;, che indica una toccata in forma ridotta che può andare dalle cinque alle venti battute; l&#8217;<strong>intonazione aveva lo scopo di preparare il coro al brano da eseguire</strong>: inizia con degli accordi e prosegue con delle scale. Le intonazioni in genere non venivano trascritte poiché potevano essere facilmente improvvisate.</p>
<p>Le toccate per organo di Giovanni Gabrieli ci sono pervenute tramite dei manoscritti fatti da alcuni suoi allievi tedeschi. Adriano Banchieri pubblicò a Venezia nel 1605 un trattato intitolato &#8220;L&#8217;organo suonarino&#8221; che trattava l&#8217;arte dell&#8217;intonazione improvvisata.</p>
<p>La toccata ebbe anche un notevole successo a Napoli tra la fine XVI e l&#8217;inizio del XVII secolo ed ebbe come noti compositori Ascanio Mayone e Giovanni Maria Trabaci che trattarono le loro toccate in modo quasi <strong>clavicembalistico</strong> con grande originalità, unendo accordi con altre varie figure melodiche.</p>
<p>Durante il Barocco la toccata, che era iniziata con Girolamo Frescobaldi, è più articolata e di maggiore durata, intensità e di accresciuto virtuosismo rispetto alla versione tardo-rinascimentale.</p>
<p>Spesso compaiono passaggi rapidissimi inframezzati da salti e arpeggi, alternati con parti che prevedono accordi o fughe. A volte manca un tempo regolare, e ciò aumenta quel senso di improvvisazione che contraddistingue spesso questo genere musicale.</p>
<p>Altri compositori di toccate del periodo barocco, prima di <strong>Bach</strong>, include Michelangelo <strong>Rossi</strong>, Johann Jakob <strong>Froberger</strong>, Jan Pieterszoon <strong>Sweelinck</strong>, Alessandro <strong>Scarlatti </strong>e Dietrich <strong>Buxtehude</strong>.</p>
<p><strong>Le toccate di Bach</strong> sono tra gli esempi più famosi per questo tipo di composizione. Le sue toccate per organo sono composizioni brillanti che molto si prestano all&#8217;improvvisazione, spesso seguite da un movimento indipendente, chiamato fuga. <strong>In questo caso la toccata viene utilizzata al posto del più consueto preludio</strong>. Le sue toccate per clavicembalo sono opere composte da più parti, che includono anche una fuga nella struttura.</p>
<p>Infine la Toccata arrivò nel Romanticismo, via via perdendo l&#8217;interesse di artisti e ascoltatori. <strong>Schumann </strong>scrisse una toccata per pianoforte solista, così come Maurice <strong>Ravel </strong>come parte de Le tombeau de Couperin, ma si raggiunse una consapevolezza, che nessuno avrebbe prodotto più i capolavori che nel secolo precedente aveva creato  Bach.</p>
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		<title>Vivaldi &#8211; Concerto in Re Maggiore Rv 93 &#8211; Concerti Per Liuto e Mandolino</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/04/04/vivaldi-concerto-in-re-maggiore-rv-93-3-allegro-il-giardino-armonico-concerti-per-liuto-e-mandolino/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 20:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[fagotto]]></category>
		<category><![CDATA[liuto]]></category>
		<category><![CDATA[vivaldi]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli originali Concerti per Mandolino di Antonio Vivaldi L&#8217;insieme delle composizioni vivaldiane sono quasi 600, fra concerti e sonate, molti dei quali per uno o più violini, 30 circa per violoncello, 39 per fagotto, 25 per flauto, 25 per oboe ecc. fino a toccare strumenti come il liuto, il mandolino ed altri strumenti molto raramente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/06/vivaldi2.jpg"><img class="size-full wp-image-3333 alignright" title="Antonio Vivaldi" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/06/vivaldi2.jpg" alt="Antonio Vivaldi" width="328" height="370" /></a>Gli originali Concerti per Mandolino di Antonio Vivaldi</h2>
<p>L&#8217;insieme delle composizioni vivaldiane sono quasi 600, fra  concerti e sonate, molti dei quali per uno o più violini, 30 circa  per violoncello, 39 per fagotto, 25 per flauto, 25 per oboe ecc. fino a  toccare strumenti come il liuto, il mandolino ed altri strumenti molto  raramente utilizzati in funzione concertistica, all&#8217;epoca.</p>
<p><strong><em>Apprezziamo nel seguente video con al mandolino Alon Sariel il Concerto in Re Maggiore RV 93.</em></strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="450" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kHiogZlJTJY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="450" src="http://www.youtube.com/v/kHiogZlJTJY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>L&#8217;ud  &#8211; Antenato del liuto  &#8211; Musica Araba</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/03/31/lud-antenato-del-liuto-musica-araba/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 08:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
				<category><![CDATA[cordofoni]]></category>
		<category><![CDATA[liuto]]></category>
		<category><![CDATA[ud]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ud, originario del Medio Oriente, è l&#8217;antenato del liuto moderno e appartiene alla classe dei cordofoni. Lo strumento qui raffigurato proviene dal Marocco, ha corde doppie e si suona con un plettro. L&#8217;ud è lo strumento principale della musica classica araba.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/ud_egiziano.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1547" title="ud_egiziano" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/ud_egiziano-150x150.jpg" alt="ud_egiziano" width="150" height="150" /></a></p>
<p>L&#8217;ud, originario del Medio Oriente, è l&#8217;<strong>antenato del liuto moderno</strong> e appartiene alla classe dei <strong>cordofoni</strong>.<br />
Lo strumento qui raffigurato proviene dal <strong>Marocco</strong>, ha corde doppie e si suona con un plettro.</p>
<p>L&#8217;ud è lo strumento principale della <strong>musica classica araba</strong>.</p>
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		<title>La tiorba</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 08:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
				<category><![CDATA[barocco]]></category>
		<category><![CDATA[cordofoni]]></category>
		<category><![CDATA[liuto]]></category>
		<category><![CDATA[tiorba]]></category>

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		<description><![CDATA[Strumento musicale a corde pizzicate appartenente alla famiglia dei liuti. Simile all&#8217;arciliuto e al chitarrone, la tiorba è lo strumento più grande della famiglia e possiede un doppio manico: uno, collocato in posizione normale, presenta 14 corde che passano sopra un foro di risonanza e vengono premute come d&#8217;uso; l&#8217;altro, situato nel prolungamento del manico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/tiorba-theorbo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5040" title="tiorba-theorbo" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/tiorba-theorbo.jpg" alt="tiorba-theorbo" width="180" height="444" /></a></p>
<p>Strumento musicale a <strong>corde pizzicate</strong> appartenente alla famiglia dei <strong>liuti</strong>. Simile all&#8217;<strong>arciliuto </strong>e al <strong>chitarrone</strong>, la <strong>tiorba </strong>è lo strumento più grande della famiglia e possiede un doppio manico: uno, collocato in posizione normale, presenta 14 corde che passano sopra un foro di risonanza e vengono premute come d&#8217;uso; l&#8217;altro, situato nel prolungamento del manico, con 10 corde che non passano sopra il foro di risonanza e si suonano a vuoto producendo suoni gravi.</p>
<p>Le sue corde, che sono semplici e non doppie, sono più larghe di quelle degli altri strumenti della famiglia; inoltre, le due acute sono intonate un&#8217;ottava sotto per evitare una tensione eccessiva.<br />
Le origini della tiorba risalgono alla fine del secolo XVI e la sua invenzione si attribuisce all&#8217;italiano <strong>Antonio Bardi</strong>, fiorentino.</p>
<p>Lo strumento veniva utilizzato come <strong>solista </strong>e, soprattutto, <strong>come basso continuo nell&#8217;accompagnamento sia di un gruppo strumentale sia di uno strumento solista</strong>.</p>
<p>La tiorba venne introdotta in Francia da Jacques Maudurt agli inizi del XVII secolo.</p>
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		<title>Sitar</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 12:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
				<category><![CDATA[cordofoni]]></category>
		<category><![CDATA[liuto]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; probabilmente lo strumento musicale indiano più conosciuto. A corde pizzicate, simile al liuto, munito di un lungo manico, il sitar è dotato di un numero variabile di corde, da tre-quattro a sette; altre dieci e più corde di risonanza sono poste al di sotto delle corde principali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/sitar.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1467" title="sitar" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/sitar-300x225.jpg" alt="sitar" width="300" height="225" /></a></p>
<p>E&#8217; probabilmente lo strumento musicale indiano più conosciuto.</p>
<p>A corde pizzicate, simile al liuto, munito di un lungo manico, il sitar è dotato di un numero variabile di corde, da tre-quattro a sette; altre dieci e più corde di risonanza sono poste al di sotto delle corde principali.</p>
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