Ecco l’Inno a San Giovanni ovvero il testo da cui Guido d’Arezzo estrapolò le odierne
note musicali fatta eccezione per la nota
UT (odierno DO) che fu modificata in seguito dal teorico musicale Doni che utilizzò la prime 2 lettere del suo cognome.
Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum
Sancte
Iohannes
(“affinché i tuoi servi possano cantare con voci libere le meraviglie delle tue azioni, cancella il peccato del loro labbro contaminato, oh san Giovanni”).
Il suo vero nome era Guido Monaco ma fu conosciuto anche come Guido Aretino.
Nacque presumibilmente attorno il 991 d.c., forse ad Arezzo oppure o a Ferrara, ma ci sono altre città che se ne contendono i natali, e morì altrettanto presubilmente attorno il 1050 d.c..
E’ considerato l’ideatore della moderna notazione musicale e del tetragramma, che portò alla sostiuzione della notazione neumatica.
Il suo trattato musicale, il
Micrologus, fu il testo di musica più distribuito del
Medio Evo, dopo i trattati di Severino Boezio.
Fu monaco benedettino e curò l’insegnamento della musica
È probabile che nell’antico Egitto, anche se non si può parlare di una vera e propria notazione, sia esistita una
grafia musicale che dava indicazioni di tipo
ritmico e
melodico.
Ad esempio, a partire dal Medio Regno, le lettere (y) e (h) stanno talvolta ad indicare segni musicali corrispondenti a vocalizzi di cantanti.
Una caratteristica della pratica musicale egizia era la “
chironomia“, cioè la direzione di un complesso musicale mediante alcuni gesti
La nascita della polifonia indusse ed incentivò lo sviluppo della notazione musicale. La precedente memorizzazione delle melodie religiose, tramandate per via orale, cominciava a diventare un compito arduo e l’importanze delle stesse provocò la ricerca di un sistema per la scrittua musicale. I greci,molto semplicemente, per indicare le note, usavano le lettere dell’alfabeto.
Nel VI secolo d.c. Boezio introdusse l’uso nel primo Medioevo in Europa, mentre intorno al VII secolo si cominciò ad usare il sistema dei neumi, segni corrispondenti a note o gruppi di note. Non veniva data però un’indicazione