La colonna sonora di Farinelli, contiene la ricostruzione della voce di un castrato usando la tecnica digitale del ‘morphing audio ‘usando in originale la voce del controtenore Derek Lee Ragin e del soprano Ewa Mallas Godlewska.
Il brano è il Salve Regina di Pergolesi.
Tratto dal film: Farinelli la Voce Regina
Nella storia della musica, erano riconosciuti come castrati i cantanti maschi adulti con voce di soprano, mezzosoprano e contralto (registri tipicamente femminili), ottenuta mediante castrazione durante l’infanzia e prima della pubertà, o perché, a causa di disfunzioni endocrinologiche, non hanno mai raggiunto la maturità sessuale.
Vere e proprie “macchine per cantare”, furono impiegati da molti operisti e compositori (come Händel) fino all’inizio del XX secolo, dopodiché tale pratica cadde in disuso e fu dichiarata illegale.
Tra i più celebri si ricorda Carlo Broschi, in arte Farinelli.
Film del 1994 per la regia di Gerard Corbiau e attori Stefano Dionisi e Caroline Cellier.
Trama: A Napoli, nei primi anni del 700, con il padre vivono Riccardo e Carlo Broschi: il primo ha dieci anni più del fratello e scrive canzoni sacre e pezzi d’occasione nello stile – ma non certo con il talento – di molti musicisti operanti in quella coltissima città, mentre il fratellino, che fa parte di una cantoria in Chiesa, possiede per natura una voce d’angelo. Un giorno non riesce a farsi uscire dalla gola
Era un
soprano.
Il suo vero nome era Carlo Broschi ma fu sempre appellato con il nome di Farinelli o Farinello come più volte lui stesso si firmerà.
Debuttò a Napoli a quindici anni, e in seguito interpretò i migliori ruoli di soprano nelle opere, non solo in patria ma anche a Londra, Vienna e Madrid.
Arrivò a Londra per la stagione operistica 1734-1735 della compagnia rivale di Haendel, l’Opera della Nobiltà, e non cantò mai sotto la direzione di Haendel, anche se per quella compagnia si esibì nell’Ottone haendeliano.
Si dice
Magnifico film del 1964 per la regia di Pasquale Festa Campanile con attori come Paolo Ferrari e Sandra Milo.
Breve descrizione: nella Roma del Settecento, quand’erano in voga i cantori evirati, un giovane popolano finge di farsi castrare e fa carriera anche perché spopola, non solo con la voce, tra le belle aristocratiche, ma anche per altre virtù.
Una delle più impertinenti e spregiudicate tra le farse in costume degli anni ’60. La sceneggiatura funziona, gli attori sono in forma, la cornice storica ha una sua fantasiosa eleganza.
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