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	<title>Musica Colta &#187; contrappunto</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>Josquin De Prez</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 13:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Josquin de Prez è uno dei più grandi esponenti della scuola franco fiamminga, assieme con Heinrich Isaac, Jacob Obrecht e Pierre de La Rue. Nacque intorno l&#8217;anno 1450 in Piccardia. Si hanno le prime tracce delle sua esperienza musicale nella cappella pontificia di Roma tra il 1486 e il 1499. Dopo alcuni anni in Francia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/josquin_157_225.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1653" title="josquin_157_225" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/josquin_157_225.jpg" alt="josquin_157_225" width="157" height="225" /></a></p>
<p>Josquin de Prez è uno dei più grandi esponenti della scuola franco fiamminga, assieme con Heinrich Isaac, Jacob Obrecht e Pierre de La Rue.</p>
<p>Nacque intorno l&#8217;anno 1450 in Piccardia.</p>
<p>Si hanno le prime tracce delle sua esperienza musicale nella cappella pontificia di Roma tra il 1486 e il 1499.</p>
<p>Dopo alcuni anni in Francia, si trasferì per un certo periodo in Italia, a Ferrara, per servire Ercole I d&#8217;Este.</p>
<p>Per lui scriverà la messa Hercules dux Ferrarie il cui tenor è tratto dalle vocali del nome del committente (è formato cioè dalle note il cui nome contiene tali vocali, tenendo presente che all&#8217;epoca la nota do si chiamava ancora ut).</p>
<p>Scrisse oltre 20 <strong>messe</strong>, composte secondo varie tecniche (come la messa su <strong>cantus-firmus</strong>, la <strong>messa parafrasi</strong>, la <strong>messa parodia</strong>) e basate anche su musiche <strong>profane </strong>come la celebre melodia <strong>L&#8217;homme armé</strong>, un centinaio di <strong>mottetti</strong>, oltre 50 opere <strong>vocali profane</strong> (<strong>chansons </strong>e <strong>frottole</strong>) in francese e italiano.</p>
<p><strong>Desprez </strong>(o <strong>Des Pres</strong>)  fu punto di riferimento per tutti i contemporanei e oltre, fino ad essere elogiato anche da <strong>Lutero</strong>, <strong>Palestrina </strong>e<strong> Orlando di Lasso</strong>.</p>
<p>La fama di Josquin fu tale che in molti vollero pubblicare musiche firmate col suo nome per favorirne il successo. Va quindi considerato che una composizione a lui attribuita da una fonte del XVI secolo può non essere sua.</p>
<p>Tra le sue messe, oltre alla <strong>Hercules dux Ferrarie</strong> e alle due messe <strong>L&#8217;homme armé</strong>, ricordiamo la <strong>Missa de beata Virgine e la Missa Pange Lingua</strong>, che è probabilmente l&#8217;ultima da lui scritta.</p>
<p>Anche i contemporanei Antoine Brumel e Isaac scrissero Missae de beata Virgine.</p>
<p>Tra i suoi mottetti, il <strong>mottetto per il periodo natalizio Praeter rerum seriem</strong> a sei voci, il <strong>Miserere </strong>a cinque voci, <strong>Ave Maria</strong>, <strong>Virgo serena</strong> a quattro voci e <strong>Tu solus qui facis mirabilia</strong> a quattro voci.</p>
<p>Come il contemporaneo Pierre de La Rue e altri musicisti fiamminghi, ad esempio Johannes Ockeghem, Josquin utilizzò abbastanza spesso la scrittura in <strong>canone</strong>.</p>
<p>Per la chiarezza espressiva e per l&#8217;<strong>equilibrio presente fra il testo e la musica</strong>, peraltro sostenuta da felice invenzione melodica e ampia conoscenza del contrappunto, egli può essere considerato come il più rappresentativo musicista del <strong>Rinascimento</strong>.</p>
<p>Morì a Condrè-sur-l&#8217;Escaut nel 1521.</p>
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		<title>Breve biografia di Alessandro Marcello</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/04/04/breve-biografia-di-alessandro-marcello/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 20:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nacque a Venezia il 24 agosto 1669. Era un nobile che si applicò in diverse aree del sapere come la poesia, la filosofia, la matematica e forse in modo di maggior riguardo la musica di cui divenne compositore. Fu giovane contemporaneo di Antonio Vivaldi, e tenne concerti nella sua casa di Venezia. Compose e pubblicò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/alessandro_marcello1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1635" title="alessandro_marcello1" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/alessandro_marcello1.jpg" alt="alessandro_marcello1" width="252" height="319" /></a></p>
<p>Nacque a Venezia il 24 agosto 1669.</p>
<p>Era un nobile che si applicò in diverse aree del sapere come la poesia, la filosofia, la matematica e forse in modo di maggior riguardo la musica di cui divenne compositore.</p>
<p>Fu giovane contemporaneo di Antonio Vivaldi, e tenne concerti nella sua casa di Venezia.</p>
<p>Compose e pubblicò diversi parti di concerti, inclusi sei concerti pubblicati sotto il titolo <strong>La Cetra</strong>, <strong>cantate</strong>, <strong>arie</strong>, <strong>canzonette </strong>e <strong>suonate </strong>per il violino.</p>
<p>Compose anche sotto lo pseudonimo di <strong>Eterio Stinfalico</strong>, e fu membro della celebre Pontificia Accademia degli Arcadi.</p>
<p>Benchè i suoi lavori oggi non siano molto conosciuti a causa del fatto che non sono frequentemente eseguiti oggi, Marcello è considerato un compositore molto competente.</p>
<p>Il suo concerto <strong>La Cetra</strong> è <strong>inusuale </strong>per l&#8217;<strong>assolo </strong>degli oboi, coinciso e utilizza il <strong>contrappunto </strong>ampiamento dentro lo stile di <strong>Vivaldi</strong>,  piazzandoli come un ultimo avamposto del canone classico del concerto barocco Veneziano.</p>
<p><strong>Il concerto in Re minore per oboe</strong>, <strong>archi e basso continuo</strong> risulta essere forse la sua opera più famosa e celebre tanto che<strong> Johann Sebastian Bach ne fece una trascrizione per clavicembalo (BWV 974</strong>).</p>
<p>Tale concerto è stato utilizzato come <strong>colonna sonora in molti film</strong> dato il suo tono emozionale e toccante, tra tutti vale la pena di ricordare il finale di <strong>Miriam </strong>si sveglia a mezzanotte (The Hunger) che si chiude sulle note tristi e melanconiche dell&#8217;oboe.</p>
<p>Più celebre di lui in musica fu il fratello: <strong>Benedetto Marcello</strong>.</p>
<p>Morì  a Padova il 19 giugno 1747.</p>
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		<title>Breve biografia di Pierluigi da Palestrina</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 09:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovanni Pierluigi nacque a Palestrina, sui colli laziali, nel 1525. Ricoprì ruoli molto importanti: cantore nella Cappella liberiana, fu organista e maestro di canto nel duomo di Palestrina e, infine, fu maestro della Cappella Giulia e cantore nella Cappella Sistina di Roma, città dove visse fino al alla morte, nel 1594. Appartenne alla scuola musicale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni Pierluigi nacque a <strong>Palestrina</strong>, sui colli laziali, nel 1525.</p>
<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-359" title="palastrina" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/palastrina-150x150.jpg" alt="palastrina" width="150" height="150" /></p>
<p>Ricoprì ruoli molto importanti: <strong>cantore </strong>nella Cappella liberiana, fu <strong>organista </strong>e <strong>maestro </strong>di canto nel duomo di Palestrina e, infine, fu maestro della Cappella Giulia e cantore nella<strong> Cappella Sistina di Roma</strong>, città dove visse fino al alla morte, nel 1594.<br />
Appartenne alla scuola musicale romane di cui fu il massimo esponente.</p>
<p>Palestrina divenne famoso grazie alle sue composizioni <strong>sacre </strong>e al suo uso del <strong>contrappunto</strong>.</p>
<p>Fu stimato musicalmente sia dai contemporanei, che dai postumi.</p>
<p>Durante il <strong>Romanticismo </strong>il <strong>culto </strong>di Palestrina crebbe notevolmente grazie alla pubblicazione della sua biografia ad opera di Papa Marcello.</p>
<p>L&#8217;opera di Palestrina è costituita <strong>quasi interamente</strong> da composizioni <strong>polifoniche su testo latino</strong>, destinate alle cantorie per i servizi sacri cattolici.</p>
<p>Egli scrisse 102 <strong>messe </strong>a 4 o 5 voci, in minor numero a 6 e a 8; le più note sono: <strong>Missa brevis</strong>, <strong>Iste Confessor</strong>, <strong>Aeterna Christi munera</strong>, <strong>Dies sanctificatus</strong>, <strong>Salve Regina</strong>, Vestiva i colli e Papae Marcelli. L&#8217;altra forma molto usata da Palestrina fu il <strong>mottetto</strong>, né scrisse 307 tra cui ricordiamo: <strong>Super flumina Babylonis</strong>, Pueri haebreorum, Cantico dei cantici e lo <strong>Stabat Mater</strong>.</p>
<p>La musica di Palestrina <strong>incarnò </strong>per i contemporanei il sentimento religioso della <strong>controriforma romana</strong> mentre per i posteri rappresentò uno degli ideali più puri ed armoniosi del canto sacro cattolico.</p>
<p>Uno dei pregi delle creazioni palestriniane è la semplicità dei mezzi impiegati, a cominciare dalle melodie che si combinano nel tessuto polifonico fino alle armonie formate da semplici successioni di <strong>triadi</strong>, variate da note di passaggio e da ritardi preparati e indotti dal movimento delle parti.</p>
<p>Il discorso delle parti, infine, è fluido per merito di una magistrale condotta contrappuntistica delle parti e di combinazioni tra le voci continuamente variate.</p>
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		<title>Musica strumentale barocca</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 09:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella musica strumentale nacquero modelli come l&#8217;&#8221;allegro &#8211; adagio &#8211; allegro&#8221; tipico delle ouvertures di opere come quelle di Scarlatti nel concerto grosso: la stessa struttura del ritornello, con i passaggi vocali interrotti da frasi puramente strumentali, fu adottata in opere strumentali. Un&#8217;altra caratteristica di questo periodo fu quella dello stile concertato in cui strumenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/02/festival_musica_antica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7376" style="margin: 2px;" title="festival_musica_antica" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/02/festival_musica_antica-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>Nella musica strumentale nacquero modelli come l&#8217;&#8221;allegro &#8211; adagio &#8211; allegro&#8221; tipico delle ouvertures di opere come quelle di <strong>Scarlatti </strong>nel <strong>concerto grosso</strong>: la stessa struttura del ritornello, con i passaggi vocali interrotti da frasi puramente strumentali, fu adottata in opere strumentali.<br />
Un&#8217;altra caratteristica di questo periodo fu quella dello<em><strong> stile concertato</strong></em> in cui <strong>strumenti solisti o gruppi contrastavano con l&#8217;orchestra</strong>: questo stile venne usato per molti stili musicali, compreso quello sacro.</p>
<p>Un merito dell&#8217;epoca barocca fu il maggior studio delle <strong>capacità espressive degli strumenti</strong>, che così non risultarono più intercambiabili facilmente tra loro e permisero di raggiungere risultati di maggior livello rispetto ai tempi precedenti.</p>
<p>Già all&#8217;inizio del XVII secolo la <strong>monodia </strong>(canto ad una sola voce) prevalse; la polifonia si sviluppò ulteriormente, portando agli alti livelli del <strong>contrappunto </strong>strumentale mostrati dalle fughe di <strong>Bach</strong>.</p>
<p>Nel processo di semplificazione attraversato, inizia la codificazione moderna del concetto di <strong>tonalità</strong>: gli <strong>otto modi </strong>precedenti, nel 1700, vennero del tutto sostituiti dai due modi (<strong>maggiore </strong>e <strong>minore</strong>) conosciuti nella musica occidentale.</p>
<p>Infine, le forme strumentali più affermate del periodo furono la <strong>suite </strong>e la <strong>sonata</strong>.</p>
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		<title>Ars Nova come evoluzione della Ars Antiqua</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 14:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La polifonia del tardo Medioevo, a partire dal teorico Marchetto da Padova, venne detta Ars Nova, in contrapposizione all&#8217;Ars Antiqua del XII e XIII secolo: il contrappunto dei compositori dell&#8217;Ars Nova raggiunse vette di notevole complessità, con movimenti delle voci più indipendenti rispetto al passato. Il maggiore tra i maestri dell&#8217;Ars Nova fu sicuramente Landino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/02/DufayBinchois.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8226" title="DufayBinchois" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/02/DufayBinchois.jpg" alt="" width="300" height="268" /></a><br />
La polifonia del tardo Medioevo, a partire dal teorico <strong>Marchetto da Padova</strong>, venne detta <strong><span style="text-decoration: underline;">Ars Nova</span></strong>, in contrapposizione all&#8217;<strong><span style="text-decoration: underline;">Ars Antiqua</span></strong> del XII e XIII secolo: il contrappunto dei compositori dell&#8217;Ars Nova raggiunse vette di notevole complessità, con movimenti delle voci più indipendenti rispetto al passato.<br />
Il maggiore tra i maestri dell&#8217;Ars Nova fu sicuramente <strong>Landino Francesco</strong>, della prima metà del secolo XIV, eccellente organista (cieco dalla nascita, fu chiamato anche &#8220;Il cieco degli organi&#8221;) e compositore di molti <strong>madrigali </strong>e <strong>ballate</strong>.</p>
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