Il nome stesso descrive questa forma musicale, indicandola letteralmente come “
piccola sonata“.
Al di là della ovvia considerazione appena fatta, questo termine non ha, di per se, un significato rigoroso, ma è piuttosto una etichetta applicata dal compositore ad un pezzo che conserva la struttura della “forma-sonata”, ma lo fa in un modo tecnicamente più elementare, ovvero meno legato alla forma e, come è naturale pensare, di minori dimensioni sotto il profilo della durata.
Il termine “
sonatina” cominciò ad essere usato nel XVIII secolo, ovvero già nel tardo-Barocco.
Come
Una della più famose sonatine di Muzio Clementi. Una delle più studiate nei conservatori di tutto il mondo.
Ricordiamo che Clementi fu il primo a scrivere per pianoforte.
A lui si deve lo sviluppo di questo strumento anche dal punto di vista dello sviluppo manifatturiero.
Ascolta.
Ecco un altro brano che fa parte del repertorio pianistico di Clementi.
Si tratta di una della prime sonatine che gli studenti dei primi anni si apprestano a studiare.
L’opera di Clementi è composta da 113 composizioni tra sonate, capricci, fughe ed altri pochi pezzi pianistici; varie sono le sue opere didattiche tra cui spiccano il Gradus e la raccolta di 24 preludi ed esercizi del 1790; 6 sinfonie ed un oratorio la cui musica è andata smarrita.
Clementi si può considerare il padre del pianoforte; le ragioni di questa affermazione trovano riscontro in molti atteggiamenti della vita del maestro.
Si dedicò personalmente alla costruzione del pianoforte aprendo una fabbrica a Londra; gia questo fa capire l’enorme interesse che il maestro