Pianoforte senza Frontiere A Corviale, Tor Bella Monaca, Tiburtino e Montesacro marzo 2010
Si prosegue con la “Grande Musica” nelle grandi periferie di Roma: nei Municipi di Corviale (XV), Tor Bella Monaca (VIII), Tiburtino (V) e Montesacro (IV) risuoneranno le note dei Grandi da Chopin a Schumann per finire con Liszt.
Con otto lezioni-concerto tenute dalla pianista malese Mei Yi Foo continua la rassegna Pianoforte senza Frontiere, realizzata con il patrocinio e il sostegno del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione. E promossa dalla Compagnia
Pianoforte senza Frontiere A Corviale, Tor Bella Monaca, Tiburtino e Montesacro
febbraio 2010
Continua la “Grande Musica” nelle grandi periferie di Roma: nei Municipi di Corviale (XV), Tor Bella Monaca (VIII), Tiburtino (V) e Montesacro (IV) risuoneranno le note dei Grandi da Debussy a Chopin per finire con Villa Lobos.
Per quattro giorni con otto lezioni-concerto tenute dal pianista Pablo Rossi, brasiliano classe 1989 riparte la rassegna Pianoforte senza Frontiere, realizzata con il patrocinio e il sostegno del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione
Pianoforte senza Frontiere
Beethoven, Bach, Chopin, Debussy, Brahms, Liszt e Busoni
Al Corviale, Tiburtino, Tor Bella Monaca e Montesacro
Roma 16, 17, 18 e 23 novembre
La “Grande Musica” nelle grandi periferie di Roma. Le note di Beethoven, Bach, Chopin, Debussy, Brahms, Liszt e Busoni a Corviale, Tor Bella Monaca, Tiburtino, Montesacro. Con interpreti internazionali, tutti molto giovani, veri talenti che si esibiranno gratuitamente in lezioni-concerto.
Perché, come dice Valentina Lo Surdo, direttore artistico di “Pianoforte senza Frontiere” “Cinesi, americani, europei, russi: milioni di giovani suonano oggi il pianoforte”. “E le periferie romane – aggiunge
Un
Notturno è una composizione musicale ispirata alla notte: tale definizione è tanto banale quanto esplicativa e venne data per la prima volta nel XVIII secolo, quando stava ad indicare un’opera in vari movimenti.
All’epoca, in ogni idioma, si associava una parola tipica e difficilmente trasportabile in altre lingue, per indicare questo genere, ma con molta probabilità quella da cui origina il tutto è quella francese
nocturne. Abbiamo quindi anticipato dell’esistenza del termine equivalente in alcune lingue, talvolta troviamo anche il corrispettivo termine in italiano anche
La
Forma Musicale Libera è un prodotto del Romanticismo.
Durante i primi decenni del XIX secolo, gli artisti, coinvolti in un nuovo modo di “sentire”, cominciarono a produrre nuove struttura musicali, o meglio cominciarono a produrre senza seguire alcuna struttura ma assecondando l’estro musicale.
Vennero alla luce il
notturno, l’
improvviso e la
fantasia, che hanno avuto tra i loro interpreti più geniali Frederick
Chopin.
12 settembre, 2009
Autore: MC
La Mazurka insieme con il Valzer e la Polacca costituisce il genere dell’intrattenimento salottiero, in particolare di quelli parigini, nei anni che vanno dal 1830 al 1845. Tutte e tre le forme erano delle stilizzazioni delle movenze delle danze musicali corrispondenti.
Di seguito vi proponiano l’esecuzione di un pianista armeno:
Mikayel Gabrielyan.
12 settembre, 2009
Autore: MC
La “Polacca” è fortemente legata alla figura di Chopin pur essendo un genere preesistente e diversamente adottato.
Con Chopin la Polacca diventa un’appassionata trasfigurazione della danza cerimoniale di un tempo, reinterpretato con piglio fiero e cavalleresco, con un’inclinazione nostalgica nei confronti della patria perduta.
In origine è una danza in tempo moderato e ritmo di 3/4, caratterizzata dall’andamento maestoso e dal ritmo puntato dell’incipit.
Nasce come danza nazionale polacca di origine popolare e di carattere cerimoniale, nota fin dal XVI secolo, circolante in Europa dal XVII e utilizzata nel periodo