L’Allegro iniziale descrive una piccola scena bacchica, tutta giocata su due elementi contrapposti: da un lato quello “del ballo e del canto dei villanelli” (A), dall’altro la descrizione degli effetti del vino, affidata a un passaggio del violino solista (B). Da notare la difficoltà ritmica del passaggio, che richiede al solista un notevole virtuosismo.
L’adagio è uno dei momenti più poetici ed espressivi delle Quattro stagioni. Dopo tanto vino, ecco i contadini, tutti ubriachi, dormienti. Una calma assopita sembra circolare nella musica, che è di una modernità timbrica
Primavera
Giunt’è la Primavera e festosetti
La salutan gl’augei con lieto canto,
E i fonti allo spirar de’ zeffiretti
Con dolce mormorìo scorrono intanto;
Vengon coprendo l’aer di nero manto
E lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti
Indi tacendo questi, gl’augelletti
Tornan di nuovo al lor canoro incanto:
E quindi sul fiorito ameno prato
Al caro mormorìo di fronde e piante
Dorme ‘l caprar col fido can’ a lato.
Di pastoral zampogna al suon festante
Danzan ninfe e pastor nel tetto amato
Di Primavera all’apparir brillante.
Nella musica strumentale nacquero modelli come l’”allegro – adagio – allegro” tipico delle ouvertures di opere come quelle di
Scarlatti nel
concerto grosso: la stessa struttura del ritornello, con i passaggi vocali interrotti da frasi puramente strumentali, fu adottata in opere strumentali.
Un’altra caratteristica di questo periodo fu quella dello
stile concertato in cui
strumenti solisti o gruppi contrastavano con l’orchestra: questo stile venne usato per molti stili musicali, compreso quello sacro.
Un merito dell’epoca barocca fu il maggior studio delle
capacità espressive degli strumenti, che così non risultarono
Il
romanticismo si sviluppò, con tempi e modi diversi, in tutta l’Europa, influenzando anche i compositori più di musica operistica, come
Verdi e
Wagner.
Intanto nascevano i primissimi fermenti
nazionalisti, in particolare in
Russia, che nella musica venivano espressi con l’intento di sviluppare e divulgare la musica tipica del proprio paese: Piotr Il’ic
Tchaikovskij, dopo una iniziale preferenza per le forme classiche e la musica occidentale, mostrò un avvicinamento verso la cultura del suo paese, componendo sei sinfonie su materiale popolare: come
Berlioz e
Liszt usò il tema ricorrente