Dalle origini ai nostri giorni.
CronoJazz
La storia del Jazz è caratterizzata da continue “variazioni su tema” che rendono il Jazz unico per numero di declinazioni.
Se paragonato ad altri generi questo potrebbe risultare inesatto se non si considera l’arco di tempo entro il quale si è sviluppato questo fenomeno musicale.
Ad ogni modo è evidente la sua radice nel Ragtime ed il parallelismo con il Blues; quest’ultima convivenza ha prodotto fenomeni misti come il Boogie, il Jazz di Kansas City, e più recentemente il Rock Fusion ed il
Ecco i protagonisti del genere denominato Bebop. Molti sono artisti di grande fama altri sono stati altrettanto importanti pur non avendo raggiunto il grande pubblico.
Cannonball Adderley, sax alto
Kenny Dorham, tromba
Ray Brown, contrabbasso
Clifford Brown, tromba
Carl Fontana, trombone
Barry Harris, pianoforte
Stan Levey, batteria
Don Byas, sax tenore
Curtis Fuller, trombone
Lou Levy, pianoforte
Charlie Christian, chitarra
Dizzy Gillespie, tromba
Percy Heath, contrabbasso
Kenny Clarke, batteria
Dexter Gordon, sax tenore
John Lewis, pianoforte
Tadd Dameron, pianoforte
Wardell Gray, sax tenore
Milt Jackson, vibrafono
Miles Davis, tromba
Al Haig, pianoforte
Charles Mingus, contrabbasso
Charlie Parker, sax alto
Sadik Hakim, pianoforte
J.J. Johnson, trombone
Chet Baker, tromba
Duke Jordan, pianoforte
Thelonious Monk, pianoforte
Oscar Pettiford, contrabbasso
George Wallington,
Intorno al 1946, dopo la seconda guerra mondiale, ci fu un notevole afflusso di musicisti verso la città di New York.
Si trattava principalmente di bianchi californiani che si dovettero confrontare con i “vecchi” musicisti bebop afro-americani mettendo in gioco il loro proprio gusto estetico, influenzato fortemente dal suono “chiaro” del Lester Young. Questo mix diede vita ad un nuovo stile che è conosciuto come “Cool Jazz”.
Malgrado il suo impatto sulla scena di New York, il Cool Jazz è stato successivamente identificato come il Jazz del “West Coast”, ovvero
Probabilmente l’incisione del 1939 di “Body and Soul“ di Coleman Hawkins segna il passaggio dallo Swing al Bebop.
Il Bebop, con i suoi salti giocosi, in double time, segnala qualche cosa di nuovo nel jazz.
L’album fu un successo commerciale ed Hawkins divenne fonte d’ispirazione per i suonatori jazz americani, incluso Charlie Parker, che stava già sperimentando scale cromatiche e scoppi veloci di note, nella sua città natale di Kansas City.
Negli anni quaranta, i giovani boppers cominciarono a sviluppare il loro proprio stile venuto dalla musica swing degli anni trenta.
I musicisti, tra