Possiamo dire con certezza, grazie a reperti storici, vasi decorati e resti di strumenti, che la civiltà musicale greca è debitrice ad altre civiltà più antiche ed in particolare a quella Egizia, quella Mesopotamica ed altre fiorite ad oriente.
Tutti gli strumenti musicali usati si trovavano già nel III millennio a.C. nell’Antico Egitto ed in Mesopotamia e ci riferiamo ad arpe, cetre, flauti e sistri.
Anche le figure mitologiche di carattere musicale furono importate nella cultura ellenica: Dioniso, Lino e Orfeo erano miti mesopotamici.
Anche le dottrine pitagoriche avevano preso a piene mani
Fra i principali in Egitto, erano spesso artisticamente adornate.
Dalla testimonianza di Giuseppe Flavio, storico e generale ebreo sappiamo che l’arpa egiziana era
enarmonica, cioè basata approssimativamente sulla scala
LA-FA-MI-DO-SI, con tante ripetizioni nelle ottave più alte e più basse, quante ne permetteva il numero delle corde.
Strumento
musicale a corde pizzicate, di forma triangolare, che sembra sia esistito fin da tempi antichissimi. Alcuni tipi di arpe risalenti al 3000 a.C. furono ritrovate a
Ur (nell’od.
Iraq) da sir Leonard Woolley. Fin dall’antico Impero
egiziano esisteva un tipo di
arpa curvilinea, spesso portatile, che si può ancora trovare in Africa. L’arpa di forma angolare, nel medioevo, fu strumento assai diffuso, ma
la sua intonazione diatonica non era adatta al cromatismo del Rinascimento. Alcuni tentativi di
arpe cromatiche a due o tre ordini di corde si