Pitagora è indicato, tra le altre e tante cose, come colui che associò il calcolo matematico agli intervalli musicali: conseguentemente ne derivò un legame tra musica e animo umano.
Altri filosofi disserò sull’argomento ed in particolare Damone che accentuò il potere etico della Musica.
Si diceva, per esempio, che la tensione delle corde imitasse la tenzione dell’anima. Proprio Damone, inducendo ragionamenti a partire dalla dottrina pitagorica, stabilì che l’anima è movimento; anche la musica è movimento e di conseguenza sono affini.
Altri dissero che l’ethos ovvero il carattere della musica fosse il modo
Per armonia si intende quando due o più suoni emessi contemporaneamente, risultano bene “insieme”.
Questa era la definizione più in uso fino ad alcuni anni fa, e si insegna ancora oggi nei corsi base di armonia nei conservatori.
Tuttavia è difficile stabilire se due suoni sono assolutamente gradevoli o meno all’orecchio: è molto soggettivo.
Oggi l’armonia è quella componente della musica che analizza o crea mediante uno o più suoni, sensazioni, emozioni, pensieri, secondo un tipo di cultura, di gusto o di modo, estrapolandone le regole che caratterizzano lo stile e riutilizzandole per
È probabile che nell’antico Egitto, anche se non si può parlare di una vera e propria notazione, sia esistita una
grafia musicale che dava indicazioni di tipo
ritmico e
melodico.
Ad esempio, a partire dal Medio Regno, le lettere (y) e (h) stanno talvolta ad indicare segni musicali corrispondenti a vocalizzi di cantanti.
Una caratteristica della pratica musicale egizia era la “
chironomia“, cioè la direzione di un complesso musicale mediante alcuni gesti
Dalle fonti a noi note, possiamo dedurre che la musica nell’antico Egitto accompagnava feste e banchetti, oltre alle cerimonie religiose.
Aveva un ruolo importante nei rituali del tempio, ove era eseguita da
sacerdoti-cantori o, nel Nuovo Regno, da
donne-musiciste, spesso appartenenti a famiglie nobili.
Nel tempio erano presenti anche danzatori e danzatrici addetti al culto, molto spesso di provenienza straniera.
Durante i funerali erano eseguiti dei
lamenti funebri con danzatori e suonatori.
Al di fuori dell’ambito strettamente rituale sono rimasti
Strumento in rame fornito di bocchino, di una lunga canna conica più volte ritorta e di tre pistoni.
Corno inglese, contralto dell’oboe, intonato in fa; le note prodotte risultano una quinta sotto a quelle notate.
Identico all’oboe per meccanismo, è costruito con un tubo più lungo e più grosso, con bocchino leggermente incurvato e con padiglione di forma tondeggiante.
La sua estensione è di due ottave e mezzo.
Non c’è certezza suull’origine dell’aggettivo “inglese” applicato a tale strumento.)
Corno di bassetto, antico nome del clarinetto contralto.
L’antico corno d’armonia o corno naturale in fa non differiva
Musica e Filosofia, due sorelle tanto diverse quanto uguali per importanza e profondità dei contenuti.
Spesso questo aspetto, il senso di profondità, è più un indicatore di quello che non comprendiamo che di quello che si palesa ai cinque sensi.
D’altro canto, sia l’Una che l’Altra, contengono concetti che vivono al limite dei nostri sensi, e che ci consentono di ampliare i nostri orizzonti mentali.
La Filosofia non è una scienza in grado di penetrare profondamente un settore della realtà come se fosse una disciplina specializzata: essa ha sempre avuto il di unificare tutte le conoscenze, proponendosi come conoscenza suprema, e il suo
Senza dubbio l’uomo che incarna maggiormente il movimento romantico è Ludwig Van Beethoven.
Nel periodo romantico gli autori iniziavano ad affrancarsi dalla corte, proprio in virtù di quel desiderio di libertà espressiva che li portava a mal sopportare le imposizioni dei potenti e perciò allontanarsi dalla loro protezione, e Beethoven incarna integralmente questo spirito.
Beethoven non ebbe mai quel rapporto di dipendenza che invece si ritrova in Haydn e, in parte, in Mozart: durante un concerto, al pubblico che insisteva nel cicaleccio gridò: “Io non suono per i porci!”, mentre al principe Lichnowsky scrisse: “(…) voi siete quello che siete per accidente