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	<title>Musica Colta &#187; antico-egitto</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>Che cosa fischiettavano gli uomini sul Nilo?</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 19:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[musicologia]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[antico-egitto]]></category>
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		<description><![CDATA[Che cosa fischiettavano gli uomini sul Nilo? Quali brani facevano sognare le ragazze egiziane dai lunghi capelli neri? Nella loro ansia di farsi eterni, gli antichi Egiziani hanno trasmesso al futuro la memoria delle loro vite. Immortalati sulle pareti dei monumenti funerari, accanto a donne e uomini che continuano nei millenni le loro occupazioni, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/05/nilo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6877" title="nilo" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/05/nilo-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" /></a></p>
<p>Che cosa fischiettavano gli uomini sul Nilo? Quali brani facevano sognare le ragazze egiziane dai lunghi capelli neri? Nella loro ansia di farsi eterni, gli antichi Egiziani hanno trasmesso al futuro la memoria delle loro vite. Immortalati sulle pareti dei monumenti funerari, accanto a donne e uomini che continuano nei millenni le loro occupazioni, i musicisti di feste passate ancora toccano i loro strumenti e al loro fianco le iscrizioni geroglifiche riportano i testi delle canzoni.</p>
<p>Questo volume, pur rivolgendosi a un pubblico più ampio dei soli specialisti, offre una sintesi documentata, puntuale e aggiornata della vita musicale nell&#8217;antico Egitto, anche attraverso un&#8217;ampia raccolta di immagini. La prima parte introduce a quanto oggi sappiamo di quella musica e dei suoi strumenti; la seconda propone i testi delle canzoni più rappresentative che circolavano nell&#8217;antica Tebe più di tremila anni fa, veri e propri &#8220;gioielli&#8221; letterari della antica cultura egizia. Marilina Betrò insegna Egittologia all&#8217;Università di Pisa, e dirige la missione archeologica dell&#8217;Università di Pisa a Luxor (Egitto). Ha al suo attivo più di 150 pubblicazioni. Valerio Simini si è laureato in Egittologia a Pisa. Suo principale interesse di ricerca sono la musica e i canti dell&#8217;antico Egitto. Su questo tema ha tenuto conferenze e presentato contributi a convegni internazionali.</p>
<h3>Sono venuta correndo a cercarti. Canzoni e musica nell&#8217;antico Egitto</h3>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/05/Egitto_musica_ETS.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6878" title="Egitto_musica_ETS" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/05/Egitto_musica_ETS-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a></p>
<p><strong><em>di Marilina Betrò e Valerio Simini</em></strong></p>
<p><strong><em>Info: </em></strong><a href="http://www.edizioniets.com/Scheda.asp?N=9788846721433" target="_blank">http://www.edizioniets.com/Scheda.asp?N=9788846721433</a></p>
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		<title>Breve Storia del Balletto</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 09:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[medioevo]]></category>
		<category><![CDATA[origini]]></category>
		<category><![CDATA[rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[antico-egitto]]></category>
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		<description><![CDATA[Definire con precisione le origine del Balletto, inteso come forma d&#8217;Arte Colta, non è un compito semplice. E&#8217; verosimile che in un certo momento della Storia dell&#8217; Uomo la danza da espressione folcloristica e libera sia diventata Arte e sia stata sottoposta a regole precise (coreografia). Nell&#8217;Antico Egitto i riti di Osiride avevamo regole precise. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/05/lago-dei-cigni-7.jpg"><img class="size-medium wp-image-2030 alignright" title="lago-dei-cigni-7" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/05/lago-dei-cigni-7-300x283.jpg" alt="lago-dei-cigni-7" width="300" height="283" /></a></p>
<p>Definire con precisione le origine del Balletto, inteso come forma d&#8217;Arte Colta, non è un compito semplice. E&#8217; verosimile che in un certo momento della Storia dell&#8217; Uomo la danza da espressione folcloristica e libera sia diventata Arte e sia stata sottoposta a regole precise (coreografia).</p>
<p>Nell&#8217;Antico Egitto i riti di Osiride avevamo regole precise.</p>
<p>Lo stesso dicasi per quelli orfici in Grecia.</p>
<p>I romani organizzavano danze e pantomime come completamento degli spettacoli circensi.</p>
<p>Durante il Medioevo la danza visse come espressione folcloristica del popolo che festeggiava le stagioni, i raccolti e tutto quello che regolava il loro stile di vita.</p>
<p>E’ solo nel Rinascimento, che il Ballo, come esplosione di gioia di vivere, si riaffaccia nelle corti soprattutto in quella medicea a Firenze, durante le celebrazioni delle feste di maggio.</p>
<p>E&#8217; proprio qui che compaiono per la prima volta i maestri di ballo.</p>
<p>Nei manoscritti della metà del Quattrocento, giunti sino a noi, troviamo i primi documenti dei primi danzatori e codificatori di passi: Domenichino da Piacenza, Antonio Cormorano e Guglielmo Ebreo. Naturalmente ciò sottolinea, in modo preciso, che la tecnica della danza ha origine italiana. La sua stessa definizione “ballitto” si usò per la prima volta nelle corti italiane all’inizio del Cinquecento.</p>
<p>A questo proposito ricordiamo <strong>Bergonio Botta</strong>, vissuto attorno alla seconda metà del XVI secolo, che forse fu anche il primo coreografo.</p>
<p>Infatti non era né ballerino né studioso di danza, ma organizzò gli intrattenimenti per i danzatori alle nozze di Galeazzo Sforza con Isabella d’Aragona.</p>
<p>Per molto tempo si ricordarono i suoi movimenti scenici durante il banchetto nuziale che furono poi imitati nelle altre corti.</p>
<p>Nella metà del Cinquecento a Milano nasce la prima scuola in assoluto di “<strong>ballo nobile</strong>” fondata da <strong>Pompeo Diobono</strong> che si irradierà alle corti italiane e straniere.</p>
<p>Anche la Francia vive il Rinascimento e attraverso la regina Caterina de’ Medici, di origine italiana, invita le prime “<strong>troupes</strong>” di ballerini della sua terra.</p>
<p>In questi anni il balletto ha vita più facile in Francia che non in Italia.</p>
<p>Oltralpe la danza ha l’appoggio dei re.</p>
<p>Luigi XIV (il Re Sole), fu grande sostenitore e ballerino fino al suo trentesimo anno d’età. Istituì l’Accademia Reale di Danza e nel suo “entourage” le rappresentazioni sono seguite dalla corte sempre con grande attenzione ed entusiasmo.</p>
<p>In Italia la danza dà i natali a grandi ballerini come il fiorentino <strong>Giambattista Lulli</strong>, stella alla corte del Re Sole. E’ in questo periodo che essi <strong>diventano divi</strong> e inizia la gara d’abilità. Jean Ballon (siamo attorno al 1600) diventa celebre per la sua leggerezza ed infatti il suo nome Ballon è ancora legato ad un termine della <strong>danza accademica </strong>che indica la capacità di <strong>restare per alcuni istanti sospeso in aria.</strong></p>
<p>Come in altri ambiti artistici inizialmente tutti i danzatori erano uomini, la prima donna a calcare le scene fu M.lle La Fontane che salì sul palco nel <strong>1681</strong>.</p>
<p>Il 1730 è una data importante per la nascita del <strong>balletto russo</strong>.</p>
<p>A Pietroburgo inizia la sua attività l’Accademia Imperiale Russa di Danza che attirerà ballerini e coreografi di tutta Europa e lascerà un segno importantissimo nell’evoluzione del balletto.</p>
<p>Con Salvatore Viganò il Teatro alla Scala, che dal 1813 possederà la “Imperiale Regia Accademia di Ballo” e l’Italia diventano l’importantissimo centro coreografico che avevamo lasciato qualche secolo prima.</p>
<p>E’ grazie a Carlo Blasis, napoletano, trasferitosi oltralpe, e attraverso le sue opere che la danza ottiene finalmente quella codificazione storica e tecnica che ormai era diventata necessaria.</p>
<p>Da allora fu il <strong>francese la lingua usata per descrivere le varie posizioni</strong>, così che si possono ascoltare le stesse istruzioni indifferentemente in una scuola di Roma o di Londra.</p>
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		<title>La Musica per la civiltà assiro-babilonese</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 13:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[antico-egitto]]></category>

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		<description><![CDATA[I centri di civiltà assiro-babilonese derivano da quei popoli come i Sumeri e gli Elamiti, che in passato li precedettero nelle vallate del fiume Tigri e dell’Eufrate. I ritrovamenti archeologici effettuati negli insediamenti urbani di queste regioni, ci descrivono un’attività musicale in grande fermento tra il V e il I millennio a.C. destinata soprattutto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/assirobabilonesie41.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1064 alignright" title="assirobabilonesie41" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/assirobabilonesie41-150x150.jpg" alt="assirobabilonesie41" width="150" height="150" /></a><br />
I centri di civiltà assiro-babilonese derivano da quei popoli come i <strong>Sumeri </strong>e gli <strong>Elamiti</strong>, che in passato li precedettero nelle vallate del fiume Tigri e dell’Eufrate.</p>
<p>I ritrovamenti archeologici effettuati negli insediamenti urbani di queste regioni, ci descrivono un’attività <strong>musicale </strong>in grande fermento tra il <strong>V e il I millennio a.C</strong>. destinata soprattutto a f<strong>unzioni religiose</strong>, ma anche presente nelle feste e durante le varie attività, mentre il servizio musicale del tempio, svolto per lo più da musicisti professionisti regolarmente stipendiati, veniva organizzato da un <strong>sovrintendente </strong>all’arte, il quale ricopriva nello Stato la carica più importante dopo il Re.</p>
<p>Durante le fastose e solenni cerimonie, furono generalmente usate <strong>arpe </strong>a <strong>tracollo</strong>, <strong>flauti doppi e semplici</strong>, <strong>trombe</strong>, <strong>sistri</strong>, <strong>campane</strong>, <strong>campanelle</strong>, <strong>cimbali &#8211; piatti metallici</strong> variamente intonati &#8211; <strong>tamburi </strong>di tutte le specie e dimensioni.</p>
<p>Tra queste civiltà inoltre, gli strumenti musicali non vennero mai considerati dei <strong>semplici oggetti sonori</strong> ma acquisirono una propria <strong>sacralità</strong>.</p>
<p>In una tavoletta del 1300 a.C. troviamo descritto un cerimoniale dove il tamburo sacro (<strong>lilissu</strong>) è ricoperto da <strong>una pelle di toro e al rito</strong>, che si svolgeva nel tempio di <strong>Lumha </strong>- dio della saggezza potevano partecipare solo gli iniziati alla vita sacerdotale.</p>
<p>Al di fuori del repertorio liturgico, s’intonavano canti, si eseguivano musiche in tutte le occasioni sia pubbliche che private, dando vita a repertori classificati per arti e mestieri.</p>
<p>Con gruppi strumentali e cori, presso questo popolo era infine usanza accompagnare i guerrieri alle battaglie o glorificare il loro rientro da campagne militari vittoriose.</p>
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		<title>L&#8217;Organo idraulico nell&#8217;Antico Egitto</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 14:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel terzo secolo a.c. l&#8217;egiziano Ctesibio di Alessandria inventò l&#8217;hydraulos, o organo idraulico, funzionante ad aria, ma sulla base del principio idraulico dei vasi comunicanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/orga1.jpg"><img class="size-full wp-image-6641 alignnone" title="orga1" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/orga1.jpg" alt="" width="273" height="350" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel terzo secolo a.c. l&#8217;egiziano <strong>Ctesibio </strong>di Alessandria inventò l&#8217;<strong>hydraulos</strong>, o organo idraulico, funzionante ad aria, ma sulla base del principio idraulico dei vasi comunicanti.</span></p>
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		<title>Strumenti in uso nell&#8217;Antico Egitto: l&#8217;Arpa</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 13:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
				<category><![CDATA[cordofoni]]></category>
		<category><![CDATA[origini]]></category>
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		<description><![CDATA[Fra i principali in Egitto, erano spesso artisticamente adornate. Dalla testimonianza di Giuseppe Flavio, storico e generale ebreo sappiamo che l&#8217;arpa egiziana era enarmonica, cioè basata approssimativamente sulla scala LA-FA-MI-DO-SI, con tante ripetizioni nelle ottave più alte e più basse, quante ne permetteva il numero delle corde.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/arpa2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6659" title="arpa2" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/arpa2.jpg" alt="" width="281" height="391" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Fra i principali in Egitto, erano spesso artisticamente adornate.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dalla testimonianza di Giuseppe Flavio, storico e generale ebreo sappiamo che l&#8217;arpa egiziana era <strong>enarmonica</strong>, cioè basata approssimativamente sulla scala <strong>LA-FA-MI-DO-SI</strong>, con tante ripetizioni nelle ottave più alte e più basse, quante ne permetteva il numero delle corde.</span></p>
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