Che cosa fischiettavano gli uomini sul Nilo? Quali brani facevano sognare le ragazze egiziane dai lunghi capelli neri? Nella loro ansia di farsi eterni, gli antichi Egiziani hanno trasmesso al futuro la memoria delle loro vite. Immortalati sulle pareti dei monumenti funerari, accanto a donne e uomini che continuano nei millenni le loro occupazioni, i musicisti di feste passate ancora toccano i loro strumenti e al loro fianco le iscrizioni geroglifiche riportano i testi delle canzoni.
Questo volume, pur rivolgendosi a un pubblico più ampio dei soli specialisti, offre una sintesi
Nel terzo secolo a.c. l’egiziano
Ctesibio di Alessandria inventò l’
hydraulos, o organo idraulico, funzionante ad aria, ma sulla base del principio idraulico dei vasi comunicanti.
Fra i principali in Egitto, erano spesso artisticamente adornate.
Dalla testimonianza di Giuseppe Flavio, storico e generale ebreo sappiamo che l’arpa egiziana era
enarmonica, cioè basata approssimativamente sulla scala
LA-FA-MI-DO-SI, con tante ripetizioni nelle ottave più alte e più basse, quante ne permetteva il numero delle corde.
I
liuto: strumenti a pizzico dotati di una cassa di risonanza sulla quale sono tese le corde. Nell’iconografia egizia troviamo liuti di varie forme; addirittura in alcuni di essi riconosciamo la tipica forma a ¨otto¨ della chitarra.
La
lira: strumento a corda con un telaio quadrangolare comprendente una cassa armonica, due braccia e una traversa. Le corde sono tese di fronte alla cassa e scorrono, passando su un ponticello, fino alla traversa. Nell’ antico Egitto era uno strumento popolare.
Strumenti a fiato di grande varietà nelle forme, nelle dimensioni e nel materiale. Gli intervalli da foro a foro corrispondono approssimativamente a toni e semitoni. Erano consacrati al culto di Amon.