Durante il periodo classico, nell’Antica Grecia, la Pittura, la Scultura, l’Architettura e la Letteratura diventano elementi ben distinguibili, che si appropriano della propria coscienza artistica e storica.
Questo non accade per la Musica in senso stretto, che, pur essendo contemplata con le altre Arti nel contesto della
Mousiké, era considerata una Forma d’Arte d’Uso che non necessitava di essere tramandata ai posteri.
L’unico modo per tramandare le pratiche musicali era per via orale a differenza della poesia o della letteratura per le quali si “scriveva” e si conservava.
Le prime “testimonianze”
Nell’Antica Grecia, i giovani venivano educati, ancor prima che alla ginnastica per il corpo, con la
mousiké.
Con il termine
mousiké si intendeva l’insieme delle
arti presiedute dalle Muse.
Questo comprendeva la
poesia, la
letteratura, la
musica in senso stretto, il
teatro, il
canto, la
danza.
In particolare si riferiva alla poesia come veniva “rappresentata” nel mondo greco, ossia per mezzo del canto accompagnato da uno strumento musicale.
Pitagora è indicato, tra le altre e tante cose, come colui che associò il calcolo matematico agli intervalli musicali: conseguentemente ne derivò un legame tra musica e animo umano.
Altri filosofi disserò sull’argomento ed in particolare Damone che accentuò il potere etico della Musica.
Si diceva, per esempio, che la tensione delle corde imitasse la tenzione dell’anima. Proprio Damone, inducendo ragionamenti a partire dalla dottrina pitagorica, stabilì che l’anima è movimento; anche la musica è movimento e di conseguenza sono affini.
Altri dissero che l’ethos ovvero il carattere della musica fosse il modo
Il trigonon (gr. trígonon, triangolo) è uno strumento musicale degli antichi Greci, a corde pizzicate, della famiglia dell’arpa ma di piccole dimensioni.