eventi
16 aprile, 2010

Gemme del Barocco Italiano

Autore:
Sabato 24 aprile 2010, dalle ore 12.00, presso la Cappella Palatina di Palazzo Pitti a Firenze si terrà il Concerto dei Sonatori Fiorentini Evaristo Felice Dall’Abaco (Verona 1675 – München 1742) Sonata op.1 n°5 in Sol minore (1705) Andante Allegro Adagio Giga Bernardo Pasquini (Massa di Valdinievole 1637 – Roma 1710) Dalle “Sonate per gravicembalo” (1702): Partite diverse di follia [organo] Tommaso Albinoni (Venezia 1671 – 1750) Trattenimento armonico op.6 n°6 in La minore (ca.1710) Grave adagio Allegro Adagio Allegro Gregorio Strozzi (San Severino 1615 – Napoli? 1687) Dai

barocco
17 aprile, 2009

Tomaso Giovanni Albinoni

Autore:
Tomaso Giovanni Albinoni, nato a Venezia l’ 8 giugno 1671, è stato un compositore e violinista italiano appartenente alla stagione del barocco veneziano. Nato da una ricca famiglia veneziana di mercanti di carta,studiò violino e canto, e già in età precoce divenne un bravo cantante e soprattutto un valente violinista. Forse per sua scelta non si iscrisse mai alla corporazione veneziana degli strumentisti professionisti privandosi così di esibirsi in pubblico, cosa che non amava, e ottenere dei guadagni; si orientò quindi verso la composizione. Visse sempre a Venezia anche se viaggiò molto. Fino

barocco
L’Adagio di Albinoni nella riscrittura di Remo Giazzotto L’Adagio in Sol minore, noto anche come Adagio di Albinoni, è una famosissima composizione musicale “neo-barocca” scritta nel 1945 e pubblicata nel 1958 da Remo Giazotto. L’autore dichiarò di essersi limitato a “ricostruire” l’Adagio sulla base di una serie di frammenti di Tomaso Albinoni che sarebbero stati ritrovati tra le macerie della biblioteca di Stato di Dresda – l’unica biblioteca a possedere partiture autografe di Tomaso Albinoni – in seguito al bombardamento della città avvenuto durante la seconda guerra mondiale. I
barocco
Nacque il 14 giugno 1671 da una ricca famiglia veneziana di mercanti della carta. Gli piaceva definirsi Musico di violino dilettante veneto. Alla morte del padre questo stato mutò, in virtù del fatto, che la musica non era più un diletto ma lo strumento per vivere. Studiò violino e canto e, diversamente da autori del suo tempo, compose in forma indipendente senza cercare mecenati, che nel suo tempo potevano avere più aspetti: la chiesa nei molti ruoli che offriva, le corti di nobili o di famiglie reali. Nel 1722, Massimiliano Emanuele

strumenti


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