Sonig Tchakerian al Dessaran Festival

sonig-tchakerian-3-credits-alessandra-lazzarotto“Un lungo viaggio tra musica, canti sacri, scrittura, teatro, illustrazioni, fotografia, cinema ed enogastronomia che ha voluto esplorare l’antichissima cultura armena andando a toccare anche le tante civiltà che ad essa si sono intrecciate nei millenni della sua esistenza”.
Con queste parole la direttrice artistica di Dessaran Festival Antonia Arslan, protagonista della giornata chiusura assieme a SONIG TCHAKERIAN, descrive questa rassegna il cui titolo in armeno significa “l’orizzonte, il confine di ciò che vedi” e che si è posta l’obiettivo di gettare lo sguardo verso “tanti orizzonti diversi, ma anche nessun orizzonte definito ed escludente, in uno scambio fruttuoso e allegro di saperi, cognizioni, suggestioni antiche e moderne”.

Domenica 13 novembre 2016 alle 11.00, la giornata si aprirà dunque con un incontro d’eccezione: la scrittrice Antonia Arslan sarà protagonista di un reading al Ridotto del Teatro Verdi insieme alle musiche dal vivo di Sonig Tchakerian, acclamata violinista di origine armena. Unite dalla comune passione del racconto e dall’amore per la cultura della propria terra, Antonia e Sonig non sono nuove a collaborazioni dal vivo e condurranno il pubblico in un viaggio di parole e musica tra i paesaggi dell’Armenia anatolica, lungo le rotte del Mediterraneo e oltre, raccontando storie di donne, uomini, luoghi reali e immaginari tra passato, presente e futuro.

Antonia Arslan, padovana di origine armena, ha insegnato per molti anni Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova. Ha ritrovato le sue radici armene traducendo Il canto del pane e Mari di grano di Daniel Varujan e scrivendo i best seller La masseria delle allodole (2004, tradotto in venti lingue e reso in film dai fratelli Taviani) e La strada di Smirne (2009).
Nel 2012 è uscito Il libro di Mush, la storia di due donne che, durante il genocidio, salvano un prezioso manoscritto. Nel marzo 2015 pubblica il terzo volume della serie armena, Il rumore delle perle di legno.

Sonig Tchakerian, violinista di origine armena, ha iniziato a imporsi con l’archetto sotto la guida del padre e ha potuto studiare con grandi maestri diversissimi come Guglielmo, Accardo e Milstein. Ha creato esperienze intense e coraggiose alle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, dove è responsabile artistico dei progetti di musica da camera, ed è docente di violino nell’ambito dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma. Suona un magnifico G. Gagliano (Napoli 1760). E’ artista poliedrica che spazia dalla musica classica ad incontri con il jazz e si dedica da sempre alla riscoperta delle origini armene.