Musica nell’Antica Roma

bucinaGli Antichi Romani non attribuirono alla Musica un valore etico e formativo, come invece fecero gli Antichi Greci, ma ne riconobbero le virtù magiche e terapeutiche. La Musica veniva eseguita durante i matrimoni, i funerali, i banchetti solenni e i riti sacri, nel rispetto di alcuni vincoli. I suonatori e i cantori non potevano eccedere in virtuosismi: Marco Tullio Cicerone si pronunciò proprio contro l’abuso dei virtuosismi canori, in grado di indurre, a suo dire, infiacchimento morale.

Gli strumenti prediletti dai Romani erano principalmente quelli a fiato, della famiglia delle trombe, perché strumenti tipici della musica militare. Tra questi ricordiamo la bucina e la tuba, molto diffusa era anche la tibia simile all’aulòs dei Greci. Trombe e tube suonavano durante gli spettacoli che si tenevano negli anfiteatri, contribuendo ad una forma di intrattenimento che aveva lo scopo di distrarre l’attenzione della popolazione dagli avvenimenti politici. Altro strumento usato dal primo secolo a.C. era l’hydraulis (organo) che suonava grazie ad un meccanismo di aria compressa con pompe ad acqua. Questo strumento accompagnava la lotta dei gladiatori negli anfiteatri. I Romani dell’epoca precristiana non portarono contributi originali alla teoria musicale, ma si attennero ai princìpi teorici elaborati dai Greci.