La Poetica Aristotelica e la Musica

2Che la Musica fosse parte integrante della Tragedia Greca, nonostante le molte incertezze in materia, lo si può desumere dalla definizione contenuta nella “Poetica” di Aristotele.

“La tragedia è dunque imitazione di un’azione nobile e compiuta, avente grandezza, in un linguaggio adorno in modo specificamente diverso per ciascuno delle parti. Chiamo linguaggio adorno quello che ha ritmo e armonia, e con in modo specificamente diverso intendo che alcune parti sono rifinite soltanto con il metro e altre invece con il canto”.

L’ultima frase sembrerebbe indicare come le tragedie non fossero cantate nella loro interezza. Si pensa che in qualche parte dei dialoghi si facesse uso di una sorta di declamato. Doveva trattarsi di una recitazione sostenuta, in qualche modo condizionata da parametri musicali, che probabilmente rispettasse degli schemi melodici.