Un vuoto storico: il Neoclassicimo Musicale

Partenone-ProspettoI Greci e la “Musica d’Uso”
Durante il periodo classico, nell’Antica Grecia, la Pittura, la Scultura, l’Architettura e la Letteratura diventano elementi ben distinguibili, che si appropriano della propria coscienza artistica e storica.

Questo non accade per la Musica in senso stretto, che, pur essendo contemplata con le altre Arti nel contesto della Mousiké, era considerata una Forma d’Arte d’Uso che non necessitava di essere tramandata ai posteri. L’unico modo per tramandare le pratiche musicali era per via orale a differenza della poesia o della letteratura per le quali si “scriveva” e si conservava.

Le prime “testimonianze” musicali risalgono al III sec. A.C. ma questo non vuol dire che prima non fosse presente, perchè, come é evidente nei racconti di secoli prima, la Musica aveva un ruolo importantissimo in ambito religioso, civile e padagogico: basti pensare ai poemi omerici che venivano cantati.

Ciò ha comportato una mancanza di un Modello Classico in Musica, a differenza delle altre forme d’Arte, e non ci consente di affermare che l’attuale modello musicale occidentale, così come lo conosciamo,  abbia origini nell’Antica Grecia, anche perchè, la mancanza di un solido modello musicale ha consentito nei secoli diverse contaminazioni culturali.

Com’é noto, proprio la mancanza di un modello “Classico” ha fatto sì che quello che conosciamo come il movimento culturale del Neoclassicismo, in Architettura, Letteratura, Pittura e Poesia, non abbia contenuto anche il movimento culturale musicale e che per quest’ultimo si sia riutilizzato il termine di Classicismo che per intenderci é il periodo storico che comprende artisti come Haydn, Mozart e Beethoven e che si sviluppò tra la metà del XVIII secolo e i primi decenni del XIX.