Strumento musicale a
percussione, a suono
determinato, costituito da una serie di lamine di legno o metallo, che vengono percosse con due bacchette.
Di origine
asiatica ma assai diffuso anche in
Africa, fu introdotto in Europa all’inizio del XVI secolo.
Lo xilofono moderno ha un’estensione di tre ottave e mezzo, accordate secondo la scala cromatica.
Lo strumento ha larga applicazione sia in
orchestra sia in complessi
jazz.
Strumento a percussione a
suono determinato, costituito da una serie di
lamine di acciaio che l’esecutore pone direttamente in vibrazione per mezzo di due bacchette, come avviene per lo
xilofono e la
marimba.
Sotto le lamine sono situati tubi metallici che hanno funzione di risuonatori; ciascuno di essi è munito di una piccola elica azionata da un motore elettrico.
Quando il motore è spento, lo strumento produce un suono secco e metallico; quando è acceso, un suono dolce e fluttuante.
Coppia di tamburi monopelle originari dell’America Latina in special modo a Cuba. Hanno fusto cilindrico di legno o di metallo e dotati di diversa intonazione. Vengono suonati con due sottili bacchette.
Strumento a percussione di origine orientale, costituito da un disco di bronzo leggermente concavo percosso da una mazza coperta di feltro.
Tipo di tamburo a cornice ad intonazione indefinita.
La pelle è tesa su di un piccolo telaio circolare dotato di lamine metalliche e sonagli.
Si suona scuotendolo e colpendolo con le mani oppure facendolo vibrare con il pollice inumidito.
È l’unico strumento che anticamente veniva suonato quasi esclusivamente da donne, perché strettamente connesso ai rituali di fertilità.
Privo di membrana, è utilizzato prevalentemente dai musicisti rock scosso e battuto contro il fianco.