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	<title>Musica Colta &#187; romanticismo</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>I Romantici Virtuosi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chopin, Paganini, Liszt,&#8230; Senza dubbio Paganini rappresentò un fenomeno musicale senza precedenti, e non solo nel campo violinistico: infatti il suo modo di suonare e l&#8217;aver elevato il suo virtuosismo a valore interpretativo e a motivo ispiratore della composizione stessa, ha favorito la nascita del &#8216;virtuoso&#8217; come personaggio. Il virtuoso per eccellenza divenne il pianista, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2012/01/violino-e-piano.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2012/01/violino-e-piano-300x202.jpg" alt="" title="violino e piano" width="300" height="202" class="alignright size-medium wp-image-10927" /></a></p>
<h3>Chopin, Paganini, Liszt,&#8230;</h3>
<p>Senza dubbio Paganini rappresentò un fenomeno musicale senza precedenti, e non solo nel campo violinistico: infatti il suo modo di suonare e l&#8217;aver elevato il suo virtuosismo a valore interpretativo e a motivo ispiratore della composizione stessa, ha favorito la nascita del &#8216;virtuoso&#8217; come personaggio. Il virtuoso per eccellenza divenne il pianista, pensiamo a Liszt o a Chopin, figura eminentemente romantica, cantore solitario e interprete con il suo strumento di quasi tutta la musica composta in quel tempo. Val la pena di sottolineare anche la fervida attività di trascrittore di Listz: fra le sua trascrizioni pianistiche più famose ricordiamo quelle delle sinfonie di Beethoven (per pianoforte a 4 mani), quella della Sinfonia fantastica di Berlioz e quella, eseguitissima, della Campanella di Paganini. </p>
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		<title>Brahms &#8211; Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 77</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
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		<category><![CDATA[joachim]]></category>

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		<description><![CDATA[Brahms e Joachim ed il Concerto per Violino Non è noto l’esatto periodo in cui Brahms si accinse alla scrittura del suo concerto per violino, sappiamo però che terminò di scriverne la prima copia nell&#8217;estate del 1878 a Portschach. Il suo desiderio era di comporre un concerto per il suo grande amico e violinista Joachim [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Brahms e Joachim ed il Concerto per Violino</h2>
<p>Non è noto l’esatto periodo in cui Brahms si accinse alla scrittura del suo concerto per violino, sappiamo però che terminò di scriverne la prima copia nell&#8217;estate del 1878 a Portschach. Il suo desiderio era di comporre un concerto per il suo grande amico e violinista Joachim che, formatosi a Vienna sotto la guida di notevoli maestri quali Hanser e Bohn, si era trasferito a Lispia nel 1843 dove studiò con Mendelssohn.</p>
<p><div id="attachment_10643" class="wp-caption alignright" style="width: 293px"><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/12/BrahmsJoachim.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/12/BrahmsJoachim.jpg" alt="" title="Brahms &amp; Joachim" width="283" height="283" class="size-full wp-image-10643" /></a><p class="wp-caption-text">Brahms &#038; Joachim</p></div>
<p>Approfondì ulteriormente le sue conoscenze a Vienna dove lavorò con Liszt per cui nutriva grandissima ammirazione: tuttavia una sua già dichiarata inclinazione verso il Classicismo resa più consapevole dagli studi compiuti con Mendelssohn, lo portò a dissociarsi drasticamente da Liszt e dalla sua concezione della “nuova musica”.</p>
<p>Proprio in quegli anni (1851-53) strinse amicizia prima con Schumann e poi con Brahms con cui sempre fu legato da una reciproca ammirazione. Solo quando lo stesso Brahms prese le parti di Amalie Weisz, famoso mezzosoprano, nella causa di divorzio che Joachim aveva intentato con la moglie, i loro rapporti si raffreddarono, ma il violinista non cessò di farsi araldo della musica di Brahms, a cui rimase fermamente devoto.</p>
<p>E&#8217; a lui, infatti, che si deve l&#8217;affermazione di Brahms in Inghilterra, dove nel 1877 diresse per la prima volta la Sinfonia n.1 a Cambridge in occasione della cerimonia in cui venne consegnato allo stesso Joachim il dottorato in musica honoris causa. E&#8217; con grande amicizia e sincera modestia che Brahms spedì il 22 agosto 1878 la parte per il violino solista all&#8217;amico, accompagnandola con queste parole: &#8220;Dopo averti scritto questo, io mi sono chiesto cosa potrai fartene della sola parte per violino. La mia intenzione è, naturalmente, che tu la corregga, non limitatamente alla qualità della composizione, e che, se pensi che non valga la pena di pubblicarla, me lo dica. Io ti sarò molto grato se mi indicherai quali parti sono difficili, inopportune o impossibili da eseguire. L&#8217;intera opera è in quattro movimenti&#8221;. Così rispose Joachim: &#8220;Mi fa molto piacere sapere che hai scritto un concerto per violino, e in quattro movimenti! Ho dato un&#8217;occhiata a quello che mi ha mandato e ho fatto alcune annotazioni e modifiche, ma senza la parte dell&#8217;orchestra non vuol dire molto. Io posso ricavare molto da questo lavoro e vi è una gran quantità di ottima musica per violino, ma se è possibile suonare con agio in una calda sala da concerto&#8230;ti lascio immaginare&#8230;.Non potremmo passare un paio di giorni insieme?&#8221; .</p>
<p>La proposta del violinista fu di provare il concerto a Berlino prima del Natale dello stesso anno, ma Brahms, sempre alla ricerca della perfezione, continuamente assillato da dubbi e ripensamenti, rifiutò e il 23 ottobre così scrisse: &#8220;Io sono lento a scrivere, per la prima, poi! Se tu pensi qualcosa a proposito del mio lavoro prendi accordi per gennaio. Io non posso scrivere niente di definitivo al momento, soprattutto dopo aver “inciampato” nell&#8217;Adagio e nella Scherzo&#8221;. </p>
<p>Si fece restituire il manoscritto, seguirono lettere sconfortate in cui lamentava la mediocrità dell&#8217;Adagio e la sua totale insoddisfazione per lo Scherzo, ma il 12 dicembre aggiunse: &#8220;Ti restituisco la parte e sono completamente d&#8217;accordo con le tue correzioni. Le parti per l&#8217;orchestra potrai vederle a Lipsia il 1° gennaio nel caso tu voglia suonarlo lì.&#8221; Nonostante il concerto presentasse notevoli difficoltà Joachim lo eseguì puntualmente il 1° gennaio, ma Brahms non lo reputò ancora pronto per la pubblicazione. Dopo che Joachim, ripresosi il manoscritto, eseguì il pezzo numerose volte in Inghilterra ottenendo un buon successo, nel marzo 1879 ricevette dal musicista questa lettera: &#8220;Il fatto che tu abbia ancora il mio lavoro non è una grave disgrazia. Ma io sono ansioso di vedere quali modifiche hai fatto e se saranno convincenti o se dovrò consultare qualcun altro, cosa che non voglio fare. Dimmi, questo concerto è pronto per essere pubblicato?&#8221;</p>
<p>Tuttavia non tutte le correzioni piacquero all&#8217;autore, che il 22 giugno scrisse: &#8220;Dovrai pensarci due volte prima di chiedermi un altro concerto! E&#8217; una buona cosa che il tuo nome compaia sullo spartito; tu sei, poco o tanto, responsabile della parte del violino solista&#8221;. Il pubblico e la critica non furono entusiasti: lo considerarono una composizione che non valorizzava il violino ma al contrario pareva scritta &#8216;contro&#8217; di esso; comunque il concerto venne pubblicato dall&#8217;editore Simrock nell&#8217;ottobre 1879.</p>
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		<title>Wilhelm Kempff suona Robert Schumann &#8211; Papillons Op.2</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 09:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Op. 2 per pianoforte il cui titolo è  &#8220;Papillons&#8221;, non deve trarre in inganno, come accadde ai contemporanei dell&#8217;autore. Schumann non intese descrivere la fragilità o la leggerezza, tipica delle  farfalle, ma ben altri aspetti, ovvero quelli presenti in un&#8217;opera letteraria, un libro, il cui titolo era &#8220;Flegeljahre&#8221; (Anni scapigliati), dello scrittore Jean Paul: Schumann [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/01/Wilhelm-Kempff.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8983" title="Wilhelm Kempff" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/01/Wilhelm-Kempff.jpg" alt="" width="255" height="248" /></a>L&#8217;Op. 2 per pianoforte il cui titolo è  &#8220;Papillons&#8221;, non deve trarre in inganno, come accadde ai contemporanei dell&#8217;autore. Schumann non intese descrivere la fragilità o la leggerezza, tipica delle  farfalle, ma ben altri aspetti, ovvero quelli presenti in un&#8217;opera letteraria, un libro, il cui titolo era &#8220;Flegeljahre&#8221; (Anni scapigliati), dello scrittore Jean Paul: Schumann nutriva un&#8217;ammirazione sconfinata per questo autore fin dall&#8217;adolescenza.  Il libro, ricco di mistero e di immagini emblematiche, raggiunge il culmine nell&#8217;ultimo capitolo, quando i tre giovani protagonisti, Walt, Vult e Vina, partecipano a un ballo mascherato, luogo simbolico per eccellenza dove realtà e finzione si fondono e dove la molteplicità dell&#8217;animo umano può finalmente incarnare or l&#8217;uno or l&#8217;altro &#8216;io&#8217; che la compongono. Probabilmente ebbe inizio qui il tema del &#8216;doppio&#8217; tanto caro all&#8217;autore. Tale tema lo porterà e immedesimarsi in due personaggi (Florestano ed Eusebio) raffigurante due entità antitetiche, l&#8217;una passionale e l&#8217;altra contemplativa, entrambe presenti nell&#8217;anima dell&#8217;artista. Ad essi se ne aggiungerà un terzo, il Maestro Raro, simbolo di equilibrio e di razionalità. Alcune composizioni future dell&#8217;autore verranno di volta in volta contrassegnate dalla sigla del &#8216;personaggio&#8217; che le ha create, quasi a suggellare la temporanea identificazione di Schumann con uno dei suoi &#8216;io&#8217;. Proprio l&#8217;immagine simbolica della maschera, come tramite per conoscere la verità, fece scaturire dalla mente di Schumann i 12 brevi brani che compongono i Papillons, quasi una &#8216;musica a programma&#8217; nel senso più profondo del termine.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="445" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4VO7bqC1trE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="445" src="http://www.youtube.com/v/4VO7bqC1trE?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Una breve introduzione di sole 6 battute che si conclude esitando ci introduce nel clima allo stesso tempo festoso e malinconico di questa impalpabile composizione. La prima &#8220;immagine&#8221; musicale è un  valzer dolce, in cui la luminosità della melodia è impreziosita dall&#8217;accentuazione della sensibile, prima di arrivare alla tonica che conclude la prima frase. Questa è l&#8217;idea generatrice della parte centrale del brano, in cui la reiterazione del semitono crea una pausa suggestiva prima della riapparizione conclusiva della melodia iniziale. Un velocissimo e vibrante fremito costituisce il secondo episodio, a cui Schumann contrappone immediatamente il terzo, rigoroso e marziale. La melodia priva di accompagnamento è in minore e viene eseguita in ottava dalla mano sinistra . Risponde la mano destra, che la trasporta alla regione acuta del pianoforte e la rischiara con il passaggio al modo maggiore. La sovrapposizione delle due mani a canone conclude. L&#8217;atmosfera di danza si fa sempre più suggestiva: a mano a mano che ci si addentra nella composizione, si ritrovano ritmi smaglianti carichi di giovanile esuberanza, ricordi di polacche, pause di composta riflessione, attimi brevissimi ma pervasi da una poesia remota e sognante, in cui tutto è lievità, evocazione, simbolo. Ecco ritornare l&#8217;irruenza di danze che riecheggiano andamenti di valzer o di mazurka ci riporta in un clima festoso ed eccitato. Sappiamo con certezza che Schumann aveva già composto buona parte del materiale utilizzato per queste danze. Anche se non integralmente, furono riprese una raccolta di 6 valzer risalenti al 1828 e mai pubblicati e una di 8 polacche per pianoforte a 4 mani risalenti al 1829-30 ed edite solo nel 1933. Il finale si apre con una chiara melodia in maggiore, a cui risponde il ritorno del primo di questi dodici quadretti. La sovrapposizione di queste due melodie si ripete sino ad arrivare alla dissolvenza completa. La magia si dilegua a poco a poco in un clima evanescente e gli ultimi suoni, eseguiti pianissimo, paiono evaporare, riassorbiti dal silenzio che ci accoglie come un luogo incantato dove risuona tutta la musica possibile: un silenzio pieno di reminiscenze e carico di forti emozioni.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="445" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/NSWV6CA7CZs?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="445" src="http://www.youtube.com/v/NSWV6CA7CZs?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>E&#8217; interessante conoscere le parole che la madre di Schumann, dopo aver udito questa composizione, scrisse al figlio. Esse rivelano la sensibilità e la profondità delle intuizioni di questa donna che si assoggetta, pur senza comprendere, alle scelte del figlio, ormai completamente votato alla musica:&#8221;Weisener mi ha sonato Papillons sul suo vecchio pianoforte; non posso lasciarmi guidare che dalle mie impressioni, perchè non ne capisco una nota c&#8217;è qualcosa in questo pezzo che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi, ma soprattutto la fine mi ha immerso in una grande, profonda malinconia. Gli accenti che si allontanano, che si spengono sono l&#8217;immagine della vecchiaia: ogni anno, un suono spira, fino al giorno in cui non si sentiranno più. &#8220;</p>
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		<title>Robert Schumann &#8211; Romanza op.28 n.2</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 15:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
				<category><![CDATA[romanticismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Una delle pagine più belle dalla produzione schumanniana. Questa romanza è parte dell&#8217;opera n.28 che ne contiene tre, tutto scritte nel 1839. Ricordiamo che il genere romanza nasce come composizione musicale per voce e accompagnamento di struttura variabile e di carattere sentimentale. Solo in seguito diventò strumentale ma mantenne il carattere melodico (cantato) della forma originale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/schuman.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8442" title="schuman" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/11/schuman-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a>Una delle pagine più belle dalla produzione schumanniana. Questa romanza è parte dell&#8217;opera n.28 che ne contiene tre, tutto scritte nel 1839. Ricordiamo che il genere romanza nasce come composizione musicale per voce e accompagnamento di struttura variabile e di carattere sentimentale. Solo in seguito diventò strumentale ma mantenne il carattere melodico (cantato) della forma originale. Restano celebri, tra le altre, le &#8220;Romanze senza parole&#8221; di Mendelssohn.</p>
<p>Luisa Splett esegue la Romanza n.2 op. 28 con eccezionale attenzione al suono. Questa pianista svizzera, di sicuro talento, che ha cominciato a battere i tasti del piano all&#8217;età di cinque anni, esprime la giusta enfasi: un trasporto trattenuto da un sentimentalismo colmo di pudore, Schumann.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UQePlrBRFMc?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/UQePlrBRFMc?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Schubert – Momenti Musicali</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 18:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[romanticismo]]></category>
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		<category><![CDATA[horowitz]]></category>
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		<description><![CDATA[Momenti Musicali D. 780 Nei Momenti Musicali, deliziose miniature sparse negli ultimi cinque anni di vita di Schubert, converge una pluralità di elementi che sembrano affiorare dal passato sotto forma di immagini e ricordi sonori. Spesso vi possiamo riconoscere bellissime melodie liederistiche. Frammenti, ritmi e gesti melodici non sono solo accostati in una sorta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/12/Vladimir_Horowitz_in_performance.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5756" style="margin: 7px;" title="Vladimir_Horowitz_in_performance" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/12/Vladimir_Horowitz_in_performance-300x201.jpg" alt="Vladimir_Horowitz_in_performance" width="300" height="201" /></a>Momenti Musicali D. 780</h2>
<p>Nei Momenti Musicali, deliziose miniature sparse negli ultimi cinque anni di vita di Schubert, converge una pluralità di elementi che sembrano affiorare dal passato sotto forma di immagini e ricordi sonori.</p>
<p>Spesso vi possiamo riconoscere bellissime melodie liederistiche.</p>
<p>Frammenti, ritmi e gesti melodici non sono solo accostati in una sorta di collage, ma completamente reinventati.</p>
<p>La forma è libera e procede per associazioni di idee, <strong>così come affiorano alla coscienza</strong>, senza il minimo tentativo di costruire una logica formale, una sintassi.</p>
<p>Le tonalità vengono toccate di volta in volta in base al loro colore, allo scopo di creare mutamenti di atmosfera, determinando modulazioni mirabilmente ardite.</p>
<p>Abbiamo scelto una delle pagine più belle, il Momento Musicale n.3 suonato da Horowitz</p>
<h3><strong>Momento Musicale n.3</strong></h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/o9Ak7Tk9B3s&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/o9Ak7Tk9B3s&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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