Momenti Musicali D. 780
Nei Momenti Musicali, deliziose miniature sparse negli ultimi cinque anni di vita di Schubert, converge una pluralità di elementi che sembrano affiorare dal passato sotto forma di immagini e ricordi sonori.
Spesso vi possiamo riconoscere bellissime melodie liederistiche.
Frammenti, ritmi e gesti melodici non sono solo accostati in una sorta di collage, ma completamente reinventati.
La forma è libera e procede per associazioni di idee,
così come affiorano alla coscienza, senza il minimo tentativo di costruire una logica formale, una sintassi.
Le tonalità vengono toccate di volta in volta
Un libero artista sostenuto dagli amici
Nel 1817, tramite l’amico Schober, strinse amicizia con un personaggio di rilievo nella Vienna di allora, il baritono Johann Michael Vogl, che nutrì subito una grande ammirazione per i Lieder di Franz e seppe dar loro una certa notorietà.
Nel 1818 Schubert lasciò il suo lavoro di istitutore per dedicarsi interamente alla vita musicale.
Rimasto privo di qualsiasi fonte di guadagno, fu grazie alla protezione degli amici che potè vivere la condizione del libero artista, non oppresso dalle necessità quotidiane.
Tuttavia non rifiutò l’insegnamento privato.
Nel 1818
Anni di ingrato lavoro pedagogico
Nel 1814 ebbe luogo a Vienna un avvenimento di rilievo, la rappresentazione del Fidelio di Beethoven al Teatro di Porta Carinzia. Si racconta che per assistervi Franz vendette i suoi libri di scuola: è certo che egli restò entusiasta dell’opera beethoveniana per tutta la vita.
Costretto nel 1814 a iniziare l’attività di maestro nella scuola diretta dal padre, vi rimase fino al 1818. Questi anni di ingrato lavoro pedagogico, per il quale Schubert non nutriva alcun interesse, furono però tra i più fecondi della sua
Il poeta della cordiale e malinconica tenerezza intimistica.
Nel marzo del 1828, anno in cui videro la luce alcune delle pagine più famose, fu organizzato un importante concerto di musiche schubertiane, il cui ricavato servì al compositore per comperarsi un pianoforte.
La sua notorietà era cresciuta e le serate dedicate all’esecuzione dei suoi Lieder erano diventate una vera moda.
Pochi mesi dopo egli si ammalava di febbre tifoide e il suo fisico già provato non resse al nuovo assalto: si spense il 19 novembre di quello stesso anno.
Schubert non è solo il poeta
I primi rudimenti musicali furono impartiti al giovane Franz direttamente dal padre, che era maestro di scuola, e da Michael Holzer, organista della parrocchia.
Undicenne, dotato, a quanto risulta, di un’angelica voce di soprano, vinse il concorso di ammissione per i fanciulli cantori della Cappella Reale; il parere favorevole fu espresso dal compositore italiano Antonio Salieri.
Il giovane Schubert abbandonò così la casa paterna per iniziare la vita collegiale al Reale e Imperiale Convitto Civico, dove trovò amici fedeli che non lo avrebbero più abbandonato nel corso della sua breve esistenza.
Nel 1813
La Sesta Sinfonia di Ludwig van Beethoven in Fa maggiore op. 68, detta “Pastorale”, composta tra il 1807 ed 1808, fu eseguita il 22 dicembre 1808 a Vienna.
Il manoscritto originale si trova nella Beethovenhaus.
A quell’epoca passava molto tempo in campagna e ne era affascinato.
Lo stare a contatto con la natura lo colpiva nell’intimo creandogli quell’immenso piacere e gioia di partecipare in prima persona alla vita campestre, quel cercare in essa il raggiungimento della pace.
Dai suoi trascorsi ricordi nasce la Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op.68, composta in contemporanea,
Fu composto nel 1844 a Lipsia. Mendelssohn lo scrisse e lo dedicò ad un famoso virtuoso del violino
Ferdinand David, suo amico. Quest’ultimo suggerì al compositore alcune modifiche sulla parte riservata al
solista.
Questa opera contiene delle particolarità rilevanti.
La tonalità “
Minore”, non comune perché di solito i concerti per violino erano composti in tonalità “Maggiore”.
L’ abbinare la cadenza, solitamente posta verso la fine del brano, allo sviluppo.
I tre tempi sono legati tra loro, senza interruzioni.
Il violino ha un ruolo di assoluto primo