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	<title>Musica Colta &#187; rinascimento</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>La Pavane di Fauré</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 12:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
				<category><![CDATA[rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[faure]]></category>

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		<description><![CDATA[La Pavane è probabilmente l&#8217;opera più nota dell&#8217;autore francese Gabriel Fauré. Composta in Fa diesis minore e contrassegnata come op. 50 è una composizione per orchestra e coro opzionale del 1887. Il nome prende origine da una danza tipica del XVI secolo avente lo stesso nome. Quando Fauré iniziò a scriverla pensò ad un lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/05/bb6b2f1084.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10091" style="margin: 3px;" title="bb6b2f1084" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/05/bb6b2f1084.jpg" alt="" width="375" height="358" /></a>La Pavane è probabilmente l&#8217;opera più nota dell&#8217;autore francese Gabriel Fauré. Composta in Fa diesis minore e contrassegnata come op. 50 è una composizione per orchestra e coro opzionale del 1887. Il nome prende origine da una danza tipica del XVI secolo avente lo stesso nome.</p>
<p>Quando Fauré iniziò a scriverla pensò ad un lavoro puramente orchestrale da presentare per una serie di concerti estivi; successivamente scelse di dedicarla al suo mecenate, la contessa Greffulhe; in seguito aggiunse un coro invisibile per accompagnarne l&#8217;orchestra e creare un contesto più teatrale. Fin dall&#8217;inizio, la Pavane ha goduto di grande popolarità, con o senza coro e divenne persino un balletto.</p>
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		<title>Breve storia del Teatro</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 18:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[medioevo]]></category>
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		<category><![CDATA[rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[varie forme d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il teatro ha origini antichissime è una delle prime manifestazioni culturali dell&#8217;uomo. Nelle prime civiltà  il teatro è legato a questi due termini: rito e mito. Come è semplice immaginare, in Occidente, la storia del teatro parte dalla Grecia. Il &#8220;teatro greco&#8221; fiorì in Grecia fra il VI e il V secolo a.C. e ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/06/teatro-della-pergola-640x480.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2150" title="teatro-della-pergola-640x480" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/06/teatro-della-pergola-640x480.jpg" alt="teatro-della-pergola-640x480" width="384" height="288" /></a></p>
<p>Il teatro ha origini antichissime è una delle prime manifestazioni culturali dell&#8217;uomo.<br />
Nelle prime civiltà  il teatro è legato a questi due termini: rito e mito.</p>
<p>Come è semplice immaginare, in Occidente, la storia del teatro parte dalla Grecia.<br />
Il &#8220;teatro greco&#8221; fiorì in Grecia fra il VI e il V secolo a.C. e ancora oggi le opere dei più grandi autori, come Eschilo, Sofocle ed Euripide, sono rappresentate.<br />
Nell&#8217;Antica Greica l&#8217;ingresso era gratuito e gli spettacoli erano sovvenzionati dai cittadini delle classi più agiate.</p>
<p>Nel Teatro Romano le prime manifestazioni erano di carattere religioso, ma ben presto assunsero carattere profano. Le forme originarie di commedia erano la <strong>farsa </strong>e l&#8217;<strong>atellana</strong>.</p>
<p>Si sviluppò in seguito una forma di teatro più stabile, su modello di quello greco, nel III secolo a. C.</p>
<p>Gli autori più importanti di quest&#8217;epoca (III-II) sono Plauto e Terenzio.<br />
Il Medioevo segna un momento di forte crisi e la Chiesa ne è la principale artefice. L&#8217;Istituzione regiosa e temporale vedeva in questa forma d&#8217;Arte, ma anche in tante altre manifestazioni dell&#8217;Uomo, un momento di &#8220;perdita del controllo&#8221; che non poteva essere tollerato.</p>
<p>Intorno all&#8217;anno 1000 si sviluppò il teatro sacro, che si svolgeva all&#8217;interno della Chiesa, durante la Settimana Santa per rappresentare la Passione.<br />
Parallelamente, nelle corti feudali, si sviluppano intrattenimenti laici e forme di teatro popolare.<br />
La cultura umanistica del Rinascimento, portò alla riscoperta del teatro classico.</p>
<p>Tornò un teatro laico e dotto. Le opere venivano rappresentate a corte prima in latino e poi in volgare.</p>
<p>Nel corso del &#8217;400-&#8217;500 fioriscono molti testi teatrali su imitazione di quelli antichi, per un teatro ristretto e di corte.</p>
<p>Parallelamente si sviluppò una forma di teatro popolare e laica.<br />
Il seicento è considerato il secolo d&#8217;oro del teatro che fiorì in tutta Europa, e che vide la forte presenza della Musica come mezzo di comunicazione nel senso più ampio del termine.</p>
<p>Si costruiscono i teatri prototipo di quelli europei: <strong>teatro della Fenice</strong> aVenezia e <strong>Farnese </strong>a Parma.<br />
Nella prima metà del settecento prevale il gusto arcadico che, dal punto di vista teatrale, si concretizzò con il <strong>melodramma </strong>di <strong>Metastasio</strong>.<br />
<strong>Goldoni </strong>si fa promotore di una vera e propria rivoluzione teatrale;  ricerca la verosimiglianza delle storie e la semplicità del linguaggio.</p>
<p><strong>Alfieri </strong>è l&#8217;altra grande personalità teatrale dello stesso secolo.</p>
<p>Spirito passionale, amante della libertà e dell&#8217;indipendenza fu un preromantico per temperamento, ma un classico per il rigore dello stile delle sue tragedie.<br />
Nell&#8217;ottocento il teatro europeo fu dominato dal <strong>dramma romantico</strong> in cui si esaltavano gli ideali dell&#8217;epoca.<br />
In Italia <strong>Manzoni</strong>, con la Lettre à Monsieur Chauvet, si fa portavoce di un teatro più moderno dove si  riscopre il valore educativo del teatro.<br />
Verso la fine del secolo si ha l&#8217;influsso del naturalismo e del verismo con il teatro realista <strong>Verga </strong>in Italia, in Russia si apre la stagione del realismo con Nikolaj <strong>Gogol </strong>e Alexander <strong>Ostrovskij </strong>e, verso la fine del secolo XIX, con Lev <strong>Tolstoj </strong>e Maksim Gor&#8217;<strong>kij</strong>.</p>
<p>Anche <strong>Cechov </strong>può essere considerato un continuatore della tendenza naturalistica, anche se evidenzia affinità con il simbolismo.<br />
Alla fine dell&#8217;800 il mondo della cultura e il teatro furono influenzati dai nuovi studi freudiani.<br />
Il teatro del &#8217;900 ha come tema l&#8217;individuo e il suo io complesso e stratificato.</p>
<p>Una novità del teatro novecentesco fu l&#8217;introduzione del <strong>regista</strong>.</p>
<p>In Italia il realismo approdò al senso del tragico di Luigi <strong>Pirandello</strong>.</p>
<p>Bertolt <strong>Brecht </strong>elaborò una nuova teoria teatrale: egli rivendica il carattere di finzione del teatro, lo spettatore non deve immedesimarsi nelle vicende del dramma, ma, attraverso l&#8217;estraniazione, giungere alla piena consapevolezza di essere in presenza di una rappresentazione.</p>
<p>In Francia negli anni &#8217;50 si impose all&#8217;attenzione un gruppo di autori che criticavano ferocemente i valori borghesi: Jan-Paul <strong>Sartre</strong>, Albert <strong>Camus</strong>, Eugène <strong>Ionesco</strong>, Samuel <strong>Becket</strong>.</p>
<p>Forme di realismo sociale si svilupparono in modi diversi in Germania con Peter <strong>Weiss</strong>, in Inghilterra con John <strong>Osborne</strong>, in U.S.A. con <strong>Tennessee Williams e Arthur Miller</strong>.</p>
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		<title>Breve Storia del Balletto</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 09:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[antico-egitto]]></category>
		<category><![CDATA[balletto]]></category>

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		<description><![CDATA[Definire con precisione le origine del Balletto, inteso come forma d&#8217;Arte Colta, non è un compito semplice. E&#8217; verosimile che in un certo momento della Storia dell&#8217; Uomo la danza da espressione folcloristica e libera sia diventata Arte e sia stata sottoposta a regole precise (coreografia). Nell&#8217;Antico Egitto i riti di Osiride avevamo regole precise. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/05/lago-dei-cigni-7.jpg"><img class="size-medium wp-image-2030 alignright" title="lago-dei-cigni-7" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/05/lago-dei-cigni-7-300x283.jpg" alt="lago-dei-cigni-7" width="300" height="283" /></a></p>
<p>Definire con precisione le origine del Balletto, inteso come forma d&#8217;Arte Colta, non è un compito semplice. E&#8217; verosimile che in un certo momento della Storia dell&#8217; Uomo la danza da espressione folcloristica e libera sia diventata Arte e sia stata sottoposta a regole precise (coreografia).</p>
<p>Nell&#8217;Antico Egitto i riti di Osiride avevamo regole precise.</p>
<p>Lo stesso dicasi per quelli orfici in Grecia.</p>
<p>I romani organizzavano danze e pantomime come completamento degli spettacoli circensi.</p>
<p>Durante il Medioevo la danza visse come espressione folcloristica del popolo che festeggiava le stagioni, i raccolti e tutto quello che regolava il loro stile di vita.</p>
<p>E’ solo nel Rinascimento, che il Ballo, come esplosione di gioia di vivere, si riaffaccia nelle corti soprattutto in quella medicea a Firenze, durante le celebrazioni delle feste di maggio.</p>
<p>E&#8217; proprio qui che compaiono per la prima volta i maestri di ballo.</p>
<p>Nei manoscritti della metà del Quattrocento, giunti sino a noi, troviamo i primi documenti dei primi danzatori e codificatori di passi: Domenichino da Piacenza, Antonio Cormorano e Guglielmo Ebreo. Naturalmente ciò sottolinea, in modo preciso, che la tecnica della danza ha origine italiana. La sua stessa definizione “ballitto” si usò per la prima volta nelle corti italiane all’inizio del Cinquecento.</p>
<p>A questo proposito ricordiamo <strong>Bergonio Botta</strong>, vissuto attorno alla seconda metà del XVI secolo, che forse fu anche il primo coreografo.</p>
<p>Infatti non era né ballerino né studioso di danza, ma organizzò gli intrattenimenti per i danzatori alle nozze di Galeazzo Sforza con Isabella d’Aragona.</p>
<p>Per molto tempo si ricordarono i suoi movimenti scenici durante il banchetto nuziale che furono poi imitati nelle altre corti.</p>
<p>Nella metà del Cinquecento a Milano nasce la prima scuola in assoluto di “<strong>ballo nobile</strong>” fondata da <strong>Pompeo Diobono</strong> che si irradierà alle corti italiane e straniere.</p>
<p>Anche la Francia vive il Rinascimento e attraverso la regina Caterina de’ Medici, di origine italiana, invita le prime “<strong>troupes</strong>” di ballerini della sua terra.</p>
<p>In questi anni il balletto ha vita più facile in Francia che non in Italia.</p>
<p>Oltralpe la danza ha l’appoggio dei re.</p>
<p>Luigi XIV (il Re Sole), fu grande sostenitore e ballerino fino al suo trentesimo anno d’età. Istituì l’Accademia Reale di Danza e nel suo “entourage” le rappresentazioni sono seguite dalla corte sempre con grande attenzione ed entusiasmo.</p>
<p>In Italia la danza dà i natali a grandi ballerini come il fiorentino <strong>Giambattista Lulli</strong>, stella alla corte del Re Sole. E’ in questo periodo che essi <strong>diventano divi</strong> e inizia la gara d’abilità. Jean Ballon (siamo attorno al 1600) diventa celebre per la sua leggerezza ed infatti il suo nome Ballon è ancora legato ad un termine della <strong>danza accademica </strong>che indica la capacità di <strong>restare per alcuni istanti sospeso in aria.</strong></p>
<p>Come in altri ambiti artistici inizialmente tutti i danzatori erano uomini, la prima donna a calcare le scene fu M.lle La Fontane che salì sul palco nel <strong>1681</strong>.</p>
<p>Il 1730 è una data importante per la nascita del <strong>balletto russo</strong>.</p>
<p>A Pietroburgo inizia la sua attività l’Accademia Imperiale Russa di Danza che attirerà ballerini e coreografi di tutta Europa e lascerà un segno importantissimo nell’evoluzione del balletto.</p>
<p>Con Salvatore Viganò il Teatro alla Scala, che dal 1813 possederà la “Imperiale Regia Accademia di Ballo” e l’Italia diventano l’importantissimo centro coreografico che avevamo lasciato qualche secolo prima.</p>
<p>E’ grazie a Carlo Blasis, napoletano, trasferitosi oltralpe, e attraverso le sue opere che la danza ottiene finalmente quella codificazione storica e tecnica che ormai era diventata necessaria.</p>
<p>Da allora fu il <strong>francese la lingua usata per descrivere le varie posizioni</strong>, così che si possono ascoltare le stesse istruzioni indifferentemente in una scuola di Roma o di Londra.</p>
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		<title>La scuola musicale veneziana</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 09:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
				<category><![CDATA[rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[monteverdi]]></category>

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		<description><![CDATA[  Mentre nela scuola romana fu creato e messo a punto il noto stile a cappella che si diffuse in tutta l&#8217;Europa cattolica, a Venezia nella basilica di S.Marco si formò un repertorio sacro molto diverso: più dello stile a cappella, pur coltivato, erano apprezzate le composizioni nelle quali alle voci si mescolavano gli strumenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/piazza-san-marco-venezia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4371" title="piazza-san-marco-venezia" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/piazza-san-marco-venezia.jpg" alt="piazza-san-marco-venezia" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Mentre nela scuola romana fu creato e messo a punto il noto <strong>stile a cappella</strong> che si diffuse in tutta l&#8217;Europa cattolica, a <strong>Venezia </strong>nella <strong>basilica di S.Marco</strong> si formò un repertorio <strong>sacro </strong>molto diverso: più dello stile a cappella, pur coltivato, erano apprezzate le composizioni nelle quali alle <strong>voci si mescolavano gli strumenti</strong>, che potevano essere due organi, degli strumenti a corda (viole) e a fiato (corneti, tromboni).</p>
<p>Molto spesso le composizioni <strong>polivocali </strong>venivano eseguite a <strong>cori divisi</strong>, cioè due,tre o quattro gruppi cantavano e suonavano insieme ma in spazi distanti all&#8217;interno della chiesa.</p>
<p>Le <strong>musiche veneziane</strong> avevano caratteri di <strong>fastosità</strong>, di <strong>colore </strong>e di <strong>ricchezza </strong>sonora perché le esecuzioni non erano abbinate solo ad eventi <strong>sacri</strong>, ma anche <strong>politici</strong>.</p>
<p>La cappella musicale di S.Marco aveva il compito di celebrare i maggiori eventi della Repubblica Veneziana.</p>
<p>Venezia, nel XVI secolo, era ancora il centro economico più ricco d&#8217;Italia ed era molto influente politicamente.</p>
<p>La musica non doveva essere da meno.</p>
<p>Tra i maestri della Cappella si ricordano: Willaert, Cipriano de Rore (1563-64), Zarlino (1565-90), Croce detto il Chiozzotto (1603-09), Monteverdi (1613-43), Cavalli (1668-76) e Legrenzi (1685-90); tra gli organisti: Buus, Parabosco, Merulo, Padovano, Andrea Gabrieli (1566-86) e Giovanni Gabrieli (1584-1612). Questi ultimi (A.Gabrieli e G. Gabrieli).</p>
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		<title>La scuola musicale romana</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 09:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
				<category><![CDATA[musica sacra]]></category>
		<category><![CDATA[rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[palestrina]]></category>

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		<description><![CDATA[La Scuola romana fu costituita da un gruppo di compositori, quasi tutti di musica sacra, attivi a Roma fra il XVI e il XVII secolo, tra il tardo rinascimento ed il primo barocco. Molti di questi compositori erano legati con la Santa Sede e con la Cappella musicale pontificia anche se lavoravano per diverse chiese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/cupolone.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4375" title="cupolone" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/cupolone.jpg" alt="cupolone" width="450" height="450" /></a></p>
<p>La Scuola romana fu costituita da un gruppo di compositori, quasi tutti di musica sacra, attivi a Roma fra il XVI e il XVII secolo, tra il tardo rinascimento ed il primo barocco.</p>
<p>Molti di questi compositori erano legati con la Santa Sede e con la Cappella musicale pontificia anche se lavoravano per diverse chiese di Roma.</p>
<p>Il loro stile era diverso da quello della Scuola veneziana le cui musiche erano più innovatrici.</p>
<p>Il più famoso compositore della scuola romana fu Giovanni Pierluigi da Palestrina il cui nome venne associato, per oltre quattro secoli, con la più eterea e cristallina perfezione polifonica.</p>
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