L’
oficleide (dal gr.
óphis, serpente e kléis, kleidós,
chiave) è uno strumento musicale a
fiato, in ottone, munito di undici chiavi, di notevoli proporzioni e di potente sonorità.
Registro d’organo ad ancia, di otto e sedici piedi, di t
imbro simile a quello del sopracitato strumento.
L’oficleide fu inventato intorno al 1800 per sostituire il
serpentone.
Era costruito in tre tipi: basso, il più usato, con un’estensione di tre ottave, contralto e contrabbasso.
Diffuso soprattutto nella prima metà del XIX secolo, fu poi sostituito nelle orchestre dal
trombone e dalla
tuba,
Gioacchino Rossini, nato a Pesaro il 29 febbraio 1792 e morto a Parigi il 13 novembre 1868, è stato un compositore italiano. La sua attività ha spaziato attraverso vari generi musicali, ma è ricordato soprattutto come uno tra i più grandi compositori di opere liriche per il teatro.
Alla sua figura è dedicato l’annuale Rossini Opera Festival e la sua opera è tutelata dalla Fondazione Rossini di Pesaro.
Compose la sua prima opera all’età di quattordici anni, poi vennero il precoce ed improvviso abbandono del teatro, la depressione e il ritiro
Nacque a
Palmi, in provincia di Reggio Calabria il 23-7-1866.
Decise molto presto di dedicarsi alla musica dopo aver ascoltato il finale della Norma di
Bellini eseguito dalla banda cittadina.
Avviato agli studi musicali presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, si distinse per diligenza e precoce ingegno, meritando una medaglia d’oro del ministero della pubblica istruzione e una nomina di “primo alunno maestrino”.
Come prova finale, al termine degli studi nel 1889, Cilea presentò l’opera
Gina, che fu rappresentata con successo nel teatrino del conservatorio.
Questa piccola opera, in cui l’ingenuità
Con
Otello (Milano, Scala, 5 febbraio 1887) Verdi riporta il
dramma al livello dell’individuo – il
protagonista - che si dibatte e soccombe tra l’astrazione assoluta del bene –
Desdemona - e quella del male –
Jago -.
Se in Otello sono ancora riconoscibili, pur nel flusso continuo del discorso sonoro e drammatico, nuclei statici nei quali si intravedono le forme musicali chiuse del passato, in
Falstaff, l’estrema fatica operistica verdiana, l’azione si trasforma in puro gioco dell’intelletto, al quale corrisponde un altrettanto sottile e raffinato procedere di simmetrie sonore.
La produzione