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	<title>Musica Colta &#187; novecento</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>La Tappe fondamentali del Jazz</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[musicologia]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
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		<description><![CDATA[Dalle origini ai nostri giorni. La storia del Jazz è caratterizzata da continue &#8220;variazioni su tema&#8221; che rendono il Jazz unico per numero di declinazioni. Se paragonato ad altri generi questo potrebbe risultare inesatto se non si considera l&#8217;arco di tempo entro il quale si è sviluppato questo fenomeno musicale. Ad ogni modo è evidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Dalle origini ai nostri giorni.</h3>
<h3>
<p><div id="attachment_5510" class="wp-caption alignnone" style="width: 304px"><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/mapjazz.JPG"><img class="size-full wp-image-5510" title="CronoJazz" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/mapjazz.JPG" alt="CronoJazz" width="294" height="546" /></a><p class="wp-caption-text">CronoJazz</p></div></h3>
<h3>La storia del Jazz è caratterizzata da continue &#8220;variazioni su tema&#8221; che rendono il Jazz unico per numero di declinazioni.</h3>
<p>Se paragonato ad altri generi questo potrebbe risultare inesatto se non si considera l&#8217;arco di tempo entro il quale si è sviluppato questo fenomeno musicale.</p>
<p>Ad ogni modo è evidente la sua radice nel Ragtime ed il parallelismo con il Blues; quest&#8217;ultima convivenza ha prodotto fenomeni misti come il Boogie, il Jazz di Kansas City, e più recentemente il Rock Fusion ed il Free Funk.</p>
<p>Non per questo dobbiamo separare nettamente Blues e Jazz, ma nemmeno confonderli ingenuamente.</p>
<p>Infine non dimentichiamo che il Ragtime non può essere considerato Jazz in senso stretto in quanto non possiede la caratteristica dell&#8217;improvvisazione che è invece una nota distintiva di ogni stile jazzistico.</p>
<p>Ricordiamo le tappe e gli stili Jazz principali.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.musicacolta.eu/2009/11/12/rag-time-e-jazz/"><strong><em>Ragtime</em></strong></a></li>
<li><strong><em>New Orleans</em></strong></li>
<li><a href="http://www.musicacolta.eu/2009/12/03/dixieland-il-primo-jazz-dei-bianchi/"><strong><em>Dixieland</em></strong></a></li>
<li><strong><em>New Orleans in Chicago</em></strong></li>
<li><a href="http://www.musicacolta.eu/2009/12/02/il-boogie-woogie/"><strong><em>Boogie</em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.musicacolta.eu/2009/11/10/lo-swing-da-kansas-city-a-new-york/"><strong><em>Swing</em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.musicacolta.eu/2009/11/10/i-protagonisti-del-bebop/"><strong><em>Bebop</em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.musicacolta.eu/2009/11/10/i-protagonisti-del-cool-jazz/"><strong><em>Cool</em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.musicacolta.eu/2009/12/03/lo-stile-jazzistico-denominato-hard-bop/"><strong><em>Hard Bop</em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.musicacolta.eu/2009/11/10/il-free-jazz-ed-i-diritti-civili-negli-anni-sessanta/"><strong><em>Free</em></strong></a></li>
<li><strong><em>Mainstream</em></strong></li>
<li><strong><em>Newswing</em></strong></li>
</ul>
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		<title>Il Tango di Albéniz</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 10:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[tango]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[albeniz]]></category>

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		<description><![CDATA[Originariamente scritto per pianoforte, questo tango di Albéniz fu trascritto per duetto di chitarra dal brasiliano Laurindo Almeida. Almeida è stato molto noto come chitarrista jazz, ma si è sempre dimostrato un musicista molto versatile, compositore e arrangiatore che ha vinto 2 Oscar e 10 Grammys. Proponiamo l&#8217;esecuzione dei greci Evangelos &#38; Liza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/albeniz-tango.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5417" title="albeniz tango" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/albeniz-tango.jpg" alt="albeniz tango" width="252" height="250" /></a></p>
<p>Originariamente scritto per pianoforte, questo tango di Albéniz fu trascritto per duetto di chitarra dal brasiliano Laurindo Almeida.<br />
Almeida è stato molto noto come chitarrista jazz, ma si è sempre dimostrato un musicista molto versatile, compositore e arrangiatore che ha vinto 2 Oscar e 10 Grammys.</p>
<p>Proponiamo l&#8217;esecuzione dei greci <span>Evangelos &amp; Liza</span>.<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZT9_Ee9RWxA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/ZT9_Ee9RWxA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Richter lo Sciamano del Pianoforte</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/11/13/richter-lo-sciamano-del-pianoforte/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 19:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
		<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[pianisti]]></category>
		<category><![CDATA[richter]]></category>

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		<description><![CDATA[Per descrivere chi è stato questo grande pianista ci affidiamo ad un articolo scritto il giorno successivo la sua morte. E&#8217; morto a 82 anni il grande musicista russo che &#8220;rileggeva&#8221; i classici Addio a Richter, lo sciamano del pianoforte E&#8217; morto ieri a 82 anni, nella sua dacia vicino a Mosca, il grande pianista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/richter_photo_lcl_421.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5395" title="richter_photo_lcl_421" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/richter_photo_lcl_421.jpg" alt="richter_photo_lcl_421" width="400" height="342" /></a></p>
<p><em>Per descrivere chi è stato questo grande pianista ci affidiamo ad un articolo scritto il giorno successivo la sua morte.</em></p>
<h3>E&#8217; morto a 82 anni il grande musicista russo che &#8220;rileggeva&#8221; i classici</h3>
<p>Addio a Richter, lo sciamano del pianoforte E&#8217; morto ieri a 82 anni, nella sua dacia vicino a Mosca, il grande pianista Svjatoslav Richter, colpito da un improvviso attacco cardiaco. Per lui, funerali di Stato.Negli ultimi anni della sua prodigiosa carriera, Svjatoslav Richter aveva inventato uno strano cerimoniale: si presentava al proscenio a passi affrettati, una maschera infelice sul volto, si inchinava con la compostezza di un diplomatico che presenzi a un funerale di Stato, metteva lo spartito sul leggio e accendeva una minuscola lampada vicino al pianoforte. Suonava cosi&#8217;, in un buio spettrale; rifiutava il solito show dei concerti eseguiti a memoria. La suggestione era tale che i suoni sprigionati dalla tastiera parevano salire da un fondaco di ombrose memorie. Gli autori piu&#8217; noti, Bach, Beethoven, Chopin, il suo incredibile Ravel congelato in una smorfia crudele, erano &#8220;riletti&#8221;, nel senso piu&#8217; preciso della parola, come se il pentagramma recasse un messaggio d&#8217;oltretomba. Non sempre Richter era in grande serata: fra i maggiori pianisti del nostro secolo egli e&#8217; stato forse il piu&#8217; discontinuo; ma quando qualcosa di ignotissimo, uno specie di turbamento dell&#8217;anima, gli si muoveva dentro, il pianoforte sembrava il marmo da scalpellare, perche&#8217; si rivelasse la statua invisibile contenuta al suo interno. Ne venivano esecuzioni dotate di un senso della grandezza assoluto, quasi intimidatorio: Beethoven o Brahms erano, d&#8217;improvviso, immani erme evocate nel rito della sala buia. Questa dimensione grandeggiante del pianismo di Richter si esprimeva innanzi tutto in uno strapotere tecnico quale pochi hanno pareggiato. Egli sbagliava molte note, e cio&#8217; non aveva la minima importanza: il modo di scolpire la frase, di far esplodere l&#8217;avorio della tastiera o di far schizzare le corde dal telaio del nero strumento, era letteralmente incredibile. Le prime sue apparizioni in Occidente furono sconvolgenti: Richter non possedeva lo charme, la leggerezza, il fruscio di seta, la malinconia dell&#8217;attimo che riverberavano con Moiseivitch, Cherkassky, Friedman, Hofmann, spesso con Horowitz, ma mostrava una forza gigantesca, tale da schiacciare un brano &#8220;spaccadita&#8221; come la &#8220;Toccata&#8221; di Schumann in una macchina d&#8217;acciaio. Di grandi virtuosi questa seconda meta&#8217; del secolo e&#8217; stata colma: cio&#8217; che rendeva unico Richter era la monumentalita&#8217; della Forma ch&#8217;egli di volta in volta creava o distruggeva. Poteva suonare le &#8220;Variazioni Diabelli&#8221; di Beethoven serrandole in una coerenza strutturale senza respiro, o affrontare il &#8220;Concerto n. 2&#8243; di Brahms (di cui restano diversi dischi: il piu&#8217; grande e&#8217; quello realizzato con Evgenij Mravinskij) e frantumarlo in una &#8220;danse macabre&#8221; visionaria e fantasmagorica: alla fine dell&#8217;esecuzione scorgevi una cattedrale in rovina sotto un cielo sconvolto, come nelle celebri tele di Caspar David Friedrich. Se mai c&#8217;e&#8217; stato un pianista capace di portare alle conseguenze estreme l&#8217;impulso &#8220;faustiano&#8221; (secondo la definizione di Spengler) all&#8217;irrazionale, a uno spietato anti &#8211; umanesimo, questi era Svjatoslav Richter, che non ha caso si definiva &#8220;nato in Russia da famiglia tedesca&#8221;. Di russo, credo che Richter mostrasse soprattutto una concezione disperata del destino: chi abbia ascoltato la &#8220;Quinta Sonata&#8221; di Skrjabin, o certi Preludi di Rachmaninov, sotto le sue dita, sa che non esistono limiti alla soglia del dolore. Era come se quei brani nascessero dai segni della pagina scritta ma si dilatassero fino alla dissoluzione di tutto, a un suono o rumore livido e malato: a noi pareva di giungere all&#8217;&#8221;Isola dei morti&#8221; dipinta da Boecklin e messa in musica da Rachmaninov: alla dimora fredda del nulla. Ma la stessa impressione creavano lo Schubert di Richter o certo suo Chopin decomposto, o il Liszt della &#8220;Sonata in Si minore&#8221;. Quest&#8217;uomo timido, solitario, coltissimo e raffinatissimo (uno dei concerti italiani indimenticabili si tenne al Vittoriale, in memoria di Eleonora Duse da lui adorata) ha frequentato il sublime, ne ha trasmessa una risonanza sconfinata, ne ha testimoniata la confidenza con la morte: che, per ogni artista passato attraverso il patto con il diavolo, e&#8217; l&#8217;unica vera promessa.</p>
<p><em>Tratto dal Corriere della Sera del 2 agosto 1997 </em></p>
<p><em>e scritto da <strong>Francesco Colombo</strong>.</em></p>
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		<title>Lo Swing da Kansas City a New York</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/11/10/lo-swing-da-kansas-city-a-new-york/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[musicologia]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella terminologia jazz, per swing si intende il tipico modo di suonare le note con un ritmo &#8220;saltellante&#8221; o &#8220;dondolante&#8221;. In termini tecnici, due crome sono suonate come una terzina di crome con le prime due note legate. Il termine è passato ad indicare, per estensione, l&#8217;omonimo stile jazzistico che si è sviluppato contemporaneamente in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/swing-low.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5292" title="swing-low" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/swing-low.jpg" alt="swing-low" width="380" height="308" /></a></p>
<p>Nella terminologia jazz, per swing si intende il tipico modo di suonare le note con un ritmo &#8220;saltellante&#8221; o &#8220;dondolante&#8221;. In termini tecnici, due crome sono suonate come una terzina di crome con le prime due note legate.</p>
<p>Il termine è passato ad indicare, per estensione, l&#8217;omonimo stile jazzistico che si è sviluppato contemporaneamente in due contesti completamente differenti: New York e Kansas City.</p>
<p>Nel XX secolo, gli anni trenta erano gli anni dello swing, della radio e del ballo e questo grazie al fatto che verso la fine degli anni venti, in piena crisi economica ed in pieno proibizionismo, si sentì il bisogno di novità anche nel campo musicale: lo stile &#8220;Hot Jazz&#8221; di New Orleans ed il Dixieland non soddisfacevano più il pubblico.</p>
<p>I locali di Kansas City e New York, con Cotton Club in testa, decisero di affidarsi a musicisti giovani con nuove idee.</p>
<p>Kansas City divenne il regno di Count Basie ed il Cotton Club di NY quello di Duke Ellington: le loro orchestre, con le loro assolute diversità, scandiranno e influenzeranno gli sviluppi futuri del Jazz fino al 1940.</p>
<p>Lo swing di Kansas City era segnato da una totale influenza del blues mentre quello di New York, grazie a &#8220;Duke&#8221; Ellington, per alcuni versi strizzava l&#8217;occhio persino alla musica sinfonica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Billie Holiday canta &#8220;Strange Fruit&#8221;</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2009/10/30/billie-holiday-canta-strange-fruit/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 17:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[billie-holiday]]></category>

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		<description><![CDATA[Strange Fruit &#8211; Il video con Billie Holiday Strange Fruit  è una canzone portata al successo dall&#8217;artista jazz statunitense Billie Holiday, che la eseguì per la prima volta nel nightclub Café Society di New York nel 1939. Il brano, la cui musica e il testo sono di Abel Meeropol, è una forte denuncia contro i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Strange Fruit &#8211; Il video con Billie Holiday</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/10/billie_holiday-gal.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5142" title="billie_holiday-gal" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/10/billie_holiday-gal-300x208.jpg" alt="billie_holiday-gal" width="300" height="208" /></a></strong></p>
<p>Strange Fruit  è una canzone portata al successo dall&#8217;artista jazz statunitense Billie Holiday, che la eseguì per la prima volta nel nightclub Café Society di New York nel 1939.</p>
<p>Il brano, la cui musica e il testo sono di Abel Meeropol, è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili: l&#8217;espressione Strange Fruit è diventata un simbolo per &#8220;linciaggio&#8221;.</p>
<p>Infatti, lo &#8220;strano frutto&#8221; di cui si parla nella canzone è il corpo di un nero che penzola da un albero.</p>
<p>La potenza simbolica ed emotiva del testo deriva dal contrasto fra l&#8217;immagine evocata di un Sud rurale e tradizionale e la realtà brutale dei linciaggi e del razzismo.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/h4ZyuULy9zs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/h4ZyuULy9zs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Lyrics</strong></p>
<p>Southern trees bear a strange fruit,<br />
Blood on the leaves and blood at the root,<br />
Black bodies swinging in the southern breeze,<br />
Strange fruit hanging from the poplar trees.</p>
<p>Pastoral scene of the gallant south,<br />
The bulging eyes and the twisted mouth,<br />
Scent of magnolia, sweet and fresh,<br />
Then the sudden smell of burning flesh.</p>
<p>Here is fruit for the crows to pluck,<br />
For the rain to gather, for the wind to suck,<br />
For the sun to rot, for the trees to drop,<br />
Here is a strange and bitter crop.</p>
<p><strong>Traduzione &#8211; Strano Frutto</strong></p>
<p>Gli alberi del sud hanno uno strano frutto,<br />
Sangue sulle foglie e sangue alle radici,<br />
Corpi neri oscillano nella brezza del sud,<br />
Uno strano frutto appeso ai pioppi.</p>
<p>Scena pastorale del prode sud,<br />
Gli occhi sporgenti e le bocche contorte,<br />
Profumo di magnolia, dolce e fresco,<br />
Poi l’improvviso odore di carne che brucia.</p>
<p>Ecco il frutto che i corvi beccano,<br />
Che la pioggia coglie, che il vento succhia,<br />
Che il sole fa marcire, che gli alberi fanno cadere,<br />
Ecco un raccolto strano e amaro.</p>
]]></content:encoded>
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