Seminario di Canto Medioevale
1° incontro venerdì 1 aprile ore 21,15
Serata introduttiva sulla Musica nel Medioevo con videoproiezioni
2° incontro domenica 3 aprile ore 16,00-18,00
Laboratorio vocale – La monodia sacra liturgica: il canto gregoriano
3° incontro venerdì 8 aprile ore 21,15-23,00
Laboratorio vocale – La monodia sacra paraliturgica: canti devozionali, laude e cantigas – La polifonia sacra
4° incontro domenica 10 aprile ore 16,00-18,00
Laboratorio vocale – La musica profana
5° incontro domenica 17 aprile ore 16,00-18,00
Conclusione e consegna degli Attestati di frequenza
Tutti gli incontri si svolgeranno a Legnano (MI) presso
Con il sorgere della civiltà comunale, nelle città i costumi si erano evoluti ed erano cambiate le abitudini e il modo di vivere.
Accanto ai valori dello spirito acquistavano ora maggior importanza
anche i valori terreni, le cose di questo mondo.
Si aprono scuole e università che favoriscono il diffondersi della cultura al di fuori dell’ambiente della Chiesa.
Nell’ambiente universitario nasce un genere di musica particolarmente scanzonato e irriverente: i canti goliardici.
Gli autori di questi canti erano i “clerici vagantes”, giovani studenti che si spostavano da una scuola all’altra attratti dalla fama di
Tutti oggi usiamo la parola coro per indicare un insieme di persone che cantano e, allo stesso tempo, un preciso spazio della chiesa che sta al di là dell’altare maggiore, ma molti non fanno caso al fatto che l’origine di questo termine risale nientemeno che al mondo della Grecia classica nel quale invece la parola choros stava a significare, tra l’altro, un gruppo di cantori-danzatori che agivano in quella sezione semicircolare antistante alla scena del teatro denominata orchestra.
Per questo, possiamo dire che, proprio con l’avvento del Cristianesimo, il significato e la
Nel Medioevo, sulla scorta dei trattati filosofici dal pensiero greco, la Musica era considerata essenzialmente la manifestazione udibile dei numeri eterni che promanano da Dio.
Di essa Severino Boezio (De institutione musicae) individuava una triplice partizione: la Musica mundana (ovvero la musica non udibile delle sfere celesti, più affine al concetto di armonia piuttosto che a quello di suono); la Musica humana (ovvero la musica udita da ciascuno che discenda in se stesso, armonia psichica che risuona nell’animo dell’uomo); la Musica instrumentalis (ovvero la musica prodotta dagli strumenti che ricomprendono anche la