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	<title>Musica Colta &#187; barocco</title>
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		<title>Il Violino Barocco</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 17:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
				<category><![CDATA[barocco]]></category>
		<category><![CDATA[cordofoni]]></category>
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		<description><![CDATA[Non tutti conoscono la differenza tra il violino moderno ed il violino barocco, dal momento che in Italia non è molto diffuso lo studio di questo affascinante strumento ed è altrettanto raro potere assistere ad artisti che lo suonano. Esistono differenze nelle dimensioni, nel peso, nel disegno, così come nei materiali; diverso è l’archetto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/10/VIOLINO-barocco.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/10/VIOLINO-barocco.jpg" alt="" title="VIOLINO barocco" width="240" height="240" class="alignright size-full wp-image-10311" /></a></p>
<p>Non tutti conoscono la differenza tra il violino moderno ed il violino barocco, dal momento che in Italia non è molto diffuso lo studio di questo affascinante strumento ed è altrettanto raro potere assistere ad artisti che lo suonano. Esistono differenze nelle dimensioni, nel peso, nel disegno, così come nei materiali; diverso è l’archetto e diverse risultano la tecnica e la capacità espressiva. Le corde del violino barocco sono di budello animale, trattato ed arrotolato fino a formare un filo. Le corde del violino moderno, in particolare le corde del La, Re e Sol sono dotate di un’anima in fibra sintetica (nylon, rayon), oppure in budello, circondata da un avvolgimento di seta rivestito esternamente con una sottile fascia di metallo (acciaio, alluminio, argento) per conferire una maggiore massa all’insieme, così da permettere di produrre le note più gravi mantenendo la corda abbastanza sottile.<br /> La corda del Mi detta cantino è quasi sempre costituita da un unico sottile filo di acciaio. Le corde con anima sintetica permettono di ottenere un suono intenso e brillante con maggiore durata e stabilità nell’accordatura. Per contro degradano più rapidamente rispetto a quelle con anima in budello.<br /> Le corde del violino barocco tendono a perdere l’accordatura più facilmente a causa della temperatura ambientale, dell’umidità e persino per il riscaldamento prodotto dalla mano dell’esecutore; tendono a deteriorarsi e a rompersi con maggior facilità rispetto alle corde moderne.<br /> Il manico del violino barocco è più corto e non si utilizza nè mentoniera nè spalliera (Per ulteriori dettagli sulla manifattura vi consigliamo il <a href="http://www.metiersdart.info/De-l-archet-baroque-a-l-archet,73.html">seguente articolo </a>in francese che specifica bene la differenza tra archetto barocco e classico). Non sempre si pone la giusta attenzione all’importanza di questo strumento a meno di trovarsi di fronte alle “esecuzioni filologiche”, nelle quali l’uso di strumenti e tecniche esecutive propri dell’epoca della composizione costituisce uno degli elementi guida dell’interpretazione musicale.</p>
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		<title>Il Barocco Veneziano di Antonio Lotti</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 12:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
				<category><![CDATA[barocco]]></category>
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		<description><![CDATA[Antonio Lotti non sembrerebbe essere una tra le figure più di rilievo del Barocco italiano ed in particolare del Barocco Veneziano; questa è una verità relativa, poiché chi realemente conosce le dinamiche culturali di quel tempo scoprirebbe che gli intrecci e le influenze artistiche di quel periodo vedono Lotti come una tra i protagonisti assoluti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/04/barocco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6611" style="margin: 2px;" title="barocco" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/04/barocco-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Antonio Lotti non sembrerebbe essere una tra le figure più di rilievo del Barocco italiano ed in particolare del Barocco Veneziano; questa è una verità relativa, poiché chi realemente conosce le dinamiche culturali di quel tempo scoprirebbe che gli intrecci e le influenze artistiche di quel periodo vedono Lotti come una tra i protagonisti assoluti. Tra le sue abitudini c&#8217;erano le riunioni che si svolgevano nella dimora dei due noti fratelli Alessandro Marcello e Benedetto Marcello, ai quali diede qualche lezione di musica. Non dimentichiamo che tra gli altri suoi allievi si possono ricordare Alberti, Bassani, Gaspanini, Galuppi, Pescetti e Caratelli, il quale lo sostituì sovente nei suoi impegni in particolar modo negli ultimi anni.</p>
<p>Tutte le composizioni di Antonio Lotti sono frutto di un ambiente musicale settecentesco squisitamente veneziano ma la sua vasta e varia produzione lo annovera tra le figure più &#8220;dense&#8221; del barocco veneziano in grado di condensare nella sua scrittura stili affermati e stili in evoluzione.</p>
<p>La sua formazione musicale si arricchì parecchio grazie a Legrenzi: fin da giovane ebbe modo di accedere alle più prestigiose istituzioni musicali di Venezia, ricoprendo incarichi via via più importanti e rimanendovi sino alla morte.</p>
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		<title>Breve Biografia di Arcangelo Corelli</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 15:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[barocco]]></category>
		<category><![CDATA[biografie]]></category>
		<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[corelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Arcangelo Corelli Nato a Fusignano, il 17  febbraio 1653. Compositore e violinista tra i più grandi del Barocco. Il suo nome è associato al &#8220;Concerto Grosso&#8221;, forma musicale che egli portò all&#8217;apice della perfezione. La sua produzione si può racchiudere in sei raccolte, di cui curò egli stesso la pubblicazione. Le prime quattro appartengono alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/12/Arcangelo_corelli.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5578" title="Arcangelo_corelli" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/12/Arcangelo_corelli.jpg" alt="Arcangelo_corelli" width="369" height="467" /></a></p>
<p><strong>Arcangelo Corelli</strong></p>
<p>Nato a Fusignano, il 17  febbraio 1653.</p>
<p>Compositore e violinista tra i più grandi del Barocco.</p>
<p>Il suo nome è associato al &#8220;Concerto Grosso&#8221;, forma musicale che egli portò all&#8217;apice della perfezione.</p>
<p>La sua produzione si può racchiudere in sei raccolte, di cui curò egli stesso la pubblicazione.</p>
<p>Le prime quattro appartengono alla categoria delle “Sonate a tre”, ovvero due violini e un basso, e quest&#8217;ultimo era affidato ad altri due strumenti, ovvero un violone, o una viola da gamba, o un arciliuto, e un cembalo, nel caso di Sonate da Camera, un organo nel caso di Sonate da Chiesa.</p>
<p>La prima e la terza opera , rispettivamente del 1681 e del 1689, contengono ognuna dodici Sonate da Chiesa, cioè formate da movimenti &#8220;non di danza&#8221;, bensì da tempi che recano solo l’indicazione generica di “allegro”, “adagio”, “presto”, “lento”, ecc.</p>
<p>Per la realizzazione del basso viene prescritto l’organo, anziché il cembalo.</p>
<p>Invece la seconda e la quarta opera, rispettivamente del 1685 e del 1694, contengono ognuna dodici Sonate da Camera, i tempi recano le indicazioni dei nomi di danze in uso nelle vecchie “ suites” o “ partite” , come “preludio”, “ allemanda”, “sarabanda”, “ gavotta” , “giga” , ecc.</p>
<p>La sonata di Corelli ha generalmente cinque o sei tempi, di movimento alternato, monotematici, senza modulazioni.</p>
<p>La quinta opera, composta nel 1700, porta una grande novità, ovvero l’abbandono della disposizione “a tre”, che risentiva del vecchio stile concertante, e la concentrazione della materia musicale nel duo di violino e cembalo, aprendo la strada alla concezione di quella che sarà un giorno la Sonata moderna per violino e pianoforte.</p>
<p>Delle 12 Sonate della quinta opera , le prime 6 sono Sonate da Chiesa, le successive 6 Sonate da Camera.</p>
<p>L’ultima è la celebre Follia, ovvero variazioni sulla danza di Spagna,  che portava questo nome, e che spicca meritatamente in seno alla produzione di Corelli per un insolito calore appassionato e quasi romantico dell’espressione.</p>
<p>Nella sestra opera, pubblicata ad Amsterdam nel 1714, Corelli raccolse 12 Concerti Grossi, dando un esempio magistrale di questa forma non più cameristica, ma orchestrale, fondata sull’opposizione di un “concertino” di tre archi solisti e la massa degli altri archi, forma di cui lo si vuole anche inventore se, com’è da ritenere, molti dei Concerti Grossi, da lui raccolti e pubblicati all’estremo della vita, erano stati in realtà composti ed eseguiti già molti anni addietro.</p>
<p>Particolarmente noto e poetico il Concerto n.8 “Fatto per la Notte di Natale”.</p>
<p>L’influenza stilistica di Corelli, riconosciuto ai suoi tempi come il più grande violinista e autore di musica per il violino, fu vastissima, non solo per opera dei diretti discepoli e continuatori, come il Geminiani, il Locatelli e il Gasparini, ma anche attraverso la studiosa ammirazione di artisti come Veracini, Tartini, Bach ed Händel che durante il suo giovanile soggiorno romano fu molto amico di Corelli.</p>
<p>Corelli si spense a Roma, l&#8217;otto gennaio 1713.</p>
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		<title>Girolamo Frescobaldi &#8211; Breve Biografia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 14:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È ritenuto uno dei maggiori compositori per clavicembalo del XVII secolo ma fu anche cantore e virtuoso di diversi strumenti tra cui l&#8217;organo. Nacque a Ferrara il 13 settembre 1583, ma già da bambino si trasferì con la famiglia a Roma dove frequentò l&#8217;Accademia di Santa Cecilia. Nella stessa città divenne organista a Santa Maria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/Girolamo_Frescobaldi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5505" title="Girolamo_Frescobaldi" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/Girolamo_Frescobaldi-234x300.jpg" alt="Girolamo_Frescobaldi" width="234" height="300" /></a></p>
<p>È ritenuto uno dei maggiori compositori per clavicembalo del XVII secolo ma fu anche cantore e virtuoso di diversi strumenti tra cui l&#8217;organo.</p>
<p>Nacque a Ferrara il 13 settembre 1583, ma già da bambino si trasferì con la famiglia a Roma dove frequentò l&#8217;Accademia di Santa Cecilia.</p>
<p>Nella stessa città divenne organista a Santa Maria in Trastevere e successivamente, per vent&#8217;anni, organista in San Pietro.</p>
<p>Dopo una deludente e breve parentesi presso il duca di Mantova, e terminata momentaneamente l&#8217;esperienza romana, si trasferì 1628 con la famiglia a Firenze.</p>
<p>Qui, nel 1630, pubblicò due raccolte di arie: il primo e il secondo Libro d&#8217;Arie musicali per cantarsi nel Gravicembalo e Tiorba a una, due o tre voci.</p>
<p>Il suo &#8220;Primo libro de&#8217; madrigali a cinque voci&#8221; era stato pubblicato ad Anversa nel 1608.</p>
<p>Successivamente aveva seguito a Bruxelles, importante centro per lo studio del clavicembalo, il nunzio pontificio in Fiandra Guido Bentivoglio.</p>
<p>Ritornato nel 1634 a Roma, riprese il proprio posto in San Pietro.</p>
<p>L&#8217;anno successivo pubblicò a Venezia, Fiori musicali, Kyrie, Canzoni, Capricci e i Ricercari in partitura a quattro.</p>
<p>Tra le sue opere vocali sono da segnalare i Liber secundus diversarum modulationum singulis, binis, ternis, quaternisque vocibus.</p>
<p>Della sua produzione musicale, sono famosi i suoi libri di toccate pubblicati tra il 1615 e il 1627 e nella cui prefazione anticipa la maniera di suonare con affetti cantabili che sarà poi tipica del successivo melodramma. Compose ed eseguì musica con un intento ascrivibile alla cosiddetta seconda prattica monteverdiana, contrapposta alla prima prattica, quella secondo cui la musica è un&#8217;arte filosofico-matematica che vede la sua realizzazione più alta nell&#8217;utilizzo del contrappunto da parte dei compositori fiamminghi.</p>
<p>Egli volle, attraverso la musica strumentale, e sarà il primo grande indipendentista della musica strumentale, fino ad allora sempre subordinata alla vocalità, alle parole di un testo che la eleva ad arte, evocare gli affetti degli ascoltatori, suggerire delle emozioni, e lo fece ispirandosi ai canti italiani fioriti, melismatici, che esprimono cioè un testo con più note per ogni sillaba, contrapposte ai canti sillabici che ad ogni sillaba fanno corrispondere una nota.</p>
<p>Nella sua Musica si ritrovano quindi quei virtuosismi vocali espressi dagli strumenti.</p>
<p>Nelle toccate e partite, definiti generi idiomatici perché composti tenendo conto prevalentemente dell&#8217;atto esecutivo ed improvvisativo piuttosto che invece l&#8217;atto compositivo, si trovano scale ascendenti e discendenti, trilli, abbellimenti e virtuosismi di sorta, inframezzati da momenti accordali.</p>
<p>Questa frammentazione in sezioni contrapposte e diversissime è dovuta all&#8217;origine di questi generi, che crescono in un ambito di celebrazioni liturgiche e necessitano perciò di poter essere interrotti il più velocemente possibile e nel modo migliore, alla prima richiesta del celebrante.</p>
<p>Morì a Roma  il primo marzo 1643.</p>
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		<title>Pergolesi &#8211; &#8220;Stizzoso, mio stizzoso&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 18:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leopold</dc:creator>
				<category><![CDATA[barocco]]></category>
		<category><![CDATA[classica]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>
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		<description><![CDATA[Intermezzo I &#8220;Stizzoso, mio stizzoso&#8221; &#8211; Serpina (Soprano) Renata Scotto &#8211; Serpina (Libretto &#8211; Gennaro Antonio Federico) SERPINA Stizzoso, mio stizzoso Voi fate il borïoso, Ma non vi può giovare. Bisogna al mio divieto Star cheto, e non parlare. Zit&#8230; zit&#8230; Serpina vuol così. Cred&#8217;io che m&#8217;intendete, Dacché mi conoscete Son molti e molti dì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/serva-padrona_good_2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5460" title="serva-padrona_good_2" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/11/serva-padrona_good_2-300x202.jpg" alt="serva-padrona_good_2" width="300" height="202" /></a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Yyhz0sbnMa0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Yyhz0sbnMa0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><span><strong>Intermezzo I</strong></span></p>
<p><strong>&#8220;Stizzoso, mio stizzoso&#8221; &#8211; Serpina (Soprano)</strong></p>
<p><strong>Renata Scotto &#8211; Serpina</strong></p>
<p>(Libretto &#8211; Gennaro Antonio Federico)</p>
<p>SERPINA<br />
Stizzoso, mio stizzoso<br />
Voi fate il borïoso,<br />
Ma non vi può giovare.<br />
Bisogna al mio divieto<br />
Star cheto, e non parlare.<br />
Zit&#8230; zit&#8230; Serpina vuol così.<br />
Cred&#8217;io che m&#8217;intendete,<br />
Dacché mi conoscete<br />
Son molti e molti dì.</p>
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