14 ottobre, 2011
Autore: MC
Non tutti conoscono la differenza tra il violino moderno ed il violino barocco, dal momento che in Italia non è molto diffuso lo studio di questo affascinante strumento ed è altrettanto raro potere assistere ad artisti che lo suonano. Esistono differenze nelle dimensioni, nel peso, nel disegno, così come nei materiali; diverso è l’archetto e diverse risultano la tecnica e la capacità espressiva. Le corde del violino barocco sono di budello animale, trattato ed arrotolato fino a formare un filo. Le corde del violino moderno, in particolare le corde
20 aprile, 2010
Autore: MC
Antonio Lotti non sembrerebbe essere una tra le figure più di rilievo del Barocco italiano ed in particolare del Barocco Veneziano; questa è una verità relativa, poiché chi realemente conosce le dinamiche culturali di quel tempo scoprirebbe che gli intrecci e le influenze artistiche di quel periodo vedono Lotti come una tra i protagonisti assoluti. Tra le sue abitudini c’erano le riunioni che si svolgevano nella dimora dei due noti fratelli Alessandro Marcello e Benedetto Marcello, ai quali diede qualche lezione di musica. Non dimentichiamo che tra gli
Arcangelo Corelli
Nato a Fusignano, il 17 febbraio 1653.
Compositore e violinista tra i più grandi del Barocco.
Il suo nome è associato al “Concerto Grosso”, forma musicale che egli portò all’apice della perfezione.
La sua produzione si può racchiudere in sei raccolte, di cui curò egli stesso la pubblicazione.
Le prime quattro appartengono alla categoria delle “Sonate a tre”, ovvero due violini e un basso, e quest’ultimo era affidato ad altri due strumenti, ovvero un violone, o una viola da gamba, o un arciliuto, e un cembalo, nel caso di Sonate da Camera, un
È ritenuto uno dei maggiori compositori per clavicembalo del XVII secolo ma fu anche cantore e virtuoso di diversi strumenti tra cui l’organo.
Nacque a Ferrara il 13 settembre 1583, ma già da bambino si trasferì con la famiglia a Roma dove frequentò l’Accademia di Santa Cecilia.
Nella stessa città divenne organista a Santa Maria in Trastevere e successivamente, per vent’anni, organista in San Pietro.
Dopo una deludente e breve parentesi presso il duca di Mantova, e terminata momentaneamente l’esperienza romana, si trasferì 1628 con la famiglia a Firenze.
Qui, nel 1630, pubblicò due