barocco
Antonio Lotti non sembrerebbe essere una tra le figure più di rilievo del Barocco italiano ed in particolare del Barocco Veneziano; questa è una verità relativa, poiché chi realemente conosce le dinamiche culturali di quel tempo scoprirebbe che gli intrecci e le influenze artistiche di quel periodo vedono Lotti come una tra i protagonisti assoluti. Tra le sue abitudini c’erano le riunioni che si svolgevano nella dimora dei due noti fratelli Alessandro Marcello e Benedetto Marcello, ai quali diede qualche lezione di musica. Non dimentichiamo che tra gli

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Arcangelo Corelli Nato a Fusignano, il 17  febbraio 1653. Compositore e violinista tra i più grandi del Barocco. Il suo nome è associato al “Concerto Grosso”, forma musicale che egli portò all’apice della perfezione. La sua produzione si può racchiudere in sei raccolte, di cui curò egli stesso la pubblicazione. Le prime quattro appartengono alla categoria delle “Sonate a tre”, ovvero due violini e un basso, e quest’ultimo era affidato ad altri due strumenti, ovvero un violone, o una viola da gamba, o un arciliuto, e un cembalo, nel caso di Sonate da Camera, un

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È ritenuto uno dei maggiori compositori per clavicembalo del XVII secolo ma fu anche cantore e virtuoso di diversi strumenti tra cui l’organo. Nacque a Ferrara il 13 settembre 1583, ma già da bambino si trasferì con la famiglia a Roma dove frequentò l’Accademia di Santa Cecilia. Nella stessa città divenne organista a Santa Maria in Trastevere e successivamente, per vent’anni, organista in San Pietro. Dopo una deludente e breve parentesi presso il duca di Mantova, e terminata momentaneamente l’esperienza romana, si trasferì 1628 con la famiglia a Firenze. Qui, nel 1630, pubblicò due
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Intermezzo I “Stizzoso, mio stizzoso” – Serpina (Soprano) Renata Scotto – Serpina (Libretto – Gennaro Antonio Federico) SERPINA Stizzoso, mio stizzoso Voi fate il borïoso, Ma non vi può giovare. Bisogna al mio divieto Star cheto, e non parlare. Zit… zit… Serpina vuol così. Cred’io che m’intendete, Dacché mi conoscete Son molti e molti dì.
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22 novembre, 2009

Pergolesi – La Serva Padrona

Autore: Leopold
Libretto di G. FEDERICO, musica di G. B. PERGOLESI. Prima esecuzione: 5 Settembre 1733,  Napoli. A Serpina penserete qualche volta, e qualche dì e direte: «Ah! poverina, cara un tempo ella mi fu.» (Ei mi par che già pian piano s’incomincia a intenerir.)

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