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	<title>Musica Colta &#187; compositori</title>
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		<title>Brahms &#8211; Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 77</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brahms e Joachim ed il Concerto per Violino Non è noto l’esatto periodo in cui Brahms si accinse alla scrittura del suo concerto per violino, sappiamo però che terminò di scriverne la prima copia nell&#8217;estate del 1878 a Portschach. Il suo desiderio era di comporre un concerto per il suo grande amico e violinista Joachim [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Brahms e Joachim ed il Concerto per Violino</h2>
<p>Non è noto l’esatto periodo in cui Brahms si accinse alla scrittura del suo concerto per violino, sappiamo però che terminò di scriverne la prima copia nell&#8217;estate del 1878 a Portschach. Il suo desiderio era di comporre un concerto per il suo grande amico e violinista Joachim che, formatosi a Vienna sotto la guida di notevoli maestri quali Hanser e Bohn, si era trasferito a Lispia nel 1843 dove studiò con Mendelssohn.</p>
<p><div id="attachment_10643" class="wp-caption alignright" style="width: 293px"><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/12/BrahmsJoachim.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/12/BrahmsJoachim.jpg" alt="" title="Brahms &amp; Joachim" width="283" height="283" class="size-full wp-image-10643" /></a><p class="wp-caption-text">Brahms &#038; Joachim</p></div>
<p>Approfondì ulteriormente le sue conoscenze a Vienna dove lavorò con Liszt per cui nutriva grandissima ammirazione: tuttavia una sua già dichiarata inclinazione verso il Classicismo resa più consapevole dagli studi compiuti con Mendelssohn, lo portò a dissociarsi drasticamente da Liszt e dalla sua concezione della “nuova musica”.</p>
<p>Proprio in quegli anni (1851-53) strinse amicizia prima con Schumann e poi con Brahms con cui sempre fu legato da una reciproca ammirazione. Solo quando lo stesso Brahms prese le parti di Amalie Weisz, famoso mezzosoprano, nella causa di divorzio che Joachim aveva intentato con la moglie, i loro rapporti si raffreddarono, ma il violinista non cessò di farsi araldo della musica di Brahms, a cui rimase fermamente devoto.</p>
<p>E&#8217; a lui, infatti, che si deve l&#8217;affermazione di Brahms in Inghilterra, dove nel 1877 diresse per la prima volta la Sinfonia n.1 a Cambridge in occasione della cerimonia in cui venne consegnato allo stesso Joachim il dottorato in musica honoris causa. E&#8217; con grande amicizia e sincera modestia che Brahms spedì il 22 agosto 1878 la parte per il violino solista all&#8217;amico, accompagnandola con queste parole: &#8220;Dopo averti scritto questo, io mi sono chiesto cosa potrai fartene della sola parte per violino. La mia intenzione è, naturalmente, che tu la corregga, non limitatamente alla qualità della composizione, e che, se pensi che non valga la pena di pubblicarla, me lo dica. Io ti sarò molto grato se mi indicherai quali parti sono difficili, inopportune o impossibili da eseguire. L&#8217;intera opera è in quattro movimenti&#8221;. Così rispose Joachim: &#8220;Mi fa molto piacere sapere che hai scritto un concerto per violino, e in quattro movimenti! Ho dato un&#8217;occhiata a quello che mi ha mandato e ho fatto alcune annotazioni e modifiche, ma senza la parte dell&#8217;orchestra non vuol dire molto. Io posso ricavare molto da questo lavoro e vi è una gran quantità di ottima musica per violino, ma se è possibile suonare con agio in una calda sala da concerto&#8230;ti lascio immaginare&#8230;.Non potremmo passare un paio di giorni insieme?&#8221; .</p>
<p>La proposta del violinista fu di provare il concerto a Berlino prima del Natale dello stesso anno, ma Brahms, sempre alla ricerca della perfezione, continuamente assillato da dubbi e ripensamenti, rifiutò e il 23 ottobre così scrisse: &#8220;Io sono lento a scrivere, per la prima, poi! Se tu pensi qualcosa a proposito del mio lavoro prendi accordi per gennaio. Io non posso scrivere niente di definitivo al momento, soprattutto dopo aver “inciampato” nell&#8217;Adagio e nella Scherzo&#8221;. </p>
<p>Si fece restituire il manoscritto, seguirono lettere sconfortate in cui lamentava la mediocrità dell&#8217;Adagio e la sua totale insoddisfazione per lo Scherzo, ma il 12 dicembre aggiunse: &#8220;Ti restituisco la parte e sono completamente d&#8217;accordo con le tue correzioni. Le parti per l&#8217;orchestra potrai vederle a Lipsia il 1° gennaio nel caso tu voglia suonarlo lì.&#8221; Nonostante il concerto presentasse notevoli difficoltà Joachim lo eseguì puntualmente il 1° gennaio, ma Brahms non lo reputò ancora pronto per la pubblicazione. Dopo che Joachim, ripresosi il manoscritto, eseguì il pezzo numerose volte in Inghilterra ottenendo un buon successo, nel marzo 1879 ricevette dal musicista questa lettera: &#8220;Il fatto che tu abbia ancora il mio lavoro non è una grave disgrazia. Ma io sono ansioso di vedere quali modifiche hai fatto e se saranno convincenti o se dovrò consultare qualcun altro, cosa che non voglio fare. Dimmi, questo concerto è pronto per essere pubblicato?&#8221;</p>
<p>Tuttavia non tutte le correzioni piacquero all&#8217;autore, che il 22 giugno scrisse: &#8220;Dovrai pensarci due volte prima di chiedermi un altro concerto! E&#8217; una buona cosa che il tuo nome compaia sullo spartito; tu sei, poco o tanto, responsabile della parte del violino solista&#8221;. Il pubblico e la critica non furono entusiasti: lo considerarono una composizione che non valorizzava il violino ma al contrario pareva scritta &#8216;contro&#8217; di esso; comunque il concerto venne pubblicato dall&#8217;editore Simrock nell&#8217;ottobre 1879.</p>
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		<title>Breve Biografia di Riccardo Broschi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 14:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riccardo Broschi è meglio noto come fratello del più celebre cantante castrato Carlo Broschi ovvero &#8220;Farinelli&#8221;. Le loro vite di fratelli ed artisti fecero da cassa di risonanza per le rispettive esistenze. A quei tempi i cantanti castrati erano delle figure di spicco che frequentavano i salotti migliori e spesso persino le corti dei re. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/11/broschi.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/11/broschi.jpg" alt="" title="broschi" width="224" height="224" class="alignright size-full wp-image-10424" /></a>Riccardo Broschi è meglio noto come fratello del più celebre cantante castrato Carlo Broschi ovvero &#8220;Farinelli&#8221;. Le loro vite di fratelli ed artisti fecero da cassa di risonanza per le rispettive esistenze. A quei tempi i cantanti castrati erano delle figure di spicco che frequentavano i salotti migliori e spesso persino le corti dei re. Riccardo compose per il fratello arie virtuose ispirate direttamente dal talento del più giovane fratello che aveva ascoltato ed ammirato già in tenera età. Farinelli, per le sue esibizioni canore,  ebbe modo di confrontarsi anche con altri autori contemporanei, dal suo maestro Porpora al grande Haendel ma rimase per molti anni legato alle sorti del fratello.</p>
<p>Nato a Napoli nel 1698, trascorse i primi anni della sua vita con la famiglia tra Andria  e Barletta, allora facenti parte del Regno di Napoli. Studiò presso il  Conservatorio di Santa Maria di Loreto e cominciò a comporre le sue prime opere di carattere sacro nel 1725. Nell&#8217;autunno dello stesso anno debuttò come operista con l&#8217;opera buffa &#8220;La vecchia sorda&#8221; al Teatro dei Fiorentini.</p>
<p>Nel 1727 a Roma rappresentò alla Chiesa Nuova il suo primo e unico oratorio, &#8220;Il martirio di Santa Susanna Vergine&#8221;, e l&#8217;anno successivo nella stessa città mise in scena la sua prima opera seria, &#8220;L&#8217;isola di Alcina&#8221;, al Teatro Tordinona. </p>
<p>In cerca di lavoro, venne invitato insieme al fratello, nel 1734 a Londra, dove fece il suo debutto nel palcoscenico inglese con lo &#8220;Artaserse&#8221;, prodotto in collaborazione con Johann Adolf Hasse. Di questo lavoro si ricorda l&#8217;aria di bravura &#8220;Son qual nave ch&#8217;agitata&#8221;, un vero esempio di aria &#8220;barocca&#8221;, piena di fioriture ed abbellimenti degni di questo nome.<br />
L&#8217;anno successivo fu a Milano per la produzione della sua nuova opera &#8220;Adriano in Siria&#8221;, su libretto di Metastasio. Nel 1737 fu attivo per un breve periodo come compositore di musica alla corte del duca Carlo Alessandro di Württemberg. Tornato a Napoli, mise in scena il suo ultimo dramma, &#8220;Demetrio&#8221;, composto in collaborazione con Leonardo Leo; non riuscendo nella città partenopea ad ottenere importanti commissioni, nel 1739 decise di raggiungere il fratello Carlo a Madrid, dove nel 1737 quest&#8217;ultimo era diventato cantante di corte al servizio del sovrano Filippo V. Qui abbandonò la propria carriera musicale per intraprendere quella diplomatica come commissario della guerra e della marina. Tuttavia alcune lettere rinvenute presso l&#8217;archivio di stato di Napoli rivelano che Riccardo Broschi nel 1744 tentò di acquisire la carica di maestro di cappella della corte reale napoletana. La storia lo ricorderà sempre come il fratello di Farinelli ma non per questo la sue opere devono essere sottovalutate.</p>
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		<title>Nino Rota &#8211; Breve Biografia</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 21:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il suo nome, per intero, era Giovanni Rota Rinaldi, ma era meglio noto come Nino Rota. Nato a Milano il 3 dicembre 1911, da una famiglia di musicisti: la madre era la pianista Ernesta Rinaldi. Già ad otto anni inizia a comporre e giovanissimo, nel 1923, entra al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Allievo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/08/nino-rota.jpg"><img src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2011/08/nino-rota.jpg" alt="" title="nino rota" width="167" height="156" class="alignright size-full wp-image-10225" /></a>Il suo nome, per intero, era Giovanni Rota Rinaldi, ma era meglio noto come Nino Rota.<br />
Nato a Milano il 3 dicembre 1911, da una famiglia di musicisti: la madre era la pianista Ernesta Rinaldi.<br />
Già ad otto anni inizia a comporre e giovanissimo, nel 1923, entra al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.<br />
Allievo di Paolo Delachi e Giulio Bas. </p>
<p>La sua prima vera opera è del 1922 &#8220;L&#8217;infanzia di S. Giovanni Battista&#8221; eseguito nello stesso anno a Milano e l&#8217;anno successivo in Francia.Nel 1926 Nino Rota scrive &#8220;Il Principe Porcaro&#8221;, una piccola opera per ragazzi ispirata ad una fiaba di Hans Christian Andersen. Tre quarti d&#8217;ora di una musica che con discreta maturità, intensa e al tempo stesso ironica convince il giudizio della critica.</p>
<p>Nonostante le tante attività ed i successi conseguiti i suoi studi non finiscono; studia privatamente con Alfredo Casella a Roma, conseguendo il diploma in composizione musicale al Conservatorio di Santa Cecilia nel 1930.</p>
<p>Dal 1930 al 1932 starà negli Stati Uniti per alcuni corsi di perfezionamento vincendo una borsa di studio a Filadelfia. Tornato in patria consegue la laurea in lettere all&#8217;Università degli studi di Milano con una tesi dedicata al compositore Gioseffo Zarlino.</p>
<p>Nel 1937 insegna teoria e solfeggio al Liceo Musicale di Taranto, mentre due anni dopo passa al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, dove insegna armonia e composizione; di quest&#8217;ultimo istituto diventa direttore nel 1950.</p>
<p>E&#8217; durante la guerra che inizia la sua attività di compositore per il cinema; dopo aver realizzato il suo primo accompagnamento musicale per il film &#8220;Zazà&#8221; di Renato Castellani nel 1944, incontra, successivamente, Federico Fellini impegnato a produrre &#8220;Lo sceicco bianco&#8221;. Da allora tra i due artisti si instaura un&#8217;amicizia lunga trent&#8217;anni e una collaborazione per numerosi film. Nel 1972 compose le musiche del film &#8220;Il padrino&#8221;. Nel 1977 vince il David di Donatello per il miglior musicista per il film &#8220;Il Casanova&#8221; di Federico Fellini.</p>
<p>Dall&#8217;inizio della sua carriera come compositore di colonne sonore però non smette di comporre musica per orchestra, da camera e vocale, oltre a numerose opere liriche, tra le quali &#8220;Il cappello di paglia di Firenze&#8221;, e permettendosi addirittura qualche incursione nella mondo della televisione con lo sceneggiato &#8220;Il giornalino di Gian Burrasca&#8221;.</p>
<p>Nino Rota muore a Roma il 10 aprile 1979 poco dopo la fine delle registrazioni della sua ultima colonna sonora per Fellini, &#8220;Prova d&#8217;orchestra&#8221;.</p>
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		<title>Traetta &#8211; La sua concezione musicale e le sue opere</title>
		<link>http://www.musicacolta.eu/2010/03/23/traetta-la-sua-concezione-musicale-e-le-sue-opere/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 20:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
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		<category><![CDATA[musica sacra]]></category>
		<category><![CDATA[opera]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Signori badate a questo passo&#8221; (Tommaso Traetta) Musicista di certo noto agli esperti ma pressocchè sconosciuto ai più. E&#8217; stato un compositore italiano vissuto nel XVIII secolo appartenente alla Scuola Napoletana che ha dato un grande contributo all&#8217;Opera. Dotato di enorme genio drammatico, pieno di vigore nell&#8217;espressione dei sentimenti appassionati, ardito nelle modulazioni e più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>&#8220;Signori badate a questo passo&#8221; (Tommaso Traetta)</strong></em></p>
<p>Musicista di certo noto agli esperti ma pressocchè sconosciuto ai più. E&#8217; stato un compositore italiano vissuto nel XVIII secolo appartenente alla Scuola Napoletana che ha dato un grande contributo all&#8217;Opera.</p>
<p>Dotato di enorme genio drammatico, pieno di vigore nell&#8217;espressione dei sentimenti appassionati, ardito nelle modulazioni e più incline dei musicisti italiani del suo tempo a far uso dell&#8217;armonia cromatica della scuola tedesca, Traetta sembra aver concepito la musica di teatro dal punto di vista dal quale Gluck si è posto qualche anno più tardi, a parte la diversità nelle tendenze melodiche che sono più evidenti nelle opere del compositore italiano.</p>
<p>Nel patetico, Traetta raggiunge talvolta il sublime, come si può vedere nell&#8217;aria di Semiramide che è stata inserita nel &#8220;Methode de chant du conservatoire de Paris&#8221;. Talvolta dimenticava che il gusto dei suoi compatrioti rigettava allora questi accenti energici, e che essi preferivano la melodia pura al dividere la loro attenzione tra la melodia e l&#8217;armonia, ma quando percepiva nel suo uditorio la fatica di questa attenzioni, durante le prime messe in scena, nelle quali sedeva al clavicembalo, aveva l&#8217;abitudine di rivolgersi agli spettatori dicendo: &#8220;Signori, badate a questo passo&#8221;, e il pubblico applaudiva quasi sempre a questa espressione ingenua di orgoglio dell&#8217;artista.</p>
<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/Tommaso_traetta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6457" style="margin: 3px;" title="Tommaso_traetta" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/03/Tommaso_traetta.jpg" alt="Tommaso_traetta" width="128" height="177" /></a></p>
<p>Traetta è stato anche compositore di Musica Sacra. Si sono trovati nel conservatorio di Napoli, uno Stabat Mater a quattro voci e orchestra, così come due lezioni per le mattine di Natale ed una parte della Passione secondo San Giovanni. Per le &#8220;Figliole&#8221; dell&#8217;Ospedale dei Derelitti (Ospedaletto) a Venezia, si sa che scrisse un oratorio in lingua latina intitolato Rex Salomon, quattro Antifone mariane per voce solista, archi e basso continuo (Biblioteca Universitaria di Amburgo)un Miserere a 3 voci, archi e continuo (in una fonte attribuito problematicamente a Sacchini) e numerosi mottetti solistici andati perduti. Una Messa a quattro voci con orchestra si trova presso il Conservatorio di Firenze. Un&#8217;altra Messa a 5 voci con trombe e archi è andata distrutta in Germania nel corso della seconda guerra mondiale.</p>
<p>Ma di certo la sua produzione più prolifica e conosciuta è quella delle Opere</p>
<ul>
<li> Farnace &#8211; Napoli 1750</li>
<li>I pastori felici &#8211; ivi &#8211; 1753</li>
<li>Ezio &#8211; Roma 1753</li>
<li>Le nozze contrastate &#8211; 1754</li>
<li>Il buovo d&#8217;Antona &#8211; Firenze 1756</li>
<li>Ippolito e Aricia &#8211; Parma 1759</li>
<li>Ifigenia in Tauride &#8211; Vienna 1759</li>
<li>Stordilano, principe di Granata &#8211; 1760</li>
<li>I Tindaridi &#8211; Parma 1760</li>
<li>Armida &#8211; Vienna 1760</li>
<li>Sofonisba &#8211; Mannheim 1761</li>
<li>La francese a Malaghera &#8211; 1762</li>
<li>Alessandro nell&#8217;Indie &#8211; Reggio Emilia 1762</li>
<li>Didone abbandonata &#8211; 1764</li>
<li>Semiramide riconosciuta &#8211; 1765</li>
<li>La serva Rivale &#8211; 1767</li>
<li>Amore in trappola &#8211; 1768</li>
<li>L&#8217;isola disabitata &#8211; 1769</li>
<li>L&#8217;Olimpiade &#8211; 1770</li>
<li>Antigone &#8211; 1772 (Il titolo esatto in realtà e Antigona)</li>
<li>Germondo &#8211; 1776</li>
<li> l cavaliere errante &#8211; 1777</li>
<li>La disfatta di Dario &#8211; 1778</li>
<li>Artenice &#8211; 1778</li>
</ul>
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		<title>Händel, Haendel o Hendel?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MC</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
		<category><![CDATA[classica]]></category>
		<category><![CDATA[compositori]]></category>
		<category><![CDATA[haendel]]></category>

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		<description><![CDATA[La vita del compositore tedesco fu ricca di viaggi. Partì dalla sua terra d&#8217;origine, la Sassonia in Germania, per poi trasferirsi in Italia per apprendere la tecnica operistica. Successivamente si trasferì in Inghilterra dove divenne il &#8220;Musicista del Re&#8221; e dove passò il resto della sua vita (circa quarant&#8217;anni). Per questa ragione il suo nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/02/haendel1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6186" title="haendel" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2010/02/haendel1.jpg" alt="haendel" width="223" height="197" /></a></p>
<p>La vita del compositore tedesco fu ricca di viaggi.</p>
<p>Partì dalla sua terra d&#8217;origine, la Sassonia in Germania, per poi trasferirsi in Italia per apprendere la tecnica operistica. Successivamente si trasferì in Inghilterra dove divenne il &#8220;Musicista del Re&#8221; e dove passò il resto della sua vita (circa quarant&#8217;anni).</p>
<p>Per questa ragione il suo nome subì diverse &#8220;interpretazioni&#8221; ed in ogni paese venne modificato in funzione della lingua. Durante il suo soggiorno italiano veniva chiamato Hendel e spesso appellato come il Sassone. La tendenza prevalente in Italia oggi è quella di scrivere e pronunciare il suo nome alla tedesca, Georg Friedrich Händel, sebbene il compositore negli ultimi quaranta anni della sua vita si sia sempre firmato secondo l&#8217;uso della lingua inglese George Frideric Handel. Inutile precisare come per i tedeschi egli sia sempre Händel.</p>
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