Brahms e Joachim ed il Concerto per Violino
Non è noto l’esatto periodo in cui Brahms si accinse alla scrittura del suo concerto per violino, sappiamo però che terminò di scriverne la prima copia nell’estate del 1878 a Portschach. Il suo desiderio era di comporre un concerto per il suo grande amico e violinista Joachim che, formatosi a Vienna sotto la guida di notevoli maestri quali Hanser e Bohn, si era trasferito a Lispia nel 1843 dove studiò con Mendelssohn.
Brahms & Joachim
Approfondì ulteriormente le
14 novembre, 2011
Autore: MC
Riccardo Broschi è meglio noto come fratello del più celebre cantante castrato Carlo Broschi ovvero “Farinelli”. Le loro vite di fratelli ed artisti fecero da cassa di risonanza per le rispettive esistenze. A quei tempi i cantanti castrati erano delle figure di spicco che frequentavano i salotti migliori e spesso persino le corti dei re. Riccardo compose per il fratello arie virtuose ispirate direttamente dal talento del più giovane fratello che aveva ascoltato ed ammirato già in tenera età. Farinelli, per le sue esibizioni canore, ebbe modo di confrontarsi
31 agosto, 2011
Autore: MC
Il suo nome, per intero, era Giovanni Rota Rinaldi, ma era meglio noto come Nino Rota.
Nato a Milano il 3 dicembre 1911, da una famiglia di musicisti: la madre era la pianista Ernesta Rinaldi.
Già ad otto anni inizia a comporre e giovanissimo, nel 1923, entra al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.
Allievo di Paolo Delachi e Giulio Bas.
La sua prima vera opera è del 1922 “L’infanzia di S. Giovanni Battista” eseguito nello stesso anno a Milano e l’anno successivo in Francia.Nel 1926 Nino Rota scrive “Il
23 marzo, 2010
Autore: MC
“Signori badate a questo passo” (Tommaso Traetta)
Musicista di certo noto agli esperti ma pressocchè sconosciuto ai più. E’ stato un compositore italiano vissuto nel XVIII secolo appartenente alla Scuola Napoletana che ha dato un grande contributo all’Opera.
Dotato di enorme genio drammatico, pieno di vigore nell’espressione dei sentimenti appassionati, ardito nelle modulazioni e più incline dei musicisti italiani del suo tempo a far uso dell’armonia cromatica della scuola tedesca, Traetta sembra aver concepito la musica di teatro dal punto di vista dal quale Gluck si è posto qualche anno più tardi, a parte la diversità nelle tendenze melodiche che sono più