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	<title>Musica Colta &#187; cantori</title>
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	<description>L&#039;Uomo, il Tempo e la Musica</description>
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		<title>Salieri e Schubert e l&#8217;Angelica Voce di Soprano</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 09:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I primi rudimenti musicali furono impartiti al giovane Franz direttamente dal padre, che era maestro di scuola, e da Michael Holzer, organista della parrocchia. Undicenne, dotato, a quanto risulta, di un&#8217;angelica voce di soprano,  vinse il concorso di ammissione per i fanciulli cantori della Cappella Reale; il parere favorevole  fu espresso dal compositore italiano Antonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/12/cori.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-5671" title="cori" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/12/cori.JPG" alt="cori" width="266" height="197" /></a></p>
<p>I primi rudimenti musicali furono impartiti al giovane Franz direttamente dal padre, che era maestro di scuola, e da Michael Holzer, organista della parrocchia.</p>
<p>Undicenne, dotato, a quanto risulta, di un&#8217;angelica voce di soprano,  vinse il concorso di ammissione per i fanciulli cantori della Cappella Reale; il parere favorevole  fu espresso dal compositore italiano Antonio Salieri.</p>
<p>Il giovane Schubert abbandonò così la casa paterna per iniziare la vita collegiale al Reale e Imperiale Convitto Civico, dove trovò amici fedeli che non lo avrebbero più abbandonato nel corso della sua breve esistenza.</p>
<p>Nel 1813 lasciò la scuola, per la trasformazione della sua voce, continuando però a studiare  composizione con Antonio Salieri.</p>
<p>Durante i tre anni successivi, assecondando i desideri paterni, frequentò la Scuola Superiore per ottenere il diploma di aiuto istitutore.</p>
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		<title>Breve biografia di Josquin Desprès &#8211; (Beaurevoir, Piccardia 1440 ca.- Condé 1521)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 13:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
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		<description><![CDATA[Josquin Desprès è considerato il più grande tra i compositori fiamminghi ma, nonostante l&#8217;indiscutibile fama, rimase sconosciuto fino all&#8217;Ottocento. Il Desprès, detto anche Deprès, Depret, Desprez, Deprez, Des Près o anche solo Josquin, studiò a Parigi probabilmente con Johannes Ockeghem, ma per circa 40 anni visse e operò in Italia, dapprima come cantore del Duomo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/deprez0.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1657" title="deprez0" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/04/deprez0.jpg" alt="deprez0" width="200" height="194" /></a></p>
<p>Josquin Desprès è considerato il più grande tra i compositori fiamminghi ma, nonostante l&#8217;indiscutibile fama, rimase sconosciuto fino all&#8217;Ottocento.</p>
<p>Il Desprès, detto anche Deprès, Depret, Desprez, Deprez, Des Près o anche solo Josquin, studiò a Parigi probabilmente con Johannes Ockeghem, ma per circa 40 anni visse e operò in Italia, dapprima come cantore del Duomo di Milano e poi come compositore presso gli Sforza, al servizio sia del duca Galeazzo Maria Sforza sia del cardinale Ascanio Sforza; quest&#8217;ultimo firmandosi con il nome di Jasquin d&#8217;Ascanio.</p>
<p>Grazie all&#8217;invenzione della<strong> stampa musicale</strong> e alle stamperie di Ottaviano Petru (1466-1539) la sua musica ebbe un&#8217;enorme divulgazione e le opere a noi pervenute sono moltissime, tra <strong>Messe</strong>, <strong>Mottetti</strong>, <strong>Chanson</strong>,  <strong>Frottole</strong>. A Josquin Desprès va il merito di essere  riuscito a fondere i complessi intrecci della <strong>polifonia fiamminga</strong> con la <strong>lineare cantabilità della melodia italiana.</strong></p>
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		<title>J. S. Bach &#8211; Tra la Musica e la famiglia</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 15:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
				<category><![CDATA[barocco]]></category>
		<category><![CDATA[biografie]]></category>
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		<description><![CDATA[Un dato la dice tutta sul suo concetto di famiglia: due mogli e venti figli. Assunto come violinista alla corte di Weimar, qualche tempo dopo ritroviamo Bach organista nella chiesa di San Bonifacio ad Arnstadt. Qui compose la sua prima cantata e compì anche quello che può venir considerato l&#8217;unico colpo di testa di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/bach2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1133" title="bach2" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/bach2.jpg" alt="bach2" width="290" height="374" /></a><br />
Un dato la dice tutta sul suo concetto di <strong>famiglia</strong>: due mogli e venti figli.</p>
<p>Assunto come violinista alla corte di Weimar, qualche tempo dopo ritroviamo Bach <strong>organista </strong>nella chiesa di San Bonifacio ad Arnstadt.</p>
<p>Qui compose la sua prima <strong>cantata </strong>e compì anche quello che può venir considerato l&#8217;unico colpo di testa di una vita completamente votata alla disciplina: una lunga assenza per un viaggio a Lubecca, dove si sarebbe esibito il famoso organista Buxte­hude.</p>
<p>Assenza che gli costò il licenziamento immediato, anche se pienamente giustificata dalla passione di Bach per la musica e in particolare per l&#8217;<strong>organo</strong>.</p>
<p>Trasferitosi a <strong>Molhausen</strong>, Bach lavorò come organista a San e, nel 1707, <strong>sposò la cugina Maria Barbara</strong>, che gli diede <strong>sette figli</strong>.</p>
<p>Bach venne in seguito chiamato nuovamente a Weimar dal duca Guglielmo Ernesto di Sassonia Weimar e, nel 1723, fu assunto come <strong>cantore </strong>nella scuola di San Tomaso di Lipsia.</p>
<p>Ma dovette lasciare anche questo incarico per i continui attriti causati dall&#8217;invidia dei suoi colleghi.</p>
<p>Nel <strong>1720 </strong>gli<strong> era morta la moglie</strong> e Bach, un anno dopo, si era <strong>risposato</strong> con Anna  Magdalena Wolcken, che gli darà altri tredici figli.</p>
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		<title>Musica e strumenti dell&#8217;antico Egitto</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 20:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalle fonti a noi note, possiamo dedurre che la musica nell&#8217;antico Egitto accompagnava feste e banchetti, oltre alle cerimonie religiose. Aveva un ruolo importante nei rituali del tempio, ove era eseguita da sacerdoti-cantori o, nel Nuovo Regno, da donne-musiciste, spesso appartenenti a famiglie nobili. Nel tempio erano presenti anche danzatori e danzatrici addetti al culto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/neferta2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-985" title="neferta2" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/neferta2-143x300.jpg" alt="neferta2" width="143" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Dalle fonti a noi note, possiamo dedurre che la musica nell&#8217;antico Egitto accompagnava feste e banchetti, oltre alle cerimonie religiose. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Aveva un ruolo importante nei rituali del tempio, ove era eseguita da<strong> sacerdoti-cantori</strong> o, nel Nuovo Regno, da <strong>donne-musiciste</strong>, spesso appartenenti a famiglie nobili.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Nel tempio erano presenti anche danzatori e danzatrici addetti al culto, molto spesso di provenienza straniera.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Durante i funerali erano eseguiti dei <strong>lamenti </strong>funebri con danzatori e suonatori.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Al di fuori dell&#8217;ambito strettamente rituale sono rimasti canti di lavoro (Per la mietitura, per la trebbiatura, per la pigiatura dell&#8217;uva), canti d&#8217;amore e esecuzioni musicali, sia vocali che strumentali, durante le feste.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Un&#8217;intensa attività musicale era svolta alla corte del faraone, dove cantanti e strumentisti avevano una posizione di prestigio. Sono arrivati a noi i nomi di diversi musicisti: cantori, strumentisti, direttori dei cantori del faraone.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Ad esempio, la cantante <strong>Iti</strong>, epoca V dinastia, è raffigurata con l´arpista <strong>Hekenu </strong>in un rilievo della necropoli a Saqqãra. Sulle sculture e sulle pitture murali la musica è, per lo più, collegata con quelle scene in cui gli artisti rievocavano la vita dei grandi personaggi per mostrare e sottolineare le gioie dell&#8217;aldilà.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Fin dalle più lontane dinastie gli Egiziani coltivarono la musica collegando gli strumenti alle loro divinità e alle manifestazioni religiose. La musica sacra era regolata dai sacerdoti, i quali si opposero sempre a ogni tentativo di modificare i riti e i canti ad essa relativi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Questi erano di loro esclusiva pertinenza; solo dal sedicesimo secolo a.C. alle donne, purchè di famiglia sacerdotale, fu permessa la pratica di questi cerimoniali.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
All´inizio del terzo millennio a.C., la musica egiziana aveva già avuto un notevole sviluppo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
A seguito delle varie<strong> campagne militari</strong> susseguitesi nel tempo, la cultura musicale egizia subì progressivamente delle <strong>contaminazioni </strong>da parte dei popoli sottomessi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
In realtà, della musica egiziana conosciamo ben poco, perchè probabilmente <strong>non esisteva una notazione</strong> in quanto, come in altre civiltà antiche, <strong>la musica era di tradizione orale</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Si è cercato di fare delle ipotesi sui sistemi musicali egiziani dal momento che non abbiamo alcun frammento di notazione scritta. Sachs, così come aveva ipotizzato per gli <strong>arpisti mesopotamici</strong>, studiò la posizione delle dita sulle corde delle arpe egiziane e ne dedusse un´accordatura <strong>pentafonica</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
Tale interpretazione rimane dubbia, come anche le ipotesi sull´esistenza di una notazione musicale, dell´armonia e della polifonia. Eppure la musica era presente in tutte le manifestazioni civili e religiose, nelle battute di caccia, nelle feste e nei banchetti. Nelle grandi cerimonie, vista la prevalenza di strumenti a percussione, o comunque rumorosi quali tamburi, crotali, sistri, la musica doveva essere fortemente ritmata e chiassosa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
La musica in privato, doveva invece essere molto dolce per le caratteristiche degli strumenti utilizzati: l&#8217;<strong>arpa</strong>, il <strong>liuto</strong>, il <strong>flauto</strong>. Sembra che fosse la voce ad accompagnare gli strumenti e che particolarmente apprezzate fossero le <strong>cantatrici siriane</strong>.<br />
L&#8217;orchestra era molto semplice ed era composta da due arpe e due flauti.</span></p>
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		<title>Breve biografia di Pierluigi da Palestrina</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 09:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Musica Colta</dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie]]></category>
		<category><![CDATA[cantori]]></category>
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		<description><![CDATA[Giovanni Pierluigi nacque a Palestrina, sui colli laziali, nel 1525. Ricoprì ruoli molto importanti: cantore nella Cappella liberiana, fu organista e maestro di canto nel duomo di Palestrina e, infine, fu maestro della Cappella Giulia e cantore nella Cappella Sistina di Roma, città dove visse fino al alla morte, nel 1594. Appartenne alla scuola musicale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni Pierluigi nacque a <strong>Palestrina</strong>, sui colli laziali, nel 1525.</p>
<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-359" title="palastrina" src="http://www.musicacolta.eu/mc/wp-content/uploads/2009/03/palastrina-150x150.jpg" alt="palastrina" width="150" height="150" /></p>
<p>Ricoprì ruoli molto importanti: <strong>cantore </strong>nella Cappella liberiana, fu <strong>organista </strong>e <strong>maestro </strong>di canto nel duomo di Palestrina e, infine, fu maestro della Cappella Giulia e cantore nella<strong> Cappella Sistina di Roma</strong>, città dove visse fino al alla morte, nel 1594.<br />
Appartenne alla scuola musicale romane di cui fu il massimo esponente.</p>
<p>Palestrina divenne famoso grazie alle sue composizioni <strong>sacre </strong>e al suo uso del <strong>contrappunto</strong>.</p>
<p>Fu stimato musicalmente sia dai contemporanei, che dai postumi.</p>
<p>Durante il <strong>Romanticismo </strong>il <strong>culto </strong>di Palestrina crebbe notevolmente grazie alla pubblicazione della sua biografia ad opera di Papa Marcello.</p>
<p>L&#8217;opera di Palestrina è costituita <strong>quasi interamente</strong> da composizioni <strong>polifoniche su testo latino</strong>, destinate alle cantorie per i servizi sacri cattolici.</p>
<p>Egli scrisse 102 <strong>messe </strong>a 4 o 5 voci, in minor numero a 6 e a 8; le più note sono: <strong>Missa brevis</strong>, <strong>Iste Confessor</strong>, <strong>Aeterna Christi munera</strong>, <strong>Dies sanctificatus</strong>, <strong>Salve Regina</strong>, Vestiva i colli e Papae Marcelli. L&#8217;altra forma molto usata da Palestrina fu il <strong>mottetto</strong>, né scrisse 307 tra cui ricordiamo: <strong>Super flumina Babylonis</strong>, Pueri haebreorum, Cantico dei cantici e lo <strong>Stabat Mater</strong>.</p>
<p>La musica di Palestrina <strong>incarnò </strong>per i contemporanei il sentimento religioso della <strong>controriforma romana</strong> mentre per i posteri rappresentò uno degli ideali più puri ed armoniosi del canto sacro cattolico.</p>
<p>Uno dei pregi delle creazioni palestriniane è la semplicità dei mezzi impiegati, a cominciare dalle melodie che si combinano nel tessuto polifonico fino alle armonie formate da semplici successioni di <strong>triadi</strong>, variate da note di passaggio e da ritardi preparati e indotti dal movimento delle parti.</p>
<p>Il discorso delle parti, infine, è fluido per merito di una magistrale condotta contrappuntistica delle parti e di combinazioni tra le voci continuamente variate.</p>
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